La quotazione dell’oro rimbalza dopo la flessione di mercoledì
La quotazione dell’oro rimbalza dopo la flessione di mercoledì
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La quotazione dell’oro rimbalza dopo la flessione di mercoledì

By George Michael Belardinelli - 30 Giu 2022

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In un periodo in cui il mondo è ricco di problemi sociali come guerre e pandemie, finanziari come l’inflazione ed economici come l’approvvigionamento da materie prime, l’oro continua a svolgere la sua funzione di bene rifugio, anche se ultimamente la sua quotazione non era cresciuta di pari passo con la caduta dei mercati.

Mercoledì scorso, i prezzi dei metalli preziosi sono saliti tutti e di conseguenza anche quello dell’oro, i cui prezzi forse sono stati trainati dall’annuncio da parte di Boris Johnson in merito ad un nuovo giro di sanzioni alla Russia. 

Le nuove direttive hanno coinvolto diversi oligarchi russi tra cui il secondo uomo più ricco del Paese, ovvero Vladimir Potanin, capo della prima miniera di MGP, Norilsk.

Questo ha influito dapprima negativamente sui metalli preziosi, ma poi ha trainato il rimbalzo di palladio e oro. 

Goldman Sachs e le previsioni sulla quotazione dell’oro

gold rialzo
Goldman Sachs prevede un forte rialzo del prezzo dell’oro

Goldman Sachs, la celebre banca d’affari americana, si è dunque lanciata in una previsione ottimistica del metallo pregiato e ha previsto una fine dell’anno in forte rialzo per la sua quotazione.

Lo storico istituto ritiene che il metallo incrementerà fortemente il proprio valore fino a 2500 dollari da qui a fine 2022.

Bisogna considerare che il prezzo dell’oro, dopo un boom di prezzo in concomitanza con l’acuirsi della crisi energetica e l’inizio della guerra in Ucraina, è ritornato a quota 2000 dollari l’oncia ed è poi ritornato sui $1800, lateralizzando per diversi mesi, mentre ci si attendeva una crescita costante seppur contenuta. 

L’effetto “ricchezza” che dà il metallo pregiato, l’incremento della domanda da parte delle Banche Centrali che ne fanno uso massiccio in questi periodi storici, l’effetto paura relativo a bear market, inflazione e recessione, daranno la carica giusta per un prezzo dell’oro in grande crescita entro fine anno. 

Anche la domanda di ETF legati al metallo giallo è in trend positivo. Cresce la domanda che ha portato ad un aumento di richiesta di quasi 200 tonnellate

Le cause legate alla lateralizzazione del valore dell’oro

Secondo gli esperti, nell’ultimo trimestre l’oro ha lateralizzato a causa di due forze contrastanti tra loro. La prima è da individuare nei problemi sociali ed economici che attanagliano il mondo e che premono per un aumento del prezzo, la seconda che, invece, raffredda il prezzo, è il proseguimento dei lockdown che affossano il mercato asiatico (cinese su tutti). 

Il prolungamento di una fase di contrazione economica in Cina causa lockdown ha indebolito ulteriormente il tessuto economico portando molte aziende a fallire e dover corrispondere parte dei debiti, vendendo appunto oro e causando di fatto una tendenza al ribasso del prezzo di questo. 

Il PIL cinese per porre l’accento sulla questione conseguenze da lockdown era previsto al 4,3 %, ma è stato declassato al 4 %.

Un’altra causa dell’appiattimento della curva dell’oro è anche la concorrenza offerta dai rendimenti dei titoli di Stato che ne hanno frenato la crescita offrendo rendimenti nel lungo periodo simili, ma meno volatili.

Oro fisico insomma ottimo investimento secondo Goldman Sachs, ma non si parla solo di oro fisico come accadeva un tempo. Oggi, infatti, esistono strumenti che si introducono a questo elemento della tavola periodica anche senza comprarne direttamente, come ad esempio ETF o CFD.

Cosa aspettarsi dalla quotazione XAU/USD e dalle politiche monetarie restrittive di questo periodo

Con una recessione alle porte e una probabile stagflazione, però, la politica di aumento dei tassi delle Banche Centrali secondo gli esperti subirà una battuta di arresto e sarà il momento dell’oro che potrebbe perfino raddoppiare secondo alcuni. 

I titoli di stato con il ritorno a una politica monetaria più accomodante tornerebbero fuori dai giochi e l’oro potrebbe così riprendere la sua cavalcata come bene rifugio. 

Nel frattempo il prezzo del metallo giallo sale dello 0,44% a 1.838 dollari l’oncia, complice anche il dollaro USA più debole.

Durante il recente G7 si sono prese decisioni forti nei confronti della Russia relative all’embargo da importazioni di oro russo. 

Gran Bretagna, Stati Uniti, Giappone e Canada vietano nuove importazioni, ma questa scelta è in gran parte simbolica e non impatta il mercato globale dell’oro poiché le esportazioni russe verso l’Occidente si sono già esaurite. 

Tutto è pronto per una bull run dell’oro e non resta che sperare che le previsioni di Goldman Sachs si avverino.

George Michael Belardinelli

Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata

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