Credit Suisse e lo scandalo dei conti dei criminali
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Credit Suisse e lo scandalo dei conti dei criminali

By Marco Cavicchioli - 21 Feb 2022

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Una recente fuga di notizie provenienti da Credit Suisse ha rivelato che tra i clienti della banca risultano esserci diversi criminali, truffatori e politici corrotti. 

Lo ha rivelato The Guardian, che ha avuto accesso ai dettagli di 30.000 conti della banca svizzera in tutto il mondo. 

https://twitter.com/guardian/status/1495493097845039104

Il reportage di The Guardian 

Il lungo reportage ha portato alla luce informazioni riguardo i proprietari di 80 miliardi di sterline detenuti nei conti della banca svizzera, fatte trapelare da un informatore che voleva denunciare le leggi sulla segretezza bancaria come “immorali”.

Tra questi clienti sono risultati essere trafficanti di esseri umani, miliardari che hanno ordinato omicidi, traffici di droga, riciclaggio di denaro, corruzione e altri gravi crimini, oltre ad un conto di proprietà del Vaticano che ha investito 350 milioni di euro in presunti investimenti fraudolenti. 

La risposta della banca

Credit Suisse, stando a queste informazioni, potrebbe persino essere definita una “banca canaglia”, ma la banca respinge questa accusa infamante. Sostiene che si tratterebbe di informazioni selezionate estrapolate dal contesto, che danno luogo ad interpretazioni tendenziose. 

Secondo The Guardian queste informazioni invece rivelerebbero “diffusi fallimenti della due diligence da parte del Credit Suisse”, nonostante i ripetuti impegni ad eliminare i clienti dubbi ed i fondi illeciti. 

Secondo la banca si tratterebbe di operazioni in gran parte vecchie, in alcuni casi risalenti ad un’epoca in cui le leggi erano molto diverse da quelle attuali, ma The Guardian sostiene che più di due terzi dei conti coinvolti sarebbero stati aperti dopo il 2000. Le operazioni contestate però sarebbero state eseguite prima del 2010

La questione delle tempistiche

Probabilmente il vero punto della questione sono proprio le tempistiche. 

Infatti è noto che fino a qualche decennio fa le banche svizzere si trincerano dietro il segreto bancario per poter offrire i propri servizi anche a clienti di natura dubbia, se non addirittura criminali. Ma negli ultimi anni le cose sono cambiate, tanto che ormai la Svizzera è stata rimossa dalle black list finanziarie. 

Il problema derivante dalle informazioni rese note dall’informatore è che non solo dimostrerebbero che fino ancora al 2010 la banca abbia continuato a consentire operazioni di dubbia natura, ma che tra i clienti sospetti alcuni sarebbero serviti dalla banca ancora oggi. 

E le criptovalute?

Nonostante la banca neghi le accuse riguardanti il suo attuale operato, rimane il fatto che ciò che è stato scoperto rivela fitte connessioni tra criminali e mondo bancario tradizionale. In un tale scenario appare quantomeno risibile accusare le criptovalute di favorire le operazioni illecite, mentre a quanto pare queste sembra possano essere effettuate comodamente anche in valuta fiat grazie a banche compiacenti.

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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