Google Maps avrebbe potuto prevedere l’invasione dell’Ucraina
Google Maps avrebbe potuto prevedere l’invasione dell’Ucraina
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Google Maps avrebbe potuto prevedere l’invasione dell’Ucraina

By Vincenzo Cacioppoli - 1 Mar 2022

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Alle 3.15 del giorno dell’invasione russa in Ucraina, Jeffrey Lewis, un  professore al Middlebury Institute in California ed esperto informatico, aveva twittato che sulla base dei dati della funzione live traffic di Google Maps si notava un enorme ingorgo nella zona di Belgorod in Russia, vicino al confine con l’Ucraina.

Ha detto Lewis a Motherboard:

“Penso che siamo stati i primi a vedere l’invasione. E l’abbiamo visto in un’app per il traffico”. 

L’utilizzo di Google Maps per prevedere l’invasione dell’Ucraina

La tecnologia insomma aveva previsto con ore di anticipo l’attacco della Russia.

Poche ore prima del tweet di Lewis, il presidente russo Vladimir Putin aveva annunciato una “operazione militare speciale” nel Donbass, una regione dell’Ucraina orientale, dove tutti pensavano sarebbe avvenuto l’attacco russo. Ma l’aumento del traffico che Lewis ha registrato grazie all’app Google Maps era in realtà in un’altra regione dell’Ucraina, a nord di Kharkiv. L’ingorgo si sarebbe esteso lentamente fino al confine, dove è poi scomparso.

Secondo alcuni esperti questi dati sarebbero stati intercettati probabilmente dai telefoni cellulari accesi dei soldati russi, impegnati nell’operazione militare. Anche se secondo l’esperto informatico americano i dati potrebbero invece provenire dai cellulari di persone civili che provavano a fuggire dall’Ucraina.

Google non ha voluto commentare la notizia lanciata da Lewis, che ha sostenuto quanto i big data in possesso delle grandi aziende tecnologiche potrebbero essere di grande aiuto in momenti così drammatici. 

Ha affermato Lewis:

“Penso che le aziende di big data spesso non vogliano affrontare esattamente quanto possano essere utili i loro dati. Voglio dire, è bello quando lo facciamo, giusto? Forse è meno bello se i russi fossero in grado di fare qualcosa di simile, sai, individuare un’offensiva da parte degli ucraini”.

Google Live Traffic Ucraina

Google disabilita Live Traffic in Ucraina

Intanto Google ha comunicato ieri di aver disabilitato proprio la sua funzione di Live traffic in Ucraina per proteggere gli utenti nel  loro tentativo di scappare dalla guerra.

“Google ha affermato di aver intrapreso l’azione per la sicurezza delle comunità ucraine locali a seguito di consultazioni con fonti comprese le autorità regionali”, 

si legge in una nota della società.

La mossa di Google sarebbe determinata proprio dall’utilizzo che veniva fatto delle app per tracciare i movimenti di truppe e civili. Questa decisione arriva dopo che le autorità ucraine avevano invitato la popolazione a smantellare tutte le indicazioni stradali proprio per rendere più difficoltosa l’avanzata delle truppe sovietiche in territorio ucraino.

“Smantellamento dei segnali stradali su tutte le strade del Paese. Priorità n. 1: indicatori, nomi degli insediamenti. I segnali raccolti vengono consegnati alle autorità locali e ai roadmen”, 

ha scritto in un post su Facebook Ukravtodor, l’agenzia governativa responsabile del sistema stradale nazionale ucraino .

 “Il nemico ha una connessione patetica, non orientano la zona. Aiutiamoli ad andare dritti all’inferno.” 

Molti social network stanno impedendo l’accesso ad utenti legati al governo e alle istituzioni russe, mentre il governo russo quattro giorni fa ha bloccato nel paese l’accesso a Twitter.

Vincenzo Cacioppoli

Vincenzo è genovese di nascita ma milanese di adozione. E' laureato in scienze politiche. E' un giornalista, blogger, scrittore, esperto di marketing e digital advertising. Dopo una lunga esperienza nel marketing tradizionale, comincia attività con il web e il digital advertising nel 2011 fondando una società Le enfants. Da sempre appassionato di web e innovazione, nel 2018 approfondisce le tematiche legate alla blockchain e alle criptovalute. Trader indipendente in criptovalute dal marzo 2018, collabora con aziende del settore come content marketing specialist. Nel suo blog. mediateccando.blogspot.com, da tempo si occupa soprattutto di blockchain, che considera come la più grande innovazione tecnologia dopo Internet. A novembre è prevista l'uscita del suo primo libro sulla blockchain e il fintech.

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