G7: nuove sanzioni in arrivo per la Russia
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G7: nuove sanzioni in arrivo per la Russia

By Marco Cavicchioli - 1 Mar 2022

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Le sanzioni comminate dai paesi occidentali nei confronti della Russia stanno avendo un impatto significativo sui mercati crypto. Una recente nota del G7 ha minacciato di comminare ulteriori sanzioni contro il Paese se proseguirà la sua invasione in Ucraina.

Il G7 pronto a inasprire le sanzioni alla Russia

In questo momento, nonostante sia in atto una trattativa ad alto livello tra Ucraina e Russia, l’esercito russo sta continuando la sua campagna di invasione, quindi è difficile ipotizzare che possa terminare a breve. 

Probabilmente potrebbe arrestarsi rapidamente solo in caso di successo definitivo, o di clamoroso fallimento. La situazione attuale invece sembra in stato di stallo. 

Inoltre anche se dovesse terminare con un successo è molto probabile che le sanzioni potrebbero perdurare. 

Le sanzioni già in atto hanno iniziato a creare gravi problemi di liquidità ai russi, dato che vi sono fortissime limitazioni ad utilizzare il denaro fiat, sia per quanto riguarda le transazioni internazionali, sia ad esempio per quanto riguarda i prelievi di contanti agli ATM. 

In una situazione come quella attuale sembra alquanto improbabile che tali limitazioni possano essere eliminate, o persino ridotte, e la nota del G7 fa presupporre invece addirittura la seria possibilità che vengano inasprite. 

rublo-bitcoin
Aumentano gli scambi rublo-bitcoin

Boom per gli scambi rublo-Bitcoin

I dati riguardanti i volumi di scambio sugli exchange per quanto riguarda la coppia BTC/RUB (Bitcoin / Rublo russo) svelano che a partire dalla metà della scorsa settimana c’è stato un boom improvviso. 

Tale boom non è iniziato né il giorno in cui Putin annunciò di fatto la sua intenzione di annettere l’Ucraina, né quando le prime truppe russe sono entrate in territorio ucraino. Si è verificato proprio nel momento in cui era ormai evidente che gli stati occidentali avrebbero comminato sanzioni rivolte in particolare al sistema bancario russo. 

Quindi nel momento in cui i russi hanno iniziato a capire che avrebbero dovuto fare realmente i conti con ampie limitazioni all’utilizzo del loro denaro fiat, hanno iniziato a comprare BTC con i rubli che avevano sugli exchange. 

Il punto di svolta quindi si è verificato giovedì 24 febbraio, quando probabilmente non a caso il prezzo di Bitcoin rimbalzò a 38.000$ dopo essere sceso quasi a 34.000$. 

Il secondo punto di svolta si è verificato ieri, con il prezzo di Bitcoin balzato da 38.000$ a 43.000$. È lecito ipotizzare che in caso di ulteriori sanzioni i russi siano ancora più spinti ad utilizzare Bitcoin al posto delle valute fiat. 

Resta da capire quale sia il reale potere di acquisto dei russi sugli exchange crypto, ma visto che molti russi facoltosi vivono all’estero, ed hanno riserve in varie valute, è possibile che ci sia ancora ampio spazio per ulteriori acquisti.

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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