Crypto mining: il caldo fa chiudere le farm industriali
Crypto mining: il caldo fa chiudere le farm industriali
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Crypto mining: il caldo fa chiudere le farm industriali

By Marco Cavicchioli - 12 Lug 2022

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Uno dei problemi principali che devono affrontare le mining farm è quello della produzione di calore. 

Infatti, le macchine che estraggono gli hash lavorano in continuazione al massimo della potenza, e di fatto trasformano tutta l’enorme quantità di energia elettrica che consumano in calore. Per questo motivo spesso le farm vengono collocate in luoghi freddi, dove l’aria esterna è sufficiente a ridurre perlomeno di un po’ la temperatura degli ambienti in cui operano. 

In mancanza di aria fresca esterna vengono utilizzati impianti di raffreddamento che a loro volta consumano altra energia elettrica, facendo aumentare i costi di estrazione. 

Le mining farm in Texas soffrono il caldo

mining farm chiusura
Il torrido caldo del Texas costringe alcune mining farm a chiudere

Ovviamente questo può essere un problema in quei luoghi caldi in cui è necessario rinfrescare maggiormente utilizzando impianti di condizionamenti artificiali, e si acuisce in caso di aumento delle temperature esterne. 

Inoltre, in caso di ondate di calore diffuse su un vasto territorio la popolazione incrementa il consumo di energia elettrica, a causa dell’utilizzo maggiore dei condizionatori domestici, mettendo sotto stress la stessa rete di distribuzione dell’elettricità. 

È ciò che sta accadendo ad esempio in Texas, dove, come riferisce Bloomberg, quasi tutte le grandi mining farm sono chiuse. 

In quel territorio le aziende si stanno preparando a far fronte ad un’ondata di caldo anomalo che potrebbe spingere la rete elettrica dello Stato fino vicino al punto di collasso. Onde evitare il peggio si è deciso di ridurre tutti i consumi industriali non necessari di energia elettrica, come ad esempio quelli delle mining farm. 

Il Texas ospita molte mining farm, grazie ai costi energetici contenuti e normative accondiscendenti. 

Il Presidente della Texas Blockchain Association, Lee Bratcher, ha rivelato a Bloomberg che nello Stato vengono utilizzati addirittura 1.000 Megawatt per il mining di Bitcoin. Ha anche aggiunto che le aziende membre della Texas Blockchain Association hanno risposto alla richiesta degli ERCOT spegnendo le loro macchine per risparmiare energia. In totale si tratta comunque solo dell’1% della capacità totale della rete per uso domestico e commerciale. 

In realtà sono gli stessi miner ad avere convenienza a spegnere momentaneamente le macchine, proprio a causa dell’aumento dei costi di condizionamento delle farm a causa dell’ondata di calore. 

Redditività delle attività di mining dopo il crollo del mercato

Da notare che negli ultimi mesi la profittabilità del mining di BTC è crollata dell’80%, rendendo quindi già di per sé poco conveniente minare in questo periodo. 

Infatti, dopo il picco di hashrate di inizio giugno, quando è stato fatto registrare il nuovo massimo storico, quello attuale è del 24% inferiore. Questa riduzione di sicuro non è dovuta solo allo spegnimento temporaneo delle macchine in Texas, ma riflette un problema globale dovuto sia al grande caldo diffuso un po’ in tutto l’emisfero boreale, sia al basso valore di BTC in questo momento. 

In Texas venerdì scorso è stato stabilito il nuovo record di tutti i tempi per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, anche dopo aver azzerato il consumo del mining, la situazione è davvero al limite. È probabile che situazioni simili si stiano verificando anche in altre parti del mondo. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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