Ripple chiede giudizio su causa con Sec
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Ripple chiede giudizio su causa con Sec

By Vincenzo Cacioppoli - 19 Set 2022

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Con un tweet uno degli avvocati difensore di Ripple Labs nella causa contro la Sec, James K. Filan, che dura ormai da due anni e che vede Ripple a giudizio per presunta vendita di titoli senza autorizzazione. 

La causa tra Ripple e SEC continua

Il legale ha citato una mozione presentata al giudice distrettuale  di New York Anna Torres, per chiedere un giudizio sommario sulla vicenda.

Il ceo di Ripple, Brad Garlinghouse, ha commentato sempre su twitter  che la Sec sembra poco interessato  al rispetto della legge, accecato dalla volontà di far prevalere la sua tesi e punire Ripple e tutto il mondo delle criptovalute

Il ceo di Ripple manifesta il  suo disappunto per quello che appare ormai  un atteggiamento  persecutorio da  parte della Sec verso  la  sua società. Secondo alcune indiscrezioni l’autorità  di controllo  della Borsa americana avrebbe presentato a sua volta una mozione per chiedere la condanna di Ripple per le accuse rivolte di aver venduto titoli senza avere nessuna autorizzazione.

Qualche giorno fa la Sec aveva già presentato una mozione per coprire l’identità dei testimoni che aveva portato davanti al giudice per paura che potessero subire ritorsioni. Nella causa la Sec  guidata da Gary Gensler aveva chiamato a testimoniare società come Binance, che a sua volta ha dovuto subire un indagine a suoi danni sempre dalla stessa Sec. Il presidente Gensler da  tempo sembra aver iniziato una sorta di crociata personale contro  il  mondo delle criptovalute, che considera pericolose per gli  investitori, perchè non hanno anche una regolamentazione chiara, malgrado molte di esse siano da considerarsi, a suo avviso, come securities a tutti gli effetti.

Come nasce la causa contro Ripple Labs

La SEC ha citato in giudizio Ripple Labs, il CEO Brad Garlinghouse e il presidente Chris Larsen nel dicembre 2020  con l’accusa di aver raccolto oltre $ 1,3 miliardi vendendo il token XRP in transazioni di titoli non registrate. Ripple ha affermato che le vendite e il trading di XRP non soddisfano i principi della Howey Test ( un particolare caso della Corte Suprema USA di 75 anni fa, che determina omeno se un titolo possa essere considerato security o  meno), e che quindi non sono da considerarsi securities e che quindi non avrebbe infranto  nessuna regola.

“Secondo la SEC, ci può essere un “contratto di investimento” senza alcun contratto, senza alcun diritto concesso all’acquirente, e senza alcun obbligo in merito all’emittente” 

Si legge nella mozione presentata da Ripple al giudice federale

Ma la Sec ha insistito nella sua accise portando avanti  una causa che si trascina da quasi due anni, senza che siano  stati fatti passi avanti da parte dell’accusa, anzi gli  ultimi accadimenti processuali sembrano essere tutti favorevoli a Ripple.

La SEC ha sostenuto, portando come prova varie dichiarazioni dei dirigenti di Ripple, che la società crypto avrebbe venduto XRP e gli investitori XRP hanno acquistato la criptovaluta con la convinzione che le loro partecipazioni aumenterebbero di valore nel tempo, rendendo chiaro che si tratterebbe di securities e che quindi esisterebbe una chiara violazione delle regole sugli investimenti.

“Ripple ha pubblicizzato pubblicamente i vari passaggi che stava compiendo e che avrebbe preso per trovare un ‘uso’ per XRP e per proteggere l’integrità e la liquidità dei mercati XRP” 

ha affermato la SEC nel suo deposito.

Ripple invece nega qualsiasi contratto tra la società e gli investitori e porta appunto come prove a suo discapito non solo il caso dell’Howey test, ma anche una dichiarazione di un ex dirigente Sec William Hinman che nel 2018, quando era direttore della divisione Corporate Finance della SEC che, durante un discorso pubblico, affermò che  un bene digitale potrebbe perdere lo status di titolo in quanto diventa “sufficientemente decentralizzato”. Il dirigente aveva citato  nello specifico il caso di Eter, che non poteva essere considerato una security.

“Anche se la SEC dovesse impegnarsi in un’analisi transazione per transazione tardiva e post-scoperta per identificare le offerte XRP e le vendite con contratti, la sua affermazione fallirebbe per legge. Nessuno di quei contratti concessi post-vendita diritti ai destinatari nei confronti di Ripple o obblighi post-vendita imposti a Ripple di agire a beneficio di tali destinatari”

Si legge nel documento presentato dai difensori di Ripple

La Sec ha sempre cercato di dichiarare non inerente al processo simile dichiarazione come prova a favore della societa difendente.

Ma Ripple, creata nel 2012 da Ripple labs con il  nome di Open Coin,  che sembra sempre più convinta di poter finalmente arrivare ad una soluzione positiva della contesa con la Sec, ha annunciato  nei giorni scorsi importanti novità sul fronte CBDC, dove la società sembra aver puntato con decisione. Dal marzo 2021 la società ha sviluppato una versione privata di XRP Ledger, appositamente creata per diventare una piattaforma per le Banche Centrali per emettere CBDC in modo sicuro.

Anche il digital dollar project, che sta realizzando un primo progetto di studio per un nuovo dollaro digitale, ha annunciato di aver realizzato una partnership con quattro società crypto, tra cui appunto figura anche Ripple.

Vincenzo Cacioppoli

Vincenzo è genovese di nascita ma milanese di adozione. E' laureato in scienze politiche. E' un giornalista, blogger, scrittore, esperto di marketing e digital advertising. Dopo una lunga esperienza nel marketing tradizionale, comincia attività con il web e il digital advertising nel 2011 fondando una società Le enfants. Da sempre appassionato di web e innovazione, nel 2018 approfondisce le tematiche legate alla blockchain e alle criptovalute. Trader indipendente in criptovalute dal marzo 2018, collabora con aziende del settore come content marketing specialist. Nel suo blog. mediateccando.blogspot.com, da tempo si occupa soprattutto di blockchain, che considera come la più grande innovazione tecnologia dopo Internet. A novembre è prevista l'uscita del suo primo libro sulla blockchain e il fintech.

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