Cryptosmart, l’exchange di criptovalute che risolve i problemi col fisco
Cryptosmart, l’exchange di criptovalute che risolve i problemi col fisco
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Cryptosmart, l’exchange di criptovalute che risolve i problemi col fisco

By Vincenzo Cacioppoli - 4 Ott 2022

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Con l’aumento dell’adozione delle criptovalute e la mancanza di una serie e precisa regolamentazione sia dal punto di vista normativo che fiscale, il regime fiscale in Italia come in altri Paesi rimane piuttosto controverso e poco chiaro. 

Ed è per questo motivo che la piattaforma tutta italiana Cryptosmart può essere di grande aiuto per quanti desiderano investire in criptovalute. 

Cryptosmart: l’exchange crypto tutto italiano

Fondata a inizio 2021 e operativa dallo scorso settembre, Cryptosmart, ha avuto un tale successo tra gli utenti, che già pensa a una possibile futura quotazione in Borsa. La società in pochi mesi ha lanciato anche servizi per le imprese volti ad agevolare la diffusione di pagamenti in criptovalute. 

Il servizio CSPay per esempio aiuta le aziende ad acquisire nuovi clienti accettando pagamenti in criptovalute.

C’è poi il nuovo servizio di staking (Ethereum, Polkadot, Cardano) che consente agli utenti di mettere a disposizione le proprie criptovalute per partecipare al meccanismo di ‘proof of stake’ utilizzato dalla rete blockchain per la convalida delle transazioni e la registrazione di un “nuovo blocco”. 

Archiviate le loro esperienze imprenditoriali nel mondo delle telecomunicazioni, i fondatori, Alessandro Ronchi, Claudio Baldassarri, Alice Ubaldi, Massimo Zamporlini, Fabio Persichetti e Alessandro Frizzoni. 

La società ha deciso di puntare sul mondo crypto per offrire un’alternativa italiana, facile e indipendente:

“C’è un grande bisogno di diversificazione e una grande domanda di investimenti alternativi in un mondo in cui il denaro non rende più nulla”.

Con l’istituzione del registro per le criptovalute, l’Italia è diventata un Paese ancora più idoneo per un utilizzo sempre più diffuso delle crypto per i pagamenti nella vita di tutti i giorni. 

Ma la cosa forse più attraente per gli investitori in questi strumenti è l’aspetto fiscale, che risulta sicuramente assai vantaggioso. L’Agenzia delle entrate da diversi anni considera i pagamenti delle criptovalute come valute straniere e quindi quando si effettuano acquisti in Bitcoin, non si deve pagare il capital gain a patto che la giacenza risulti inferiore ai 51mila euro. 

Ma questo può sicuramente creare incertezze e incomprensioni tra quanti desiderano investire in criptovalute, perché la norma si presta comunque a diverse interpretazioni, non esistendo ancora una normativa precisa e specifica per gli asset digitali.

I vantaggi nel comprare criptovalute con l’exchange italiano

Cryptosmart, con sede a Perugia in Umbria, cerca di venire incontro a quanti temono di non riuscire ad adempiere in pieno i dettami richiesti dall’agenzia delle entrate. La società è stata una delle prime aziende ad ottenere l’iscrizione nel OAM ( Organismo Agenti e Mediatori) a cui devono essere iscritti gli operatori di asset digitali.  

Il primo vantaggio che offre l’exchange dal punto di vista fiscale è che gli utenti che detengono le criptovalute nel portafoglio dell’exchange italiano Cryptosmart non hanno  l’obbligo di indicare l’importo loro criptovalute nel quadro RW della dichiarazione dei redditi. 

Infatti, è la società italiana registrata che svolge la funzione di «custodial wallet» a doverla fare per conto del cliente, perché detiene la chiave privata del wallet al posto dell’utente stesso.  

Questo enorme vantaggio si evidenzia soprattutto nell’attività molto redditizia dello staking, considerando che  i redditi derivanti dall’attività di staking hanno natura di redditi di capitale, e quindi in Italia sono soggetti ad una tassazione del 26%. Gli utenti del servizio di staking di Cryptosmart non devono investire all’erario queste imposte, perchè ci pensa l’exchange. 

Cryptosmart accredita direttamente agli utenti le ricompense dell’attività di staking, sul loro wallet detenuto presso l’exchange, al netto dell’imposta del 26%. Inoltre, entro il 30 giugno di ogni anno Cryptosmart invia agli utenti il fac-simile dei quadri già compilati del modello 730 e/o dei Redditi, da consegnare al CAF o al professionista di fiducia. In questo modo sarà anche possibile inserire i proventi da staking nella propria dichiarazione dei redditi e recuperare le ritenute subite. 

Insomma, come facilitare la burocrazia al 100%, cosa non da poco nell’attuale quadro normativo, che è a dir poco deficitario per quanto riguarda gli asset digitali.

I fondatori della piattaforma dichiarano:

“Come imprenditori che vivono in Italia, ci siamo resi conto che c’è mancanza di accesso alle criptovalute e agli asset digitali nel paese, specialmente per le persone comuni. La finanza, per essere davvero democratica, deve essere facile da capire e poco costosa. Questi sono i pilastri di Cryptosmart”. 

Vincenzo Cacioppoli

Vincenzo è genovese di nascita ma milanese di adozione. E' laureato in scienze politiche. E' un giornalista, blogger, scrittore, esperto di marketing e digital advertising. Dopo una lunga esperienza nel marketing tradizionale, comincia attività con il web e il digital advertising nel 2011 fondando una società Le enfants. Da sempre appassionato di web e innovazione, nel 2018 approfondisce le tematiche legate alla blockchain e alle criptovalute. Trader indipendente in criptovalute dal marzo 2018, collabora con aziende del settore come content marketing specialist. Nel suo blog. mediateccando.blogspot.com, da tempo si occupa soprattutto di blockchain, che considera come la più grande innovazione tecnologia dopo Internet. A novembre è prevista l'uscita del suo primo libro sulla blockchain e il fintech.

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