Bitcoin si può usare per eludere le sanzioni?
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Bitcoin si può usare per eludere le sanzioni?

By Marco Cavicchioli - 13 Mar 2022

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Da quando la Russia ha invaso l’Ucraina molti paesi occidentali hanno comminato pesanti sanzioni al paese. Tra queste sanzioni ve ne sono diverse atte ad impedire ai russi l’utilizzo di denaro elettronico all’estero. Bitcoin potrebbe essere una soluzione per eludere queste sanzioni?

Come Bitcoin può eludere le sanzioni

Ad oggi ai russi risulta molto difficile utilizzare forme di denaro elettronico nei paesi occidentali, o negli altri paesi in cui vengono ampiamente utilizzati i circuiti di pagamento e trasferimento di denaro occidentali, come Visa, Mastercard o Swift

Bitcoin potrebbe essere una risposta. Infatti se da un lato i governi possono obbligare i gestori dei servizi di scambio di denaro centralizzati a bloccare o limitare determinate transazioni, non sono invece in grado di fare nulla di tutto ciò con il protocollo Bitcoin. 

Il protocollo Bitcoin non solo non è centralizzato, ma soprattutto non consente di fatto a nessuno di poterlo modificare o controllare. Tale protocollo prevede che non vi sia alcun sistema per bloccare o limitare le transazioni, quindi nemmeno i governi sono in grado di farlo. 

Tuttavia questo ragionamento si può fare solo ed esclusivamente per le cosiddette transazioni P2P, ovvero quelle da un wallet non custodial ad un altro. 

I wallet non custodial sono quelli che lasciano solo ed esclusivamente all’utente stesso il possesso delle chiavi private, necessarie per movimentare i propri BTC. Se l’utente ha accesso ad Internet, con quelle chiavi private può inviare i suoi BTC a qualsiasi indirizzo voglia inviarli, senza che nessuno sia tecnicamente in grado di impedirglielo o ostacolarlo. 

Bitcoin sanzioni

Il rischio dei wallet custodial

Ma se l’utente utilizza un wallet custodial questo ragionamento non regge. 

Tali wallet custodial infatti prevedono che le chiavi private le possegga il gestore del wallet, e non l’utente. Questi gestori sono in genere società che operano in un determinato paese, ovvero soggetti al controllo del loro governo. 

I governi sono pertanto in grado di bloccare o limitare le transazioni dei wallet custodial gestiti da società che operano all’interno del proprio territorio. 

Il fatto è che qualora si detengano BTC su un wallet custodial, qualora questo venisse temporaneamente bloccato dal gestore non c’è nemmeno modo di spostarli su un wallet non custodial per poterli utilizzare liberamente. 

Questo è uno dei motivi per cui si consiglia sempre possibilmente di custodire i propri BTC su wallet non custodial, e non su wallet di terze parti, come ad esempio quelli degli exchange. 

Inoltre chi non avesse BTC su wallet non custodial e volesse acquisirli acquistandoli con valuta fiat si potrebbe di fatto scontrare con il medesimo problema, perchè in genere per questo tipo di acquisti si utilizzano exchange centralizzati, soggetti al controllo dei governi. 

Quindi Bitcoin può consentire ai russi di effettuare invii e ricezioni di denaro da e verso l’estero solo se si utilizzano BTC già conservati su wallet non custodial. Altrimenti è necessario farseli acquistare da qualche utente non russo, o comunque non bloccato, chiedendogli poi di inviarli al proprio wallet non custodial. 

C’è però da aggiungere anche un’altra considerazione. 

La Russia senza internet?

Qualora veramente la Russia decidesse di impedire ai propri cittadini l’accesso ad Internet, potrebbe risultare per loro molto difficile anche utilizzare BTC con wallet non custodial, perché per poterli utilizzare è necessario collegarsi ai nodi Bitcoin sparsi in tutto il mondo ed inviare le transazioni alla rete. Questo però ad ora pare uno scenario solo potenziale, perché a quanto pare i cittadini russi in un modo o nell’altro riescono ancora a connettersi ad Internet. 

Si tratta quindi di uno scenario relativamente complesso, e sicuramente non banale, che in teoria può consentire a qualcuno di utilizzare Bitcoin per aggirare le sanzioni. In realtà, allo stato dei fatti, probabilmente questa soluzione risulta non essere disponibile a gran parte della popolazione. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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