CEO di Ripple:” le crypto non possono eludere sanzioni Russia”
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CEO di Ripple:” le crypto non possono eludere sanzioni Russia”

By Stefania Stimolo - 5 Mar 2022

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Il CEO di Ripple afferma che “le crypto non possono eludere le sanzioni in Russia. Brad Garlinghouse critica le opinioni “stupide e disinformate” su come funziona la crittografia e coloro che dipingono le criptovalute come la Via della Seta. 

La spiegazione del CEO di Ripple sulle crypto e sanzioni alla Russia

Brad Garlinghouse, CEO di Ripple, ha rilasciato una sua dichiarazione in una carrellata di tweet come segue:

“Continuo a vedere argomenti stupidi da opinionisti disinformati su come funziona la crittografia. Voglio ribadire ciò che @ashgoblue ha detto ieri – ci sono ragioni concrete per cui la crittografia non può essere utilizzata su larga scala per la Russia per eludere le sanzioni. Per convertire le criptovalute in fiat, gli exchange/etc si affidano a partner bancari che potrebbero perdere le loro licenze se qualcuno sulla lista OFAC riesce a sfuggire. Politiche KYC/AML estremamente rigorose sono in atto per evitare proprio questo.”

In pratica, Garlinghouse afferma che le crypto di oggi sono in stretto contatto con il sistema bancario e con le politiche del KYC e AML. Riferendosi poi a RippleNet, il CEO di Ripple, afferma che rimane impegnato a NON lavorare con banche sanzionate o paesi che sono controparti ristrette. 

Detto questo, Garlinghouse conclude con una critica ad alcuni esperti e i media che insistono nel voler “dipingere le criptovalute come la Via della Seta”, affermando che l’argomento è ormai passato di moda, oltre che ad oggi non è più veritiero. 

Le ragioni per cui le crypto non salvano la Russia secondo Garlinghouse

il CEO di Ripple fa riferimento anche alla carrellata di tweet di Asheesh Birla, General Manager di Ripple, che dichiara come le crypto non possono essere usate dalla Russia per eludere le sanzioni o per aggirare SWIFT. 

Ecco i 3 punti chiave offerti da Birla:

  1. Le criptovalute stanno diventando sempre più facilmente rintracciabili dal software e dai governi;
  2. Semplicemente non c’è abbastanza liquidità globale per supportare i bisogni della Russia (i bisogni FX del paese, non gli individui);
  3. Le rampe on/off sono per lo più istituzioni finanziarie regolamentate che devono rispettare le leggi OFAC. 

Non solo, Birla prosegue descrivendo il punto 2 con numeri e dati. Secondo il  Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, la Russia conduce quasi 50 miliardi di dollari in transazioni FX al giorno. Bitcoin, la più grande criptovaluta, ha un volume giornaliero di circa 20-50B al giorno. Le esigenze della Russia comprenderebbero BTC e altro!

Seguendo con la dimostrazione, Birla fa notare che ci sono dei limiti di deposito con gli exchange:  ~$200k valore di rubli russi alla volta attraverso BTC su Binance e $3.7M attraverso BTC/USD e $2.9M attraverso BTC/EUR su Bitstamp.

Con questi limiti, Birla sottolinea che anche se si inviasse  ~$200K ogni minuto con un mercato BTC/RUB resistente, si è ancora troppo lontani a toccare i $ 50 miliardi al giorno. 

Acquisto massiccio di Bitcoin 

Nonostante le spiegazioni di Garlinghouse, nell’ultima settimana abbiamo assistito ad un acquisto massiccio di Bitcoin, tanto che il prezzo della regina delle crypto è passato dai 38.000$ di lunedì 28/2 ai quasi 45.000$ di mercoledì 2/3, per poi scendere sui 41.000$ venerdì 4/3. 

Nello stesso tempo, il Rublo perde terreno e viene superato da Bitcoin che proprio mercoledì scorso è salito alla quattordicesima posizione per marketcap sorpassando la valuta russa, oltre che le valute di Arabia Saudita, Messico, Thailandia e Israele. 

Bitcoin ora punta al Franco Svizzero, ma per superarlo dovrà arrivare al prezzo di 70.000$. 

La stessa Svizzera che vede la città di Lugano attivare il Plan B siglando un protocollo di intesa con Tether Limited. Lugano vede diventare Bitcoin, Tether e Lvga (il token locale) valute a corso legale in modo che saranno accettate dalle infrastrutture pubbliche e private.

Stefania Stimolo

Laureata in Marketing e Comunicazione, Stefania è un’esploratrice di opportunità innovative. Partendo come Sales Assistant per e-commerce, nel 2016 inizia ad appassionarsi al mondo digitale autonomamente, inizialmente in ambito Network Marketing dove conosce e si appassiona dell’ideale di Bitcoin e tecnologia Blockchain diventandone una divulgatrice come copywriter e traduttrice per progetti ICO e blog, ed organizzando corsi conoscitivi.

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