Un report della Fed spiega le abitudini di investimento in crypto
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Criptovalute

Un report della Fed spiega le abitudini di investimento in crypto

By George Michael Belardinelli - 24 Mag 2022

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Il nono report periodico della Fed, fatto su un campione di 11.000 americani, mette in luce aspetti molto interessanti, come le diverse abitudini di approccio al mondo crypto. 

Report Fed: come gli americani investono in crypto

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Il report della Fed mostra come le diverse fasce di età interagiscono con il mondo crypto

Dal campione sottoposto al sondaggio risulta come l’americano che ha a che fare con questo mondo sia colui che in altri tempi avremmo chiamato cassettista, o per usare un termine più internazionale, hodler

La cosa curiosa che ne esce è come la maggior parte delle crypto sia detenuta da investitori adulti sulla cinquantina che tuttavia non le usano come strumento di pagamento. 

Chi fa transazioni in criptovalute risulta essere solo il 12% del campione, tra l’altro con caratteristiche ben precise. 

Il consumatore medio di valute digitali infatti è molto giovane, a volte senza risparmi né un conto corrente. 

La cosa è già strana di per sé, ma a questo uniamo il fatto che tra i consumatori è molto basso anche l’utilizzo delle carte di credito o di debito. 

La contrapposizione tra chi ha nel portafoglio le valute e chi le spende evidenzia un divario netto senza punti di contatto, se non le crypto stesse. 

Il rapporto inoltre pone in luce lo stato di grazia delle tasche degli americani, secondo quanto riportato, il benessere finanziario non è mai stato così elevato. 

Il 78% degli intervistati adulti che si trovano in una situazione di agio economico risulta essere il 3% in più in crescita costante da 3 anni a questa parte. 

Una spesa improvvisa di 400 dollari, non risulta essere un problema per il 68% della popolazione che potrebbe far fronte anche in contanti. 

La situazione patrimoniale degli hodler crypto

La Fed, in relazione agli hodler di crypto, comunica che:

“Avevano un reddito sproporzionatamente alto, avevano quasi sempre una relazione bancaria tradizionale e in genere avevano altri risparmi per la pensione”.

Di questo campione, il 46% aveva un reddito annuo da 100.000 dollari in su. Tra coloro che erano in pensione chi possiede già dei risparmi risulta essere l’89%, mentre il 29% di questi risulta dichiarare un reddito inferiore a 50.000 dollari.

Totalmente diverso invece il profilo di chi effettua transazioni. Qui si trova una fascia di età molto più bassa e povera, il 60% dichiara meno di 50.000 dollari mentre il 20% è addirittura sotto i 20.000 dollari. Sono davvero rari i conti sopra i $100.000. 

La cosa che stride con un mondo supertech e che da tempo ha abbracciato l’online è che il 13% del campione non abbia nemmeno un conto corrente e il 27% non è in possesso di carte. 

Infine, ma non meno importante, è pessimo anche il dato dell’alfabetizzazione: un quarto di chi detiene crypto non ha un diploma. 

George Michael Belardinelli

Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata

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