Bitcoin: più di un’ora per confermare un blocco
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Bitcoin: più di un’ora per confermare un blocco

By Marco Cavicchioli - 17 Ott 2022

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Oggi ci è voluta più di un’ora per confermare il blocco 759.054 della blockchain di Bitcoin. 

Infatti, il blocco precedente è stato minato alle 7:09 UTC, mentre il blocco 759.054 è stato minato solamente alle 8:34 UTC. 

Quindi, per un’ora e 25 minuti la blockchain di Bitcoin è rimasta ferma al blocco 759.053 in attesa che venisse minato il successivo. 

Per minare il 759.055, invece, sono bastati 5 minuti. 

Anomalia nel tempo di conferma di un blocco Bitcoin

Per comprendere le cause di questo apparente problema bisogna, però, conoscere come funziona il calcolo del block-time di Bitcoin. 

Infatti, non c’è scritto da nessuna parte nel protocollo Bitcoin che debbano passare circa 10 minuti tra un blocco è l’altro. Il block-time medio a 10 minuti è solo frutto del rapporto tra difficulty ed hashrate. 

Oggi ad esempio il block-time medio è di circa 10 minuti e mezzo, e ieri è stato esattamente di 10 minuti. Quindi l’ora e 25 minuti che è stata necessaria per minare il blocco 759.054 non è affatto un problema, ma solo un’anomalia statistica. 

Non c’è modo di calcolare con precisione assoluta quanto tempo ci vuole per minare un blocco, perchè di fatto i miner procedono a caso, ed a volte il caso fa sì che occorra molto più tempo per estrarre l’hash giusto. 

La cosa importante non è che tutti i blocchi vengano minati 10 minuti dopo il precedente, ma che in media venga minato un blocco ogni circa 10 minuti. La media di oggi è solo leggermente sopra questa soglia, mentre ad esempio sabato 15 fu di 9 minuti e 40 secondi. 

Ad esempio, a fine settembre diversi giorni si conclusero con una media superiore agli 11 minuti, quindi è assolutamente tutto nella norma. Anzi, tali anomalie statistiche sono per l’appunto assolutamente normali. 

Hashrate e difficulty della rete Bitcoin

La cosa davvero curiosa è che questa mattina, intorno alle 7:00 UTC, si è verificato un piccolo picco dell’hashrate, salito a 264,5 Eh/s dai 248,8 delle ore 23 di ieri. Quindi il rallentamento nel mining del blocco 759.054 non è dovuto ad un calo dell’hashrate, anche se questa mattina alle 8:00 UTC era sceso a 256,3 Eh/s. Nel resto della mattinata però è sceso fino a 240 Eh/s, e senza che vi siano stati altri blocchi così tanto lenti. 

Si tratta comunque di hashrate leggermente inferiori a quelli dei giorni scorsi, sebbene ad esempio l’hashrate medio giornaliero di giovedì 13 fu di soli 234 Eh/s. 

Tuttavia la difficulty di recente è cresciuta molto, con un aumento che è stato uno dei maggiori che si siano mai realizzati, e che l’ha portata ai massimi di sempre. D’altronde anche l’hashrate è vicino ai livelli massimi di sempre, fatti registrare la scorsa settimana. 

L’aumento della difficulty serviva proprio per allungare il block-time, visto che a causa dell’hashrate molto elevato il block-time medio giornaliero ad inizio ottobre era sceso addirittura sotto gli 8 minuti. È rimasto abbondantemente sotto i 10 minuti per ben 12 giorni, a casu dell’hashrate molto elevato, prima che il forte aumento della difficulty lo riportasse di nuovo attorno ai desiderati 10 minuti. 

Quindi, è più che ovvio che a partire dal 10 ottobre i tempi per minare i blocchi di Bitcoin siano un po’ aumentati, e con un hashrate che non è più vicino ai 300 Eh/s qualche rallentamento ogni tanto ci sta. 

Tutto ciò è talmente nella norma che non consente di trarre informazioni davvero interessanti, se non riguardo il funzionamento tecnico di Bitcoin. Ma il fatto che a fronte di tutto ciò la profittabilità del mining stia ancora calando, fa pensare che molti miner stiano minando accettando di guadagnare poco o pochissimo per poter incassare BTC che sperano valgano di più in futuro. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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