Terra Luna: Il crollo di una delle crypto più importanti sul mercato
Terra Luna: Il crollo di una delle crypto più importanti sul mercato
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Terra Luna: Il crollo di una delle crypto più importanti sul mercato

By Alessia Pannone - 25 Ott 2022

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La crypto Terra Luna, quella che era una delle stablecoin più importanti sul mercato, come sappiamo, è drasticamente crollata a maggio del 2022.

Il progetto legato alla blockchain Terra, nato nel 2020, si è improvvisamente polverizzato, mentre le due criptovalute, Terra USD e Luna, che ne facevano da pilastro, sono crollate in maniera irrimediabile, mandando sul lastrico un numero imprecisato di investitori.

Se si osservano i numeri, si capisce l’entità del disastro che ha travolto un progetto la cui capitalizzazione di mercato, nei momenti di massima gloria, aveva raggiunto quasi 60 miliardi di dollari. Non solo: Terra era tra i più quotati progetti del settore ed era considerato una punta di diamante nell’ambito della DeFi basata su blockchain.

Cos’era la Crypto Terra Luna e come funzionava 

Al momento del crollo di Terra USD e Luna, i valori di quelle che erano due crypto promettenti del mercato, sono scesi drasticamente.

Infatti, il valore di TerraUSD, che doveva essere fisso e sempre pari a un dollaro, valeva circa sedici centesimi; mentre, il valore di Luna, è passato dai massimi di 120 dollari fino alla frazione di un centesimo. In sintesi: dei 60 miliardi di valore massimo complessivo non è rimasto più nulla.

Prima di comprendere il motivo del crollo di Terra Luna è importante spiegare, anche se brevemente, quale era e come funzionava il meccanismo alla base del progetto Terra Luna.

Terra è una “stablecoin algoritmica”, che utilizza un complesso sistema per assicurarsi che il valore non fluttui. In sintesi estrema, Terra si affida a un algoritmo che ne controlla il prezzo manipolando l’emissione delle monete.

Ciò significa che quando il prezzo sale, l’algoritmo produce nuove monete per farlo scendere; quando scende distrugge quelle necessarie a farlo risalire. Tutte queste manovre sono programmate negli smart contract, i contratti automatici che entrano in esecuzione quando le condizioni sottoscritte dalle parti sono soddisfatte, della blockchain Terra.

La condizione di equilibrio di TerraUSD è mantenuta anche grazie all’azione congiunta di una seconda criptovaluta: Luna. Gli investitori possono infatti sempre fare l’exchange di 1 TerraUSD per un dollaro di valore di Luna.

Nel momento in cui avviene questo exchange, un nuovo Luna viene creato mentre un TerraUSD viene distrutto, e viceversa. Tutto ciò è necessario per  approfittare di ciò che è noto come arbitraggio: in alcuni momenti è possibile che TerraUSD scenda leggermente sotto il dollaro di valore, e quindi conviene cambiarlo con un dollaro di valore di Luna per ottenere un guadagno.

Incentivando gli investitori a questo exchange, si distrugge il TerraUSD scambiato, rendendolo più scarso e quindi aiutando il prezzo a tornare ai valori attesi. Se il prezzo sale troppo, conviene invece scambiare un dollaro di Luna per un TerraUSD che, in quel momento, vale poco più di un dollaro, guadagnando e permettendo alla stablecoin tornare al punto di equilibrio.

Inoltre, il progetto Terra aveva la sua principale applicazione nel mondo della DeFi ed era impiegata in particolare sul protocollo di prestiti noto come Anchor. Questo protocollo permette, alle persone che depositano in essi i loro TerraUSD, di ottenere il 20% di interessi annuali. A un certo punto, su questo protocollo erano custoditi 14 miliardi dei 18 complessivi di TerraUSD in circolazione.

Perché Terra Luna è crollata 

All’improvviso, però, le cose sono andate tutto per il verso sbagliato producendo quello che è stato il drastico crollo del mercato a cui hanno assistito migliaia di investitori.

A maggio del 2022, infatti, i depositi di TerraUSD su Anchor hanno iniziato improvvisamente a essere ritirati, passando da 14 miliardi fino a 3 miliardi, per poi scendere ancora di più.

Il fondatore di Terra, Do Kwon, pensa che si sia trattato di un complotto, vista la sospetta rapidità con cui tutti i fondi hanno iniziato a essere ritirati. Così, anche l’algoritmo di una stablecoin progettata per mantenere il prezzo fisso non è riuscito a reagire in tempo: il 10 maggio, il valore di TerraUSD è sceso a 70 centesimi.

I fondatori di Terra hanno subito cercato di individuare le risorse economiche necessarie a tenerlo a galla, ma senza successo: il giorno successivo è calato ancora a 33 centesimi e poi è arrivato fino a 16 centesimi.

A causa della relazione tra le due criptovalute, il mercato è stato inondato di Luna, il cui valore ha iniziato a precipitare dando il via a una reazione a catena inarrestabile. Questa reazione ha annullato qualunque valore di una moneta, la cui capitalizzazione è passata dai massimi storici di 40 miliardi ai 200 milioni. Nella mattina del 13 maggio, il valore di un Luna, la crypto che aveva superato i 120 dollari, era di 0.00004046 dollari.

Il caso Near Protocol

Sulla scia del disastro e degli errori di Terra Luna anche altre importanti Crypto e sistemi blockchain hanno paura e vogliono evitare di condurre la drastica fine.

E’ il caso di Near Protocol, la piattaforma applicativa decentralizzata, che, per ridurre la sua Stablecoin simile a Terra, ha deciso di eliminare gradualmente la sua USN sotto garanzia.

Come concorrente di Ethereum, NEAR è una blockchain popolare per la creazione di app decentralizzate (dapps) e il conio di NFT. Da aprile ha una propria stablecoin, USN, emessa dalla DAO Decentral Bank.

La blockchain di Near Protocol è progettata per rendere le app utilizzabili sul web. La sua rete funziona su un meccanismo di consenso Proof-of-Stake (PoS) chiamato Nightshade, che mira a offrire scalabilità e tariffe stabili.

Tuttavia,la decisione di chiudere la stablecoin di NEAR Protocol avviene perchè la blockchain ha iniziato a mostrare caratteristiche rischiose simili a quelle osservate con TerraUSD. 

USN è stata recentemente sotto garanzia, secondo una dichiarazione di lunedì della NEAR Foundation, un’organizzazione no-profit che supporta la blockchain. Ciò significa che non c’è abbastanza garanzia a sostegno del token.

Di conseguenza, ha aggiunto la NEAR Foundation, il token sarebbe stato chiuso. Infatti, la Decentral Bank ha annunciato più tardi che avrebbe effettivamente chiuso il progetto USN.

La dichiarazione della Decentral Bank afferma:

“L’USN ha dovuto affrontare molti venti contrari negli ultimi mesi con una maggiore attenzione alla regolamentazione e cambiamenti nella percezione del mercato a causa di recenti incidenti di alto profilo. A causa di questi problemi, abbiamo preso la difficile decisione di chiudere il progetto USN in modo controllato e responsabile, così da garantire la protezione dei titolari di USN.”

Alessia Pannone

Laureata in scienze della comunicazione e attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in editoria e scrittura. Scrittrice di articoli in ottica SEO, con cura per l’indicizzazione nei motori di ricerca, in totale o parziale autonomia.

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