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Tesla e Bitcoin: performance del Q2 2022
Tesla e Bitcoin: performance del Q2 2022
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Tesla e Bitcoin: performance del Q2 2022

By George Michael Belardinelli - 21 Lug 2022

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Ieri è uscita la seconda trimestrale di Tesla che è stata sopra le attese lasciando gli analisti di stucco, ma non è stata la sola notizia interessante. La società, infatti, ha venduto il 75% dei Bitcoin in proprio possesso.

La redditività di Tesla nel secondo trimestre

Ieri sera, puntuale come un orologio svizzero è uscita la trimestrale della principale società di Elon Musk

L’appuntamento era di quelli importanti un po’ per tutti. Lo era di certo per la società, ma lo era anche per lo S&P 500, Nasdaq, investitori e ovviamente popolo americano. 

La società è tra le più importanti per capitalizzazione all’interno di questi indici, per questo i suoi dati sono sempre visti con particolare apprensione. 

I dati hanno sorpreso tutti poiché il trimestre si conferma contro le aspettative, ma balzano all’occhio alcune cose importanti. 

I ricavi, si legge nel documento, sono aumentati del 42% a $16,9 miliardi e questo complice l’aumento dei prezzi di vendita dei veicoli (che sono aumentate tra l’altro) fatto dalla società per recuperare sull’inflazione. 

L’aumento del costo delle materie prime e la difficoltà nel loro approvvigionamento hanno portato una crescita del 13% delle spese operative che sembrano, però, non aver intaccato affatto il reddito operativo, che è aumentato a 2,5 miliardi di dollari (+88%).

Nonostante la chiusura prolungata della Gigafactory di Shangai nella casa dell’automotive elettrico, si sono prodotti il 25% in più di model Y e il 20% in più di model X. 

Molto bene anche la Gigafactory di Berlino che entra per la prima volta a pieno regime sopperendo anche a sei cali di produzione di Shangai e all’annuncio dell’inizio della produzione industriale del tanto annunciato Cybertruck

Anche la liquidità è aumentata più del doppio da $6,8 miliardi a $14,5 miliardi, migliorando la redditività e riducendo le obbligazioni di debito.

Questo incremento è dovuto alla parte che più ha sollevato discussioni: la vendita del 75% dei Bitcoin in pancia a Tesla per 936 milioni di dollari, denaro che ha aumentato di molto la liquidità della società. 

La liquidazione dei Bitcoin dal proprio patrimonio

La notizia ha fatto scalpore soprattutto perché la società è sempre stata associata positivamente al mondo crypto e questo segnale da alcuni è visto come un abbandono del settore, ma la realtà è diversa. 

Tesla detiene ancora più di 200 milioni di dollari in BTC e probabilmente l’operazione è stata necessaria solo per spese di esercizio o investimenti importanti per un suo ulteriore sviluppo. 

Di opinione leggermente differente sono alcuni addetti ai lavori, come Laura Hoy, analista per Hargreaves Lansdown, che afferma:

“I risultati del secondo trimestre di Tesla hanno ricevuto una tiepida accoglienza da parte degli investitori nonostante la crescita dei margini operativi in ​​un contesto sempre più difficile. Tuttavia, l’attenzione si è concentrata su un calo dei margini lordi Automotive, che sono scesi dal 32,9% nel primo trimestre al 27,9%. Più auto sbattono attraverso le enormi gigafabbriche di Tesla, più bassi sono i costi unitari, quindi i numeri di consegna deludenti pubblicati all’inizio di questo mese significano che gli investitori si sono già preparati per un calo della redditività. Il lato positivo è che questo dovrebbe essere un problema a breve termine. Come abbiamo visto nel primo trimestre, le fabbriche perfettamente funzionanti inviano dollari direttamente alla linea di fondo. Una volta che i colli di bottiglia della catena di approvvigionamento si saranno allentati e le fabbriche continueranno a funzionare a pieno regime, i margini aumenteranno.

Anche l’affinità di Elon Musk per la criptovaluta ha scalfito i profitti, con il gruppo che ha denunciato le menomazioni di Bitcoin come una spina nel fianco. Non è chiaro esattamente quanto il gruppo abbia perso a causa della svendita delle criptovalute, ma con il 75% della sua partecipazione ora convertito in una valuta più stabile, la maggior parte dei danni è stata riconosciuta.

Tuttavia, le perdite di bitcoin sottolineano una parte importante del caso di investimento di Tesla: il suo eccentrico proprietario. Mentre l’impressionante innovazione di Musk ha servito bene l’azienda, il suo talento personale sta iniziando a sollevare questioni di governance”.

Il titolo nel premarket era molto volatile e questa mattina registra un timido +1,13% a $735 ad azione. 

George Michael Belardinelli

Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata

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