Tra Dollaro ed Euro non c’è partita
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Tra Dollaro ed Euro non c’è partita

By George Michael Belardinelli - 19 Set 2022

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Sia in termini di valore assoluto, sia come riserva di valore, il Dollaro è nettamente sopra l’Euro e nonostante il recupero odierno che ha ristabilito la parità in termini di valore, il trend secondo gli analisti è destinato a continuare.

Il Dollaro supera l’Euro, rotta di nuovo la parità

Il XX secolo è stato segnato, tra le altre cose, dall’ascesa del Dollaro come moneta universale usata per gli scambi transfrontalieri e come riserva di valore, questo ha superato e sostituito la sterlina nel suo ruolo.

La valuta americana ha performato un +20% rispetto l’anno scorso, si trova al livello più alto degli ultimi 20 anni, +30% rispetto allo Yen giapponese, che è tornato ai livelli del 1998, +8% rispetto allo Yuan cinese e secondo l’indice del Wall Street Journal, il dollaro si è apprezzato del 13% rispetto a tutte le valute.

Secondo l’FMI (il Fondo Monetario Internazionale), la valuta americana ha rappresentato il 59% delle riserve valutarie mondiali nel primo trimestre, mentre nel 1999, anno di debutto dell’Euro, la dominance USA era del 71%.

Il Dollaro costituisce ad oggi il 40% del commercio mondiale, quattro volte il peso degli Stati Uniti mentre l’Euro ne rappresenta soltanto il 20%, lo yen il 9%, la sterlina il 5% in aumento e  lo yuan il 2,9%, chiudono Dollaro canadese e australiano in leggero aumento ma con fette ancora marginali.

Un euro vale meno di un dollaro e altri pretendenti al trono di  valuta di riserva mondiale, come lo yen, lo yuan o persino le criptovalute, sono crollati.

La crisi energetica è lo shock in termini di scambio che favorisce gli esportatori di energia come gli USA appunto e puniscono le valute degli importatori, questo unito ad altri fattori rappresenta un vantaggio tattico per l’America.

Anche se potrebbe porre alcuni problemi di competitività a lungo termine, una valuta forte contribuisce a ridurre l’inflazione, proprio i tassi sembrano essere il nodo cruciale della situazione.

La Fed continua ad alzare i tassi

In vista di una possibile rialzo sui tassi americani quotato tra i 75 ed i 100 punti base, la moneta europea scende a 0,9976 su quella USA, in flessione dello 0,40% mentre il cambio con lo yen è 143,04 e quello con la sterlina 0,8761.

La prossima riunione della Federal Reserve e del FOMC è prevista per il 20 di questa settimana anche se si pensa potrebbe slittare di un giorno.

La riunione servirà a capire il cammino di rilancio della potenza economica e si inseriranno in uno scenario politico complicato tra guerra in Ucraina, lotta alla Cina che avanza e caro energia.

I prossimi meeting del FOMC saranno fondamentali per la politica monetaria della banca centrale e sono previsti per l’1/2 novembre e per il 13/14 dicembre prossimi.

Venerdì la chiusura ci ha mostrato sul breve periodo per il Dollaro Americano nei confronti del Dollaro Canadese un rafforzamento della fase rialzista.

La corsa alla valuta americana è incoraggiata dai rialzi dei tassi d’interesse della Fed, che hanno spinto gli investitori a investire in asset ad alto rendimento e dalla battuta d’arresto dell’Europa alle prese con il suo maggiore rallentamento da anni.

La mancanza di alternative credibili si fa sentire, l’Euro arranca con una politica monetaria lenta, la guerra in Ucraina e lo shock energetico, la Sterlina britannica fa ancora i conti con la Brexit, lo Yen è in caduta libera e il Giappone continua a mantenere i tassi a zero mentre il paese sprofonda in una crisi immobiliare.

L’America ad oggi è il maggior produttore mondiale di idrocarburi, le sue aziende godono di buona salute finanziaria e nonostante l’economia statunitense sia colpita dall’inflazione, è sempre più refrattaria rispetto ai suoi competitor grazie a una politica monetaria tempestiva.

I membri dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio, quando i prezzi dell’energia salgono, si arricchiscono e quindi anche gli USA seguono lo stesso destino a discapito di Europa e Paesi asiatici che si impoveriscono.

In un contesto di incertezza economica, politica e monetaria, il dollaro è il porto sicuro del momento.

Il Dollaro è attualmente più appetibile

Se il dollaro sta salendo, è perché gli investitori di tutto il mondo stanno acquistando azioni statunitensi, preferendole magari a quelle tedesche, francesi o cinesi.

Come dimostrano il successo e il valore di Google, Amazon, Facebook e Apple (GAFA) negli ultimi vent’anni, il vantaggio tecnologico statunitense è evidente e gli permette di investire, attrarre capitali e raccogliere ricchezza, il che fa salire il dollaro.

Il dollaro è solido e per ora non conosce crisi ma un prossimo cambiamento nei regimi valutari potrebbe non essere così veloce come quello tra la valuta britannica e il Dollaro dal momento che le nuove tecnologie consentono di separare alcune funzioni delle valute di riserva permettendo ai Paesi di stabilire un’autonomia nei pagamenti, ad esempio senza necessariamente pestare i piedi alla valuta americana.

The Economist, in un suo articolo tuttavia porta alla luce come due cambiamenti tecnologici potrebbero minare il ruolo del Dollaro come moneta dominante.

Le cosiddette valute digitali di stato stanno prendendo peso, l’e-yuan cinese conta oggi 260 milioni di utenti ed ha un completo controllo sui capitali, cosa necessaria per mantenere la stabilità.

Il sistema UPI dell’India è cresciuto anch’esso così come il sistema di pagamenti Pix del Brasile che conta un bacino di utilizzo di 126 milioni di persone ad oggi. 

In considerazione del fatto che le tecnologie della DeFi. continuano a migliorare un giorno il ruolo del Dollaro potrebbe essere minato ma non è questo il giorno, oggi il Dollaro si apprezza sempre più sull’Euro in un trend che gli analisti sembrano far terminare a quota 0,80 sull’Euro o con una svolta aggressiva di politica monetaria anche nel vecchio continente da parte della BCE sulle orme di quella della Fed.

George Michael Belardinelli

Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata

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