Ethereum: i paesi più interessati al Merge
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Ethereum: i paesi più interessati al Merge

By Marco Cavicchioli - 8 Set 2022

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Di recente CoinGecko ha rivelato quali sono i paesi che risultano più interessati al Merge di Ethereum. 

Ethereum Merge: Grande interesse anche da parte dei paesi

Infatti ha eseguito una ricerca sui dati di Google Trends relativi ai termini cercati più di frequente dalle persone interessate al Merge dopo il fork Grey Glacier del 30 giugno 2022.

Combinando questi dati, CoinGecko ha poi assegnato a ciascun paese un “punteggio di ricerca totale” per arrivare a stilare una classifica. 

Al primo posto assoluto si è piazzato Singapore, unico paese ad aver superato quota 300 in questa particolare classifica, ed unico ad aver ottenuto il punteggio massimo nella ricerca specifica “Ethereum Merge”. Il vantaggio accumulato sugli altri paesi è notevole, tanto che non vi è alcun dubbio, stando ai dati di questa ricerca, su quale sia il paese in cui il Merge di Ethereum sta riscontrando il maggior interesse. 

Da notare che Singapore sta spingendo forte per cercare di diventare il principale hub crypto dell’Asia sud-orientale, ed i risultati di questa ricerca non fanno altro che rafforzare l’ipotesi che l’interesse del paese nei confronti delle criptovalute non sia solamente un interesse di tipo aziendale, industriale o professionale. 

Ovvero è possibile che alla base del particolare interesse che Singapore mostra nei confronti del mondo crypto ci sia un reale interesse comune e diffuso dei suoi cittadini per queste nuove tecnologie. 

Al secondo posto, pari merito, si sono piazzate la Svizzera ed il Canada. 

La Svizzera è uno dei più importanti hub crypto europei, se non il più importante in assoluto in Europa, quindi forse anche per il paese elvetico è possibile fare un ragionamento simile a quello fatto per Singapore. 

Stupisce invece il secondo posto a pari merito del Canada, dato che non sembra essere un paese che si sia già così tanto inoltrato in questo mondo. 

Tuttavia va detto che un ruolo nella sua ascesa nel mondo crypto potrebbero averlo avuto gli ETF su Bitcoin ed Ethereum quotati alla borsa di Toronto. 

Infatti la SEC si ostina a non voler approvare ETF spot su BTC ed ETH negli USA, ovvero il più grande mercato finanziario del mondo, ma gli emittenti di questi prodotti finanziari hanno deciso di metterli lo stesso su altre borse. La borsa più “vicina” a quelle USA, non solo dal punto di vista territoriale, è proprio quella di Toronto, in Canada, tanto che questi prodotti hanno ottenuto un successo clamoroso che va ben al di là di quanto avrebbero potuto ottenere se fossero stati rivolti solo al mercato canadese. 

Forse questa dinamica, in atto ormai da più di un anno, ha spinto un po’ più di canadesi ad interessarsi alle criptovalute. 

Gli USA infatti sono solo quinti in questa classifica, con un distacco significativo dal Canada. 

Quarta si è classificata la Germania, notoriamente un paese molto interessato alle criptovalute. Ad esempio sembra che in Germania vi siano tantissimi nodi Bitcoin ed Ethereum, cosa che significa che l’interesse è profondo in questo paese, legato quindi anche alla tecnologia e non solo alla speculazione finanziaria. 

Ethereum Merge
La Svizzera è uno dei più importanti hub crypto europei, se non il più importante in assoluto in Europa

La paura dell’inflazione

Va detto che storicamente i tedeschi hanno un vero e proprio terrore per l’inflazione, dopo il terribile periodo vissuto dopo la Prima Guerra Mondiale quando l’inflazione si trasformò in una colossale spirale iper inflattiva che gettò sul lastrico milioni di famiglie. Non stupisce affatto quindi che siano interessati in particolare alle caratteristiche tecniche di Bitcoin, ed alla sua natura deflattiva sul lungo periodo. 

Sesti si sono classificati i Paesi Bassi, ovvero uno dei paesi Europei in cui sono maggiormente apprezzate le libertà civili, insieme alla Svizzera. A dire il vero tutti i primi sette paesi di questa classifica sono luoghi in cui i cittadini hanno particolarmente a cuore le loro libertà personali e civili, e ciò non stupisce affatto. 

Le criptovalute, di cui Ethereum è una delle principali rappresentanti in assoluto, sono fondamentalmente uno strumento di libertà, quindi è più che ovvio che riscuotono maggiore successo là dove i cittadini siano più sensibili a questi temi. 

Settima infatti si è classificata l’Australia, ovvero uno dei paesi al mondo con le maggiori libertà in campo economico. 

Anzi, l’Australia è anche uno dei paesi occidentali in cui si è maggiormente diffuso l’utilizzo delle criptovalute, segno che l’interesse non è soltanto di tipo speculativo. 

Stupisce invece la Turchia, ottava in questa classifica. Ma potrebbero esserci due fattori specifici a spingere i turchi ad interessarsi alle criptovalute. 

Il primo è l’inflazione, schizzata all’80% quest’anno. Anzi, ormai si può tranquillamente affermare che in Turchia l’inflazione è diventata iperinflazione, anche se non si è ancora innescata una colossale spirale iperinflattiva come quella della Repubblica di Weimar negli anni ’20 del secolo scorso, o come quella del Venezuela. 

Sicuramente i risparmiatori turchi stanno cercando soluzioni alternative alla lira turca, e per questo potrebbero aver da tempo iniziato ad interessarsi sicuramente al dollaro americano, ma anche al Bitcoin, più facile da reperire ed utilizzare al di fuori degli USA. 

Il secondo è la mancanza di libertà civili, che potrebbe spingere sempre più turchi ad interessarsi alle criptovalute. 

Da notare però che in Turchia l’interesse per la ricerca “Ethereum Merge” in realtà è basso, mentre è molto alto quello per la ricerca “Ethereum PoW”. Sembra quindi che siano particolarmente interessati al possibile fork PoW di Ethereum, probabilmente per il possibile airdrop dei nuovi token ETHPoW. 

Un discorso simile potrebbe valere anche per l’Australia, dove l’interesse per il Merge di Ethereum c’è, anche se basso, mentre l’interesse per il fork PoW sembra un po’ più alto. 

Anche in Canada, Germania e USA l’interesse per il fork PoW è alto, ma in questi paesi è alto anche l’interesse specifico per il Merge. 

In altri termini, sono nello specifico Singapore e Svizzera in assoluto i due paesi che sembrano maggiormente interessati nello specifico al Merge di Ethereum, tanto che in questi due paesi addirittura l’interesse nei confronti del fork PoW sembra nullo. 

Il co-fondatore e COO di CoinGecko, Bobby Ong, ha commentato i risultati di questa ricerca dicendo: 

“L’attesa per il Merge è ai massimi storici, poiché i suoi effetti si diffonderanno nell’intero ecosistema di criptovalute. 

I primi 8 paesi in questa classifica sembrano essere paesi con forti comunità Ethereum, il che potrebbe spiegare i loro punteggi di ricerca elevati in questo studio.

A un livello più tecnico, c’è una sfilza di miner che vogliono continuare a minare ETH con Proof of Work, cosa che probabilmente comporterà la formazione di molteplici hard fork dopo l’unione.

Non sorprende quindi che termini di ricerca come “Ethereum PoW” e “ETH PoW” siano più cercati in questi ultimi due mesi”. 

A tal proposito tuttavia va aggiunto che il mercato crypto invece sembra essere sempre più scettico sul fork PoW. 

Infatti le quotazioni di ETHW, ovvero il token che consente di scommettere sul possibile valore futuro dell’eventuale nuova criptovaluta che potrebbe nascere con questo fork, sono crollate del 33% in una sola settimana. 

Mentre ora ETH vale più di 1.600$, ETHW viene quotato a 33$, ovvero un valore di 48 volte inferiore. 

Questo significa o che il mercato crypto sta scommettendo contro il fork PoW, o che non ritiene che possa avere un grande successo.

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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