Tether aumenta le riserve in Treasury Bill
Tether aumenta le riserve in Treasury Bill
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Tether aumenta le riserve in Treasury Bill

By Marco Cavicchioli - 4 Ott 2022

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Ieri Tether ha annunciato di aver portato al 58% le proprie riserve in Treasury Bill. A giugno questa percentuale era inferiore al 44%. 

Sebbene ormai la società abbia dimostrato di avere riserve a copertura del 100% degli USDT emessi, viene ancora spesso criticata per la qualità di queste riserve. 

In particolare nel corso del tempo è stata accusata di avere optato per un eccessivo sbilanciamento delle riserve in commercial paper, ovvero in crediti commerciali. 

I commercial paper negli USA vengono considerati prodotti finanziari praticamente privi di rischio, perché l’elevato valore nominale li rende quasi inaccessibili ai piccoli investitori retail. Tuttavia, vengono utilizzati soprattutto per finanziare il fabbisogno di capitale circolante a breve termine, ed a molti è sempre piaciuto poco che USDT fosse coperto da strumenti che comunemente vengono utilizzati per coprire fabbisogno a breve termine. 

Nel corso del tempo, però, Tether ha ridotto molto le coperture in commercial paper, tanto che ora ne detiene per un valore complessivo inferiore ai 50 milioni di dollari. Dato che USDT capitalizza circa 68 miliardi di dollari, si tratta di una percentuale ormai decisamente trascurabile. 

Le necessità delle riserve di Tether

Il fatto è che Tether deve avere la possibilità eventualmente di convertire in tempi molto rapidi grosse quantità di riserve in cash, per far fronte ad eventuali richieste di riscossione degli USDT. 

Basti dire che dopo l’implosione dell’ecosistema Terra, a maggio, fu costretta a rimborsare in soli dieci giorni circa dieci miliardi di dollari, ed a quanto pare non ebbe alcun problema a farlo. 

Tuttavia, a partire dalla metà di luglio le richieste di rimborso si sono praticamente esaurite, tanto che la capitalizzazione è tornata a salire, dai 66 miliardi scarsi di metà luglio agli attuali 68 miliardi. 

Quindi in questa fase non sembra avere più bisogno, per ora, di avere in portafoglio asset facilmente liquidabili per far fronte ad enormi volumi di richieste di rimborso in breve tempo. 

Non stupisce pertanto che sia cambiata la loro strategia in merito alla scelta delle coperture degli USDT. Ormai la maggior parte di queste sono in Treasury Bill (T-Bill), ovvero i titoli del debito pubblico statunitense a breve termine. Questi sono comunemente considerati tra i più importanti strumenti di liquidità reperibili sul mercato. 

Il terzo trimestre del 2022 si è concluso da pochi giorni, e Tether ha preso l’impegno di essere il più trasparente possibile nel comunicare i dati ufficiali relativi alle coperture al 30 settembre. 

I dati di cui sopra sono solo l’anticipo di parte di ciò che verrà rivelato. 

Il trend tuttavia è già chiaro: prosegue la riduzione dei commercial paper, diventati ormai uno strumento di copertura marginale, e al tempo stesso prosegue anche l’incremento di coperture ritenute di qualità migliore da parte dei proprietari di USDT tanto da essere diventate dominanti. 

Allo stato attuale è possibile affermare sia che la società abbia in qualche modo dimostrato di avere coperture per il 100% degli USDT emessi, sia che ne stia anche significativamente migliorando la qualità. 

Sebbene vi siano ancora dei dubbi in merito all’autorevolezza delle agenzie utilizzate per gli audit, Tether ne ha scelte altre decisamente più autorevoli per i nuovi audit, ed è stata anche costretta da un tribunale USA di produrre alla corte tutta la documentazione necessaria per dimostrare il possesso di tutte le coperture. 

Da notare che il valore di mercato di USDT continua a non discostarsi mai di percentuali significative dalla parità con il dollaro, e che anche durante l’implosione dell’ecosistema Terra non scese mai sotto gli 0,99$. 

La stablecoin USDT e la collaborazione con Lugano

Nel frattempo prosegue la collaborazione con la Città di Lugano, tanto che a fine ottobre verrà organizzato nella città svizzera uno dei più importanti eventi crypto europei dell’anno. 

Ormai Lugano, che è la terza piazza finanziaria più importante della Svizzera, ha deciso di diventare una città completamente crypto-friendly, tanto che anche da McDonald’s si può pagare in Bitcoin. 

L’obiettivo è quello di rendere qualsiasi cosa pagabile in città con criptovalute, ed in particolare BTC e USDT. 

Infatti, l’evento di fine ottobre, organizzato in collaborazione con Tether, si chiama Lugano Plan ₿, ed avrà tra i suoi principali protagonisti proprio il CTO di Tether, Paolo Ardoino. 

Uno degli argomenti principali saranno gli sviluppi su Lightning Network, ovvero il layer 2 di Bitcoin che consente transazioni immediate, anonime ed a costi irrisori. 

Sebbene USDT venga scambiato soprattutto sulle blockchain di Ethereum e Tron, nasce in realtà su Omni, ovvero una sidechain di Bitcoin, e grazie a Lightning Network potrebbe tornare ad essere scambiato anche sulla blockchain di Bitcoin, sebbene indirettamente, in grandi volumi. 

La rivoluzione dei pagamenti grazie a USDT e LN

In particolare LN è ottimo per i pagamenti, compresi quelli di importi irrisori, ed USDT è sicuramente un mezzo di pagamento migliore rispetto alle vere e proprie criptovalute come BTC. Unendo la forza commerciale di USDT alla potenza tecnologica di LN si potrebbe veramente iniziare ad immaginare una vera e propria adozione di massa delle criptovalute, partendo proprio dai pagamenti in USDT. 

Un aspetto molto sottovalutato da questo punto di vista sono i costi di incasso per i venditori. Con gli strumenti classici come ad esempio le carte di credito e debito, i venditori che incassano valute fiat devono pagare commissioni anche significative sui loro incassi, tutt’altro che irrilevanti. Invece con pagamenti in stablecoin su LN non solo i venditori non pagherebbero più alcuna commissione, perchè queste sarebbero a carico del compratore, ma il loro importo sarebbe quasi totalmente irrilevante. 

Attualmente è difficile immaginare che molti venditori siano disposti ad incassare BTC, per via del suo valore di mercato volatile, tanto che spesso chi incassa Bitcoin tende a venderli immediatamente pagando commissioni non irrilevanti sugli scambi in valuta fiat. Invece potendo incassare USDT potrebbe non venderli immediatamente, dato che USDT è la stessa bassa volatilità del dollaro USA, ma necessita di un modo per incassarli facilmente, velocemente ed a basso costo. 

Lightning Network può consentire tutto ciò, anche perché è completamente decentralizzato e basato sulla blockchain di Bitcoin. 

Quello che sta cercando di fare la Città di Lugano è proprio facilitare il più possibile l’adozione da parte dei venditori di strumenti che consentano i pagamenti in criptovalute tramite Lightning Network. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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