Grayscale: la petizione alla SEC per il rifiuto dell’ETF su Bitcoin
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Grayscale: la petizione alla SEC per il rifiuto dell’ETF su Bitcoin

By Stefania Stimolo - 13 Ott 2022

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Grayscale Investments LLC presenta un brief of petitioner nella causa contro la SEC per il suo rifiuto di convertire il fondo GBTC in ETF su Bitcoin, definendo il comportamento dell’istituto di vigilanza arbitrario, capriccioso e discriminatorio. 

Grayscale e il rifiuto degli ETF su Bitcoin della SEC: la prima petizione

La società di investimento in valuta digitale, Grayscale Investment LLC, ha presentato un brief of petitioner (petizione scritta) nella causa contro la SEC che, a inizio anno, aveva ufficializzato il suo rifiuto di convertire il fondo GBTC in ETF su Bitcoin. 

“Abbiamo depositato il brief of petitioner della nostra causa contro la SEC, che contesta la decisione di negare la nostra richiesta di convertire $GBTC in un ETF Bitcoin a pronti.”

Grayscale vuole convertire il suo fondo GBTC di 12 miliardi di dollari in un ETF di Bitcoin, ma è stato bloccato dalla Securities and Exchange Commission degli USA che ha respinto l’offerta per rischio di frode e di manipolazione del mercato. 

A tal proposito, Grayscale definisce il comportamento della SEC “arbitrario”, “capriccioso” e “discriminatorio”, in quanto l’istituto di vigilanza avrebbe autorizzato gli ETF su Bitcoin basati sui futures, esposti anche loro a preoccupazioni simili. 

Grayscale: test su ETF di Bitcoin difettoso e il danno a 850.000 investitori

Il gestore di criptovalute critica anche il test effettuato dalla SEC sugli ETF legati al Bitcoin come segue:

“il test che la SEC ha applicato agli ETF legati al Bitcoin, e solo agli ETF legati al Bitcoin, è difettoso ed è stato applicato in modo incoerente con una ‘speciale durezza’ agli ETF Bitcoin a spot”.

Non solo, seguendo col documento, Grayscale sostiene anche che il rifiuto della SEC di approvare la conversione del GBTC in ETF su Bitcoin, danneggerebbe anche gli 850.000 investitori che già possiedono azioni del fondo

A tal proposito, ecco come cita il testo:

“Dato che la Commissione non ha approvato la negoziazione del Trust come ETP sulla Borsa, il valore delle sue azioni non può seguire da vicino il valore degli asset bitcoin sottostanti al Trust, privando gli azionisti del Trust di miliardi di dollari di valore”.

“Sarà una lunga causa”, parola di Craig Salm

La petizione di oggi è solo un primo passo di un lungo percorso che Grayscale ha intenzione di intraprendere contro la SEC, purché riesca a far valere le sue ragioni. 

A luglio, infatti, il CLO (Chief Legal Officer) di Grayscale, Craig Salm, aveva dichiarato che la causa potrebbe andare avanti per uno o due anni. 

Si tratta dunque di una serie di memorie scritte che Grayscale presenterà al tribunale in cui vengono esposte la sostanza delle loro argomentazioni, mentre la SEC potrà, a sua volta, fornire le sue controargomentazioni. 

In questa fase, anche terze parti possono partecipare inviando loro argomentazioni alla Corte, purché abbiano un forte interesse per la questione. Nello stesso tempo, la decisione sarà presa da tre giudici selezionati che valuteranno il caso. 

Stefania Stimolo

Laureata in Marketing e Comunicazione, Stefania è un’esploratrice di opportunità innovative. Partendo come Sales Assistant per e-commerce, nel 2016 inizia ad appassionarsi al mondo digitale autonomamente, inizialmente in ambito Network Marketing dove conosce e si appassiona dell’ideale di Bitcoin e tecnologia Blockchain diventandone una divulgatrice come copywriter e traduttrice per progetti ICO e blog, ed organizzando corsi conoscitivi.

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