È stato Nord Stream a far crollare Bitcoin?
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È stato Nord Stream a far crollare Bitcoin?

By Marco Cavicchioli - 29 Set 2022

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Lunedì è stato sabotato Nord Stream, uno dei gasdotti che portano il gas russo in Nord Europa. 

Nella stessa giornata il prezzo di Bitcoin è passato da 20.300$ a 18.800$ nell’arco di poche ore. 

I due fenomeni sono collegati? Ovvero, è stata la notizia del sabotaggio a Nord Stream a far crollare Bitcoin lunedì?

Il sabotaggio di Nord Stream ha provocato la discesa del Bitcoin?

In realtà le tempistiche non coincidono, ma l’impatto potrebbe esserci stato. 

Le prime indiscrezioni non confermate sul fatto che Nord Stream poteva essere stato sabotato hanno iniziato a circolare molte ore prima del crollo. Anzi, quando hanno iniziato a circolare queste indiscrezioni il prezzo di Bitcoin è salito da 20.000$ a 20.300$. 

I mercati USA erano chiusi, e si accingevano ad aprire in rialzo, quindi il prezzo di Bitcoin non ha fatto altro che anticipare questo rialzo. 

In genere per far muovere i mercati finanziari bastano le indiscrezioni. Non sono le notizie che le confermano o le smentiscono a far muovere i mercati, ma spesso sono le stesse indiscrezioni. 

Il fatto che quando sono state pubblicate le prime indiscrezioni il prezzo di Bitcoin sia salito dimostra o che non hanno avuto impatto, o che i mercati ritenessero errate tali indiscrezioni. 

Nel corso della giornata sono poi arrivate le conferme, ma queste sono state pubblicate ore prima del crollo di Bitcoin. 

Anzi, tali conferme sono state pubblicate pochi minuti prima dell’apertura dei mercati USA, che lunedì hanno aperto in netta crescita. 

Quindi nemmeno la pubblicazione della conferma del sabotaggio è stata in grado di far crollare il prezzo di Bitcoin. 

Tuttavia, tali notizie hanno di sicuro contribuito in modo significativo a far crescere la paura, anche se tale crescita è stata inizialmente nascosta dalle performance positive prima del prezzo di Bitcoin e poi di quelle delle borse USA. 

Performance negative sia per Bitcoin che per la Borsa USA

Il crollo si è innescato circa un’ora e mezza dopo l’apertura delle Borse USA, quando prima il Nasdaq e poi Bitcoin hanno iniziato a scendere. 

È pur vero che in quel momento avevano iniziato a circolare sui social network immagini che mostravano le conseguenze dei danni del sabotaggio a Nord Stream, ma risulta difficile immaginare che siano state queste immagini a scatenare il panico, ore dopo la pubblicazione della conferma del sabotaggio. 

Infatti, è davvero raro che i mercati reagiscano alle notizie ore dopo la loro pubblicazione, tanto che anche nel corso delle ore successivo il prezzo di Bitcoin è ancora sceso fino a 18.500$. 

Quindi l’innesco sembra sia dovuto a qualcos’altro, ed in particolare a qualcosa che ha fatto prima calare le borse USA, e poi di conseguenza Bitcoin

La correlazione tra Bitcoin e l’indice del dollaro

I due cali di Bitcoin sono, infatti, avvenuti in contemporanea a due significative risalite del Dollar Index, ovvero l’indice che misura il valore del dollaro USA nei confronti di un paniere di valute estere. 

La prima di queste risalite si è innescata dopo che il Nasdaq aveva iniziato a scendere, quindi è stata a sua volta una conseguenza del calo del Nasdaq. Invece, la seconda è avvenuta nella notte, a borse USA chiuse, ed ha innescato l’ulteriore calo di Bitcoin a quasi 24 ore dall’uscita delle prime indiscrezioni sul possibile sabotaggio a Nord Stream. 

Si è trattato pertanto di una situazione complessa in cui il sabotaggio potrebbe avere avuto un ruolo anche rilevante, ma non primario. 

Il fatto è che di paura sui mercati finanziari ce n’era già tanta, fin dalla metà della settimana scorsa. In un contesto in cui serpeggiavano già da giorni vari timori riguardanti una possibile escalation della guerra tra Russia, Ucraina ed Europa, la notizia del sabotaggio di uno dei gasdotti che porta il gas russo in Europa non ha fatto altro che fomentare tali paure. 

In un primo momento i mercati non hanno reagito, probabilmente perchè davano maggiore peso alla possibile crescita in apertura delle borse USA, ma appena questa breve crescita si è arrestata, ha prevalso la paura accumulatasi nelle ore precedenti. 

bitcoin crollo
Diversi fattori hanno spinto verso il basso il Bitcoin

La connessione con il Regno Unito

Da notare che un altro elemento che sta creando paura sui mercati finanziari, in particolare quelli europei, è l’evolvere della situazione politica, economica e finanziaria della Gran Bretagna. 

Infatti, anche la sterlina britannica ha seguito un percorso simile a quello di Bitcoin in quei frangenti, sebbene con diverse eccezioni avvenute in altri momenti. 

La sterlina britannica è in fortissimo calo a partire dal 23 settembre, ovvero da quando il nuovo governo ha fatto capire che aumenterà il debito pubblico, già elevato. Gli investitori temevano che questo incremento del debito sarebbe stato finanziato con l’emissione di nuove sterline, e questo timore ieri è stato confermato da dichiarazioni ufficiali della banca centrale. 

Quindi, soprattutto in Europa ai timori legati alla Russia si sono aggiunti sui mercati finanziari timori legati alla Gran Bretagna, tanto che la sterlina è scesa in concomitanza con Bitcoin tra lunedì e martedì notte. 

Solo che la sterlina è poi scesa anche ieri, contemporaneamente ad una leggera risalita di Bitcoin. Quindi l’apparente correlazione si sarebbe interrotta martedì, sebbene poi ieri nel corso della giornata sia Bitcoin che la sterlina si sono risollevati un po’. 

La situazione macroeconomica generale

Come è facile intuire, si tratta di una situazione piuttosto complessa, in cui non c’è un singolo evento che fa spostare i mercati in una direzione, ma diversi eventi che impattano quasi contemporaneamente e che lo fanno muovere in diverse direzioni. 

Se si estende l’analisi ad un periodo più lungo, come ad esempio settembre 2022, si nota che con alti e bassi il prezzo di Bitcoin sta continuando ad oscillare tra 19.000$ e 20.000$, nonostante alcune brevi escursioni sopra e sotto queste soglie. 

Invece, ad esempio il trend del Nasdaq è un trend in calo, con i valori attuali che sono del 7% inferiori rispetto a quelli di fine agosto. 

In altre parole, gli eventi che hanno impatti sui mercati stanno facendo muovere il prezzo di Bitcoin solo su brevissimo periodo, perchè sostanzialmente invece da un mese a questa parte sta lateralizzando, non senza fatica, poco sotto i 20.000$. Questo ragionamento si può fare anche sul Nasdaq ma solo se si estende l’analisi agli ultimi tre mesi abbondanti. 

Il fatto che i livelli attuali siano simili a quelli di giugno, nonostante la situazione in Russia da allora sia decisamente peggiorata, fa davvero ritenere che per ora le cattive notizie che giungono dall’Est Europa siano in grado di avere impatti sui mercati solamente di breve periodo. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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