L’embargo sul petrolio russo e le sue conseguenze
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L’embargo sul petrolio russo e le sue conseguenze

By George Michael Belardinelli - 1 Giu 2022

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L’Unione Europea ha raggiunto l’accordo riguardo l’embargo sul petrolio, che secondo le stime porterà fino a 22 miliardi di mancati introiti alle casse del Cremlino e l’innalzamento del prezzo del brent.

Sanzioni per la Russia: il nuovo embargo sul petrolio

petrolio russia
Il nuovo embargo sul petrolio imposto dall’Unione Europea, avrà probabilmente un impatto negativo sull’economia russa

Mosca da oggi non avrà più la stessa forza; questo almeno è quello che spera Ursula Von Der Leyen e l’Unione Europea a seguito del varo della sesta tranche di sanzioni alla Russia. 

Il Cremlino, infatti, stavolta vede attuarsi uno degli incubi peggiori, ovvero l’embargo delle importazioni di petrolio, una delle maggiori fonti di introiti per il Paese. 

Da quando è iniziata la guerra si è pensato di agire principalmente su tre fronti, supporto militare (con l’invio di armi) e civile (con l’invio di cibo, materiale sanitario, ecc) alla popolazione Ucraina, sanzioni agli oligarchi e al sistema economico russo e, infine, bloccare del tutto o in parte l’importazione delle materie prime da Mosca (principalmente gas e petrolio). 

Il blocco del gasdotto Nord Stream 2 e la progressiva diminuzione di importazione di gas avevano arrecato un danno ingente, ma non bastava. Era necessario agire anche sul petrolio che porta alle casse di Putin fino a 22 miliardi di dollari al giorno, proventi che sarebbero potuti essere utilizzati per alimentare l’azione ostile in Europa dell’est. 

Finalmente l’Europa ha raggiunto un accordo che seppur escludendo alcuni stati che hanno accordi particolari con il Cremlino, bloccherà tutte le importazioni via mare dell’oro nero russo. 

I barili di petrolio importati via mare sono 1,5 milioni di barili e rappresentano i due terzi dell’importazione totale che quota circa 33 miliardi di dollari. 

Un duro colpo all’economia del Paese di Putin, ma ci sono delle eccezioni non da poco e degli escamotage che fanno dubitare sull’efficacia dell’operazione. 

Le importazioni per tramite di oleodotti ad esempio, che ammontano a 750 mila barili al giorno (un terzo del totale) non sono state bloccate. La Germania e la Polonia insieme hanno una capacità di importazione tramite tubatura di un altro milione di barili che unite agli accordi speciali di Grecia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia (altri 6 miliardi di importazioni) potenzialmente annullano lo sforzo fatto con la sesta tranche. 

Quali saranno gli effetti dell’embargo sul prezzo del petrolio?

Il prezzo del petrolio in tutto questo che direzione prenderà? Salirà alle stelle? Molto dipende dal comportamento di Germania e Polonia e anche dalla stessa Russia

In una situazione congelata che mantenga questi rapporti di forza, il prezzo del petrolio potrebbe salire anche a 130 dollari al barile secondo le peggiori previsioni o rimanere stazionario sui 120 dollari al barile come suggerito da XTB. Qualora delle variabili dovessero compensare le sanzioni, tutto cambierebbe. 

Il Cremlino si sta organizzando da tempo per maggiori esportazioni del brent in Asia e soprattutto in Cina e Paesi limitrofi e quindi il danno causato dalla UE potrebbe essere già scontato. Non solo, Germania e Polonia potrebbero aumentare unilateralmente le importazioni tramite gli oleodotti per un milione di barili, sostanzialmente annullando le decisioni dell’Europa. 

Un altro problema è causato dalle esportazioni verso Paesi “sconosciuti” che fungono da ponte per le navi dai quali ripartono con bandiera non più russa e di fatto raggirando le sanzioni, pratica schizzata alle stelle da aprile ad oggi e in continuo aumento. 

In pratica l’Europa mette l’embargo al petrolio di Putin, ma basta cambiare bandiera alla nave e tutto è lecito. 

Non resta che aspettare le contro mosse di Mosca e il comportamento leale o meno dei singoli stati UE. Questo farà capire in concreto quale strada prenderà il prezzo del petrolio. 

George Michael Belardinelli

Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata

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