Gli account KYC: mai così affidabili ma coinvolti in truffe
Gli account KYC: mai così affidabili ma coinvolti in truffe
Sicurezza

Gli account KYC: mai così affidabili ma coinvolti in truffe

By George Michael Belardinelli - 13 Set 2022

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I profili che hanno superato il Know Your Customer (KYC), ovvero quel processo che gli utenti devono compiere per fornire alle piattaforme dati anagrafici e finanziari per iscriversi, ad esempio, ad un exchange centralizzato, hanno da sempre rappresentato un sinonimo di sicurezza ma, nel tempo, questa caratteristica è venuta meno e si è reso necessario studiare un piano B per correre ai ripari.

Account KYC: sotto il mirino degli hacker

Negli ultimi anni, hacker di ogni provenienza (come il gruppo Lazarus proveniente dalla Corea o altri) si sono resi protagonisti di una serie impressionante di truffe milionarie ai danni di vari hub e di singoli clienti bucando sistemi e causando un clima di sospetto che non aiuta lo sviluppo del mercato crypto. 

Nonostante ciò, in media gli scambi di crypto e degli NFT sono aumentati molto per quanto riguarda i volumi delle transazioni, raggiungendo il 40% e un tasso medio di crescita migliorativo per il quarto trimestre del 2022.

I volumi di trading crypto

Il settore delle crypto, nonostante lo spauracchio dell’iper inflazione, la guerra e il caro prezzi delle materie prime che ne consegue, non ha spaventato gli investitori che, anzi, continuano a puntare su questo tipo di asset. Secondo una recente ricerca, si arriverà a 500 milioni di utenti entro i prossimi 10 anni e al raddoppio nei prossimi 20. 

In media, il 76,5% delle transazioni effettuate da profili che hanno superato un KYC sono oggetto di frode a discapito del singolo investitore, dell’exchange ospite della transazione e dell’asset delle crypto in generale, volendo allargare il quadro. 

L’87% delle transazioni viene bloccata però proprio dai clienti stessi che ne segnalano delle anomalie. 

La collaborazione tra cliente e piattaforma è fondamentale per migliorare il settore crypto, ma a volte può generare malumore da parte del cliente non perché non voglia collaborare ma perché il KYC spesso rappresenta una seccatura e una perdita di tempo per chi vuole essere veloce in un mondo in cui le possibilità da cogliere sono all’ordine del giorno. 

nsure.io
nSure.ai toglie l’intermediario da un annoso compito che rischiava di indisporre il cliente

nSure per tutelare i clienti degli exchange?

A tal proposito, la società nSure.ai si occupa di garantire storni di addebiti eventualmente avvenuti in maniera fraudolenta ed è scesa in campo con l’intento di collaborare con gli exchange al fine di tutelare investitori e clienti tramite un algoritmo. 

L’idea messa a punto da nSure.ai consiste in un algoritmo per processare diverse informazioni sia quelle sensibili del cliente, sia quelle dei suoi comportamenti/scelte così da verificare se le operazioni intraprese siano o meno coerenti con il suo operato tipo. 

Per capire se un acquisto è fraudolento o regolare, per la prima volta un determinato algoritmo ad hoc per beni digitali unisce al comportamento di ciascun profilo un’analisi specifica e varia delle anomalie.  

A questo proposito il CEO e co-fondatore di nSure.ai Alex Zeltcer, ha spiegato:

“La frode non dovrebbe essere accettata come parte standard della conduzione degli affari.  Rimuovendo questa barriera, riduciamo l’attrito causato dalle misure antifrode esistenti e aumentiamo i ricavi. Conoscendo lo spazio crittografico, gli acquirenti beneficeranno immediatamente di un processo di autenticazione più snello che consentirà alle aziende di riconoscere un volume di transazioni molto più elevato”. 

L’algoritmo messo a punto da nSure.ai toglie l’intermediario da un annoso compito che rischiava di indisporre il cliente e rendere il processo per effettuare una transazione troppo farraginoso. 

Al contempo, la società con il proprio intervento, tutela sia cliente che l’hub da eventuali frodi sostituendosi come agente di verifica con un’accuratezza, che le stesse piattaforme non sarebbero in grado di ottenere lavorando da sole. 

Il software è rivolto non solo al mondo crypto ma anche alle banche, assicurazioni, giochi on line sia su Web2 che web3 e molto altro godendo di una fruibilità trasversale così come trasversali sono le esigenze di questi settori gli uni verso gli altri. 

Il servizio di Alex Zeltcer e soci costituirebbe anche un’assicurazione che tuteli l’investitore anche, nel malaugurato caso limite per cui l’algoritmo non riconosca un tentativo di inganno e la frode vada a segno.

In questo caso chi subisce la frode viene rimborsato del valore sottratto così da poter fare gli interessi dell’utente fino in fondo. 

George Michael Belardinelli

Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata

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