Cos’è la crypto Okinami e come funziona
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Cos’è la crypto Okinami e come funziona

By Marco Cavicchioli - 21 Ott 2022

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La crypto Okinami in realtà è un token. Bisogna sempre ricordarsi, infatti, che le criptovalute vere e proprie sono solamente quelle native delle singole blockchain. Ad esempio la criptovaluta nativa di Ethereum è Ether (ETH), mentre tutti gli altri token emessi sulla blockchain di Ethereum sono per l’appunto solo token. 

Uno di questi token è proprio OKINAMI del progetto Kanagawa Nami. 

La “crypto” Okinami si basa sull’illustrazione Kanagawa-oki Nami Ura

Kanagawa-oki Nami Ura è una notissima illustrazione giapponese del diciannovesimo secolo che ritrae la grande onda di Kanagawa. 

Si tratta di una xilografia realizzata dall’artista giapponese ukiyo-e Hokusai durante il periodo Edo. La stampa raffigura tre barche che si muovono in un mare in tempesta in cui spicca una grande onda con il Monte Fuji sullo sfondo.

È una vera e propria icona della cultura giapponese, e fu la prima di una serie di 36 vedute del Monte Fuji che rivoluzionarono le stampe giapponesi grazie all’utilizzo del blu di Prussia. 

L’opera ebbe un successo immediato in Giappone, che poi arrivò però anche in Europa dove ispirò i pittori impressionisti. Ad oggi diversi musei in tutto il mondo mostrano delle copie dell’opera. 

Il nome giapponese Kanagawa-oki Nami Ura significa letteralmente “la grande onda al largo di Kanagawa”, che è a sua volta una prefettura giapponese a sud di Tokyo con capoluogo Yokohama. Situata all’estremità sud-occidentale della regione di Kantō, sull’isola di Honshū, la prefettura di Kanagawa si affaccia direttamente sull’Oceano Pacifico. 

Il valore di Okinami token 

Di token OKINAMI ne sono stati emessi ben un miliardo, e sono sui mercati crypto solamente da agosto 2022. 

Durante i primi giorni di scambi il loro prezzo si aggirava attorno al millesimo di dollaro, ma già il 9 agosto il prezzo era raddoppiato. 

Il giorno successivo aveva già anche superato abbondantemente i 3 millesimi, per poi riscendere a 2 millesimi nei giorni seguenti. 

Da allora ha avuto quattro spike, seguiti da altrettante discese. 

Il primo spike è avvenuto a metà agosto, con il prezzo salito oltre i 6 millesimi di dollaro. A questo spike è seguito un vero e proprio crollo che ha portato il prezzo di OKINAMI addirittura sotto il millesimo a fine agosto. 

Poi però di colpo un nuovo spike il 31 di agosto, con un balzo da 0,9 a 4 millesimi (+344%) nel giro di un’unica giornata. È possibile quindi che il crollo avvenuto nelle ultime due settimane di agosto fosse un’anomalia. 

Il 6 di settembre era quasi tornato a 6 millesimi quando iniziò nuovamente a scendere. Questa discesa tuttavia sebbene sia durata fino al 19 settembre ha portato il prezzo appena sotto i 3 millesimi. 

Lo spike maggior invece si è verificato a fine settembre, con il raggiungimento di quello che ad oggi è il massimo storico di quasi 17 millesimi di dollaro il 27 settembre. 

Dopo il seguente ritorno a 6 millesimi, l’11 ottobre si è innescato un nuovo spike che ha riportato il prezzo a 12 millesimi. 

Ora vale meno di 5 millesimi, con una perdita del 71% dai massimi in meno di un mese. 

Si tratta pertanto di un token dal valore decisamente volatile, anche se in passato si è visto di peggio sui mercati crypto. In un momento di relativa tranquillità e lateralizzazione, come questo, il suo comportamento spicca, anche se non è insolita una tale volatilità sui token nuovi. 

Chi c’è dietro alla “crypto” Okinami 

Dal profilo Twitter di Okinami token sembra emergere che si tratti dell’iniziativa di un privato. 

Non è nemmeno chiaro quali siano gli obiettivi di questo progetto, né quali siano le reali motivazioni che hanno portato alla sua creazione. 

Sembrerebbe un progetto DeFi, ma ha l’aspetto di una mera raccolta fondi, destinata per ora a scopi sconosciuti. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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