Chiuse le banche in Libano
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Chiuse le banche in Libano

By Eliano Martellucci - 22 Set 2022

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In Libano, le banche rimarranno chiuse fino a nuovo avviso, secondo l’Associazione delle Banche del Paese. 

La crisi colpisce le banche del Libano

Incertezze macroeconomiche, inflazione alle stelle e una crisi economica diffusa hanno spinto le banche del Libano a chiudere le porte. 

Anche CZ, il CEO di Binance, ha voluto riportare la notizia con un tweet:

La decisione è stata presa in seguito ad una serie di rapine avvenute la scorsa settimana. La causa si collega ad un malcontento generale che si è diffuso tra i depositanti, a cui è stato bloccato l’accesso ai fondi. 

Le banche, infatti, avrebbero deciso di sospendere questo tipo di operazioni a causa dell’eccessiva crisi economica che sta colpendo il Paese.

Secondo quanto riportato in un comunicato emesso dall’Associazione delle Banche in Libano (ABL), il periodo di chiusura è indefinito e sarà così fino a nuovo avviso. 

All’interno della dichiarazione, l’ABL si dice preoccupata per i rischi che continuano ad aggravare la situazione dei dipendenti e clienti del settore. 

Viene citato anche un clima di “incitamento alla violenza” che non viene in nessun modo frenato o contenuto. In parte, questa situazione viene imputata ad una completa assenza di misure ed interventi concreti da parte delle autorità, per rafforzare la sicurezza e la vigilanza nelle sedi fisiche delle filiali. 

La situazione attuale in cui volge il Paese

Insomma, non è certo uno degli scenari migliori. Il contesto ricorda un po’ la corsa agli sportelli avvenuta durante la crisi del 2008.

In un momento di completa incertezza e di alcuna sicurezza economica, la decisione di bloccare l’accesso ai fondi potrebbe non risultare azzeccata.

Di certo, le banche stanno tutelando i propri capitali da un potenziale deflusso totale di denaro. 

I depositanti, però, si sentono attaccati e messi alle strette e questo potrebbe disseminare ulteriore panico. 

Tale scenario, purtroppo, potrebbe avere dei risvolti sempre più gravi, e le rapine avvenute durante i giorni scorsi potrebbero essere solo l’inizio. 

George al-Hajj, Presidente della Federazione degli Impiegati di Banca, ha rivelato:

“Non c’è niente di nuovo riguardo al piano annunciato lo scorso venerdì dal Ministero dell’Interno e dei Comuni. I servizi bancari mantenuti durante questa settimana di chiusura continueranno in caso di chiusura prolungata”. 

Tra i servizi menzionati da George al-Hajj sono inclusi i prelievi agli ATM ed altre applicazioni bancarie online. 

Ad alimentare ulteriormente il malcontento generale c’è una notizia, secondo la quale alcuni politici e dirigenti di banca avrebbero trasferito i propri fondi fuori dal Paese. 

La classica ingiustizia dove i ricchi vincono, mentre alla parte più debole e meno tutelata non gli resta che farsi carico del problema, pagandone le conseguenze. 

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI), dopo la visita al Paese effettuata lo scorso martedì, ha parlato di ristrutturazione del settore bancario, definendolo un pre-requisito necessario affinché il Libano possa ricevere un sostegno finanziario. 

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