Elon Musk: Il primo tentativo è fallito, ma ha un piano B
Elon Musk: Il primo tentativo è fallito, ma ha un piano B
News dal Mondo

Elon Musk: Il primo tentativo è fallito, ma ha un piano B

By Marco Cavicchioli - 15 Apr 2022

Chevron down
Ascolta qui
download

Twitter Inc, ovvero la società che possiede e gestisce l’omonimo social network, è una cosiddetta “public company”, ovvero una società con un azionariato diffuso. 

Elon Musk vuole Twitter

Non c’è infatti nessun singolo azionista che abbia più del 15%, ed i due maggiori sono Vanguard e lo stesso Elon Musk, più o meno entrambi con il 10%. 

Tuttavia l’interesse di Musk sembra chiaramente essere rivolto a prendere completo possesso della società. 

Vi sono due possibili obiettivi in questa strategia. Da un lato molto probabilmente vorrebbe avere carta bianca, ovvero non avere concorrenti di potere all’interno del Consiglio di Amministrazione della società. Dall’altro vorrebbe arrivare al delisting delle azioni della borsa di New York. 

Quest’ultimo punto è possibile che abbia a che fare con eventuali rischi di aggiotaggio. Musk in passato è stato accusato diverse volte di aver influenzato il prezzo delle azioni in borsa di Tesla, società che attualmente dirige, quindi potrebbe voler risolvere il problema alla radice semplicemente rimuovendo il titolo Twitter dalla borsa. 

Il primo punto invece è più chiaro: non vuole bastoni fra le ruote che gli possano impedire di fare cambiamenti anche profondi al social network. 

Infatti l’alzata di scudi dello stesso CdA nei confronti della sua recente offerta di acquisto del 100% della società a 54,2$ per azione, definita “irricevibile”, appare evidentemente come l’inizio di uno scontro tra Elon Musk e lo stesso attuale CdA di cui Musk stesso ha rifiutato di essere parte. 

Elon musk

La sfida tra Vanguard e Musk

Pertanto per prima cosa Musk si è comprato un pacchetto di azioni che gli dava la maggioranza relativa tra gli azionisti della società, poi ha rifiutato di entrare a far parte del CdA ed ha chiesto di fatto di venderli la società. Il CdA ha rifiutato sdegnato, e Vanguard ha comprato altre azioni per superare Musk e diventare a partire da ieri il nuovo singolo maggior azionista. 

È in atto una vera e propria competizione, tanto che il tentativo di scalata di Musk a Twitter a molti ormai appare a tutti gli effetti ostile. A dire il vero però non sembra trattarsi di un tentativo ostile nei confronti dell’azienda, ma degli attuali azionisti. 

Da notare che persino il celeberrimo co-fondatore di Twitter, Jack Dorsey, qualche mese fa si dimise da CEO e di fatto tagliò i ponti con il CdA

La società era in sofferenza da almeno un anno, con il titolo crollato negli ultimi mesi in borsa da 80$ a 31$. L’ingresso di Musk sembra avergli dato nuova vita, riportando il prezzo delle azioni sopra i 45$, ma sono soprattutto i recenti risultati economici ad averla rilanciata. 

Infatti sono due trimestri consecutivi che l’azienda risulta essere in netta crescita, come se il social network si fosse finalmente risvegliato da un lungo torpore iniziato probabilmente diversi anni fa. 

I problemi di Twitter secondo Elon Musk

Per troppo tempo non ci sono state novità o innovazioni di rilievo, tanto che lo stesso Musk qualche giorno fa fece notare che molti dei profili Twitter con più follower ormai non sono più attivi da tempo. 

I problemi storici di Twitter sono sotto gli occhi di tutti, ed è difficile immaginare che l’attuale CdA sia in grado di imporre un cambio di rotta. Nonostante ciò la società sta crescendo dal punto di vista economico, forse grazie ad un cambio di abitudine degli utenti online, e forse perché in qualche modo beneficia dei problemi di Facebook. 

Sicuramente qualora la società finisse sotto il controllo di fatto del solo Elon Musk ci sarebbero da attendersi grandi novità, se non addirittura qualche piccola rivoluzione all’interno del social network. Musk ha già fatto sapere di avere già un “piano B”, ora che la sua offerta è stata rifiutata, ma è molto probabile che lo avesse già prima. 

Il rifiuto del CdA appariva relativamente scontato, ed era piuttosto semplice immaginare che non ce l’avrebbe fatta ad ottenere il 100%. Tuttavia qualora dovesse riuscire a raccogliere azioni per una percentuale complessiva di gran lunga superiore al 50% potrebbe ottenere un effetto simile al controllo totale della società. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.