Dipartimento di Giustizia americano crea una rete di esperti contro la crypto criminalità
Dipartimento di Giustizia americano crea una rete di esperti contro la crypto criminalità
Regolamentazione

Dipartimento di Giustizia americano crea una rete di esperti contro la crypto criminalità

By Vincenzo Cacioppoli - 19 Set 2022

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Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) ha pubblicato un nuovo rapporto sulla crypto criminalità con raccomandazioni dettagliate per la riforma legale. Inoltre, è stata formata una rete di esperti.

In USA si impegnano per contrastare la criminalità crypto

Gli Stati Uniti sembrano voler fare il possibile per contrastare l’uso criminale delle criptovalute, che sta diventando un problema sempre più diffuso in tutto il mondo. La caratteristica di anonimità e di privacy degli asset digitali, e la difficoltà nel tracciare le transazioni, li rendono strumenti sempre più utilizzati dalla criminalità organizzata. Per il governo federale degli Stati Uniti il contrasto a questi utilizzi deve essere assolutamente limitato con tutti i mezzi, e dovrebbe partire anche da una precisa regolamentazione del settore

Per cercare di mettere un freno al fenomeno, Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) ha annunciato, venerdì scorso, che la sua divisione criminale ha istituito la rete nazionale di Digital Asset Coordinator (DAC), che dovrà essere focalizzata proprio nel prevenire e scoprire gli utilizzi criminale attraverso le criptovalute.

Secondo quanto annunciato dal Doj questo team di esperti servirà per:

“Promuovere gli sforzi del dipartimento nel combattere la crescente minaccia posta dall’uso illecito degli asset digitali per il pubblico americano”. 

La Creazione del team segue la pubblicazione di un dettagliato report del DOJ, intitolato “The Role of Law Enforcement in Detecting, Investigating, and Prosecuting Criminal Activity Related to Digital Assets” che spiega come le forze di polizia dovrebbero appunto contrastare l’utilizzo criminale che viene fatto delle criptovalute.

Il dettagliato report delinea in particolare tre categorie principali di usi illeciti: 

  1. la criptovaluta come mezzo di pagamento o mezzo per facilitare l’attività criminale; 
  2. l’utilizzo delle risorse digitali come mezzo per occultare attività finanziarie illecite; 
  3. reati che coinvolgono o compromettono l’ecosistema delle risorse digitali.

Il comunicato stampa del DOJ

Il DOJ nel comunicato stampa diramato per presentare il report e la formazione del DAC, spiega:

“In primo luogo, in risposta all’ordine esecutivo del 9 marzo, il rapporto del dipartimento discute il modo in cui gli attori illeciti stanno sfruttando le tecnologie delle risorse digitali; le sfide che le risorse digitali pongono alle indagini penali; iniziative che il dipartimento e le forze dell’ordine hanno stabilito come parte degli sforzi dell’intero governo per rilevare, indagare, perseguire e in altro modo interrompere questi crimini in modo più efficace; e ha raccomandato azioni normative e legislative per migliorare ulteriormente la capacità delle forze dell’ordine di affrontare i reati contro le risorse digitali. 

Poiché le risorse digitali svolgono un ruolo crescente nel nostro sistema finanziario globale, dobbiamo lavorare in tandem con dipartimenti e agenzie di tutto il governo per prevenire e interrompere lo sfruttamento di queste tecnologie per facilitare la criminalità e minare la nostra sicurezza nazionale”, ha affermato il procuratore generale Merrick B. Ghirlanda. “Gli sforzi annunciati oggi riflettono l’impegno del Dipartimento di Giustizia e delle nostre forze dell’ordine e partner normativi a promuovere lo sviluppo responsabile delle risorse digitali, proteggere il pubblico dagli attori criminali in questo ecosistema e affrontare le sfide uniche che queste tecnologie pongono.”

Questa decisione è anche effetto dell’ordine esecutivo del presidente Biden, emanato a marzo scorso che invitava tutti gli operatori preposti ad analizzare gli effetti delle criptovalute sulla finanza e sulla società americana. 

Il Vice Procuratore Generale, Kenneth A. Polite Jr., della divisione penale del Dipartimento di giustizia, ha affermato:

“Gli sviluppi delle risorse digitali hanno creato un nuovo panorama in cui i criminali possono sfruttare l’innovazione per ulteriori significative minacce criminali e alla sicurezza nazionale a livello nazionale e all’estero. 

Attraverso la creazione della rete DAC, la Divisione Criminale e il National Cryptocurrency Enforcement Team continueranno a garantire che il Dipartimento e i suoi pubblici ministeri siano nella posizione migliore per combattere gli usi criminali in continua evoluzione della tecnologia delle risorse digitali”.

Il nuovo gruppo di esperti

Guidata dal National Cryptocurrency Enforcement Team (NCET) del dipartimento di Giustizia, la nuova task force sarà composta da oltre 150 pubblici ministeri federali designati dagli uffici degli avvocati statunitensi. Il team sarà dotato di tutte le risorse sia finanziarie che specialistiche per poter agire efficacemente contro i crypto criminali.

Avrà uffici e in tutte le componenti del contenzioso del dipartimento e fungerà da forum principale del dipartimento per i pubblici ministeri per ottenere e diffondere formazione specializzata, competenza tecnica e guida sulle indagini e il perseguimento dei reati relativi alle risorse digitali. Il direttore dell’NCET, Eun Young Choi, ha presieduto il primo incontro della rete DAC l’8 settembre, come comunicato dal Doj.

Il dipartimento della giustizia ha spiegato che i membri della rete DAC impareranno:

“L’applicazione delle autorità e delle leggi esistenti alle risorse digitali e le migliori pratiche per indagare sui reati relativi alle risorse digitali”. Includono la redazione di mandati di perquisizione e sequestro, ordini restrittivi, azioni di confisca penale e civile, incriminazioni e altre memorie”.

Questa notizia è subito stata salutata positivamente dal settore crypto, che si sente come vittima da questi usi criminali delle criptovalute, oltre a dover subire attacchi spesso considerati persecutori dalla Sec e da altri organi federali, per supposte violazioni regolatorie, come nell’annoso caso della causa tra Ripple e la Sec, che da due anni stanno combattendo una durissima battaglia legale. Proprio l’avvocato difensore di Ripple in questa causa, James K. Filan ha dato notizia della decisione del DOJ sul suo profilo twitter:

Ma secondo altri questa decisione del DOJ potrebbe essere anche l’ennesimo tentativo di mettere sotto controllo il settore delle criptovalute, per difendere la forza e la centralità del dollaro e la finanza tradizionale, che più volte ha lanciato l’allarme sui pericoli per la stabilità finanziaria delle criptovalute, soprattutto dopo il caso Terra e i fallimenti che sono seguiti di 3AC, Voyager Digital e Celsius.

Vincenzo Cacioppoli

Vincenzo è genovese di nascita ma milanese di adozione. E' laureato in scienze politiche. E' un giornalista, blogger, scrittore, esperto di marketing e digital advertising. Dopo una lunga esperienza nel marketing tradizionale, comincia attività con il web e il digital advertising nel 2011 fondando una società Le enfants. Da sempre appassionato di web e innovazione, nel 2018 approfondisce le tematiche legate alla blockchain e alle criptovalute. Trader indipendente in criptovalute dal marzo 2018, collabora con aziende del settore come content marketing specialist. Nel suo blog. mediateccando.blogspot.com, da tempo si occupa soprattutto di blockchain, che considera come la più grande innovazione tecnologia dopo Internet. A novembre è prevista l'uscita del suo primo libro sulla blockchain e il fintech.

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