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Elon Musk rinuncia alla presidenza di Tesla
Elon Musk rinuncia alla presidenza di Tesla
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Elon Musk rinuncia alla presidenza di Tesla

By George Michael Belardinelli - 5 Lug 2022

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Il 7 agosto 2021 in un criptico tweet, Elon Musk ha lasciato intendere che sul tavolo ci fosse la possibilità di uscire dalla Borsa Americana poiché a garanzia vi erano fondi di miliardi che coprivano un premio per 420,00 dollari ad azione, un importo ben superiore del valore reale al tempo dei fatti. 

Il Tweet di Elon Musk non passa inosservato

Il tweet non era passato di certo in sordina e mentre alcuni ritenevano fosse uno scherzo o comunque una battuta di quelle a cui ci ha abituato Musk, altri avevano preso seriamente la cosa e attendevano il voto dei soci che avrebbe decretato il destino di Tesla. 

Wall Street dal canto suo ha preso molto male la coda e la SEC ha intentato una causa per frode nei confronti dell’imprenditore americano riguardante il discusso cinguettio ritenendo impossibile quanto detto da Musk nel post. 

La causa è andata avanti e dopo un primo rifiuto di patteggiamento che prevedeva la sospensione dalla presidenza per il CEO di Tesla per un periodo di due anni e il pagamento di 20 milioni di dollari americani di multa (10 alla persona fisica e 10 alla società) si è raggiunto un nuovo accordo. 

L’epilogo è peggiorativo rispetto alla precedente proposta di accordo e prevede la sospensione per ben tre anni dalla presidenza (alla quale il CEO potrà ricandidarsi al termine di questo lasso temporale), il pagamento di 40 milioni di dollari di cui 20 da parte di Musk e altrettanti da Tesla, la nomina di due dirigenti indipendenti, di un nuovo presidente e di un comitato interno che vigili con paletti stringenti alle uscite via twitter. 

Stephanie Avkian, Condirettore della SEC per l’applicazione delle sentenze ha dichiarato che 

“Le varie misure sono state progettate per […] rafforzare la governance e la supervisione di Tesla al fine di proteggere gli investitori”. 

Elon Musk messo alle strette

Musk sembra essere da tempo ai ferri corti anche con alcuni azionisti che lo accusano di plagiare il resto del consiglio di amministrazione.

Gli azionisti si riferiscono in particolare a Brad Buss, fratello di Musk ed ex produttore di pannelli solari o Steve Jurvetson, azionista di Solar City (società acquistata da Tesla) ed investitore in SpaceX (società spaziale dell’istrionico imprenditore). 

L’accordo, raggiunto finalmente dopo una convulsa contrattazione, ha compattato le risorse umane dell’azienda che sono state galvanizzate dal proprio mentore con i complimenti via mail per il raggiungimento di risultati commerciali notevoli. 

Contro ogni aspettativa infatti e in attesa di una trimestrale lacrime e sangue un ottimo risultato giunge dal ramo vendite, la model 3 infatti ha raggiunto le 10.000 unità a settimana, il doppio degli obiettivi dichiarati. 

In attesa delle tenute trimestrali intanto Tesla (TSLA) raggiunge una capitalizzazione di 700 miliardi di dollari americani e guadagna in borsa un timido +1,30% che in un bear market è comunque un buon segnale. 

Intanto dalla Germania il Bild fa trapelare la notizia che la Gigafactory di Berlino chiuderà i battenti per una settimana al fine di riorganizzare la linea di produzione e aggiungere un turno di lavoro così da sopperire alle mancanze di produzione dovute ai Lockdown che hanno costretto Tesla a chiudere a Shanghai. 

L’obiettivo per Tesla è di produrre 500.000 vetture all’anno solo nello stabilimento di Berlino così da sopperire a eventuali mancanze di altri stabilimenti nel mondo a causa di Lockdown vari. 

George Michael Belardinelli

Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata

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