Proposta di regolamentazione crypto dal FSB del G20
Proposta di regolamentazione crypto dal FSB del G20
Regolamentazione

Proposta di regolamentazione crypto dal FSB del G20

By Vincenzo Cacioppoli - 12 Lug 2022

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Il Financial Stability Board (FSB) del G20 ha annunciato che presenterà una propria proposta di regole che garantiscano “una solida regolamentazione e supervisione” delle crypto.

Anche il FSB del G20 avanza una proposta per la regolamentazione delle crypto

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Il mercato delle crypto ha chiaramente bisogno di essere regolamentato

Il Financial Stability Board (FSB), organismo internazionale dei principali Paesi industrializzati che formano il cosiddetto G20, che monitora i sistemi finanziari e si occupa di regolamentare i mercati al fine di prevenire le crisi finanziarie, ha annunciato lunedì che presenterà una sua propria proposta di regolamentazione delle criptovalute a ottobre.

L’organismo internazionale ha spiegato in un lungo comunicato stampa le ragioni e motivazioni che saranno alla base di questa proposta:

“Le criptovalute e i mercati devono essere soggetti a una regolamentazione e a una supervisione efficaci commisurate ai rischi che comportano, sia a livello nazionale che internazionale. Anche se le giurisdizioni considerano potenziali modifiche ai propri framework, le cosiddette stablecoin e altri cripto-asset non operano in uno spazio privo di normative e devono aderire ai pertinenti requisiti esistenti in cui si applicano le normative per affrontare i rischi che tali asset rappresentano. 

Le criptovalute e i mercati possono svolgere una funzione economica equivalente a quella svolta da strumenti e intermediari del settore finanziario tradizionale. In quanto tali, sono soggetti alle normative pertinenti applicabili alla natura economica e finanziaria sottostante delle criptovalute, in linea con il principio “stessa attività, stesso rischio, stessa regolamentazione” .

Questa notizia segue il rapporto che sempre il FSB aveva pubblicato a febbraio, che si occupava di analizzare gli sviluppi e le vulnerabilità relative a tre segmenti dei mercati delle criptovalute: criptovalute non supportate (come Bitcoin), stablecoin e finanza decentralizzata (DeFi). Nel rapporto si evidenziava appunto come la rapida crescita delle criptovalute e in particolar modo delle stablecoin e della DeFi potesse rappresentare un serio pericolo per la stabilità finanziaria dei mercati globali.

Il rapporto affermava che:

“I mercati delle criptovalute sono in rapida evoluzione e potrebbero raggiungere un punto in cui rappresentano una minaccia per la stabilità finanziaria globale a causa della loro portata, delle vulnerabilità strutturali e della crescente interconnessione con il sistema finanziario tradizionale”.

I fallimenti del mercato stanno spingendo sempre più per definire una chiara regolamentazione

Il fallimento dell’ecosistema Terra e della sua stablecoin a maggio scorso deve aver spinto evidentemente l’organismo internazionale di controllo del G20 ad intervenire sulla materia per prevenire nuovi possibili simili eventi che potrebbero avere ricadute pesanti anche sui mercati finanziari tradizionali e sugli investitori.

Fino ad ora l’FSB si era limitato a controllare e monitorare il settore degli asset digitali, ma senza mai intervenire direttamente con una precisa proposta di regolamentazione, come, invece, sembra intenzionato a fare ora.

Il timore di molti esperti è che le nuove regole possono essere troppo stringenti e limitare lo sviluppo degli asset digitali, che sono nati proprio per essere disintermediati e non controllati da nessuna organizzazione centrale. Ma come riporta anche il comunicato stampa del FSB, e come dice Kene Ezeji-Okoye, CEO e fondatore di Millicent, il primo progetto di stablecoin e CBDC finanziato dal dipartimento di ricerca e innovazione del governo britannico, senza un preciso quadro regolatorio non si potrà mai assistere ad una adozione di massa delle valute digitali:

“Affinché le valute digitali diventino mainstream, le stablecoin devono essere considerate affidabili dal pubblico e completamente fungibili con altri tipi di denaro pubblico e privato. L’unico modo realistico perché ciò avvenga è attraverso un quadro normativo condiviso”.

Vincenzo Cacioppoli

Vincenzo è genovese di nascita ma milanese di adozione. E' laureato in scienze politiche. E' un giornalista, blogger, scrittore, esperto di marketing e digital advertising. Dopo una lunga esperienza nel marketing tradizionale, comincia attività con il web e il digital advertising nel 2011 fondando una società Le enfants. Da sempre appassionato di web e innovazione, nel 2018 approfondisce le tematiche legate alla blockchain e alle criptovalute. Trader indipendente in criptovalute dal marzo 2018, collabora con aziende del settore come content marketing specialist. Nel suo blog. mediateccando.blogspot.com, da tempo si occupa soprattutto di blockchain, che considera come la più grande innovazione tecnologia dopo Internet. A novembre è prevista l'uscita del suo primo libro sulla blockchain e il fintech.

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