Dopo il crollo di Terra trema la stablecoin di Tron
Dopo il crollo di Terra trema la stablecoin di Tron
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Dopo il crollo di Terra trema la stablecoin di Tron

By Vincenzo Cacioppoli - 15 Giu 2022

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Lunedì USDD, la stablecoin dietro al progetto Tron, ha perso il peg con il dollaro, scivolando fino a 0,91 centesimi ed alimentando la speculazione sull’intero progetto.

USDD, la stablecoin di Tron, perde il l’ancoraggio al dollaro

Nel momento di maggior difficoltà per il mercato delle criptovalute, lunedì scorso, la stablecoin che sostiene il progetto Tron (TRX) fondato da Justin Sun, ha perso il peg con il dollaro, scivolando fino a 0,91 centesimi ed alimentando la speculazione sul fatto che potrebbe fare la stessa fine di Terra, che il 12 maggio è crollato insieme alla sua stablecoin UST.

La società Nansen, piattaforma blockchain che monitora migliaia di portafogli, ha fatto notare come un grande fondo che aveva contribuito a far crollare UST, lunedì abbia trasferito grandi quantità di USDD ed altre stablecoin dai suoi depositi.

Per tutta risposta il fondatore e CEO di tron ha twittato che il tasso di finanziamento sull’exchange Binance per le scommesse contro, o “shorting”, il token TRX nativo della blockchain di Tron era negativo del 500%, altro segno tangibile che la speculazione sarebbe attivamente al lavoro per remare contro Tron. Ma Sun ha altresì ribadito che TronDAO “dispiegherà 2 miliardi di dollari per combatterli”.

La stessa fondazione DAO, che amministra l’ecosistema Tron, ha twittato sempre lunedì scorso di aver ricevuto 650 milioni di USDC alle sue riserve, come difesa della sua stablecoin dalla speculazione che sembra stia imperando sui mercati delle criptovalute in queste settimane.

Gli investitori perdono fiducia nelle stablecoin algoritmiche

Quello che forse in questo momento preoccupa maggiormente i mercati è il fatto che anche USDD è una stablecoin algoritmica come UST di Terra. Si basa su un elaborato meccanismo di bilanciamento automatico che prevede la creazione e la distruzione alternata di unità di USDD e TRX. Il meccanismo prevede poi la “combustione“ di 1 USD di TRX per 1 USDD, nel caso il prezzo di USDD aumentasse al di sopra del peg.

Attualmente il prezzo di USDD è intorno a 0,98 centesimi quindi ancora stenta a riprendere il peg perduto. La questione delle stablecoin sta diventando uno dei punti cruciali dell’intero ecosistema crypto. Molti dubitano sulle riserve che gli emittenti di queste monete dovrebbero detenere come garanzia. 

Persino Tether, la più grande stablecoin in circolazione, il 12 maggio avrebbe perso il peg col dollaro per poi ritrovarlo dopo qualche ora. Molti sono convinti che nel caso Tether che capitalizza circa 80 miliardi di dollari dovesse perdere la parità col dollaro, l’intero mercato delle criptovalute sarebbe chiaramente a forte rischio di crash.

Vincenzo Cacioppoli

Vincenzo è genovese di nascita ma milanese di adozione. E' laureato in scienze politiche. E' un giornalista, blogger, scrittore, esperto di marketing e digital advertising. Dopo una lunga esperienza nel marketing tradizionale, comincia attività con il web e il digital advertising nel 2011 fondando una società Le enfants. Da sempre appassionato di web e innovazione, nel 2018 approfondisce le tematiche legate alla blockchain e alle criptovalute. Trader indipendente in criptovalute dal marzo 2018, collabora con aziende del settore come content marketing specialist. Nel suo blog. mediateccando.blogspot.com, da tempo si occupa soprattutto di blockchain, che considera come la più grande innovazione tecnologia dopo Internet. A novembre è prevista l'uscita del suo primo libro sulla blockchain e il fintech.

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