I Bitcoin di El Salvador sono coinvolti nel crollo di FTX?
I Bitcoin di El Salvador sono coinvolti nel crollo di FTX?
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I Bitcoin di El Salvador sono coinvolti nel crollo di FTX?

By Marco Cavicchioli - 11 Nov 2022

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Negli ultimi giorni sono circolate voci secondo cui El Salvador potesse essere coinvolto con il crollo di FTX a causa di Bitcoin depositati presso l’exchange. 

In particolare l’ipotesi che si è fatta strada sui social network è che lo Stato salvadoregno potesse avere in deposito presso l’exchange parte dei suoi fondi in Bitcoin. 

La smentita di questa ipotesi è stata data dal CEO di Binance, Changpeng CZ Zhao. 

Infatti, CZ ha riferito di aver scambiato alcuni messaggi direttamente con il Presidente di El Salvador, Nayib Bukele, il quale gli avrebbe confermato che non hanno alcun Bitcoin in deposito su FTX, e non hanno mai avuto a che fare con loro. 

El Salvador e le connessioni tra i suoi Bitcoin ed FTX

Il Paese centroamericano nel corso del tempo ha acquistato più di 2.000 BTC, e tutti i suoi acquisti sono stati effettuati ad un prezzo superiore a quello attuale. Quindi, per ora sono totalmente in perdita, anche se questo loro investimento non era finalizzato a produrre guadagni sul breve o medio termine. 

In questo momento il valore dei BTC posseduti da El Salvador è di poco superiore ai 40 milioni di dollari, un valore di gran lunga inferiore ai 58 miliardi di dollari di PIL annuale del Paese. 

Anche rispetto al debito pubblico complessivo, di poco superiore ai 20 miliardi di dollari, l’importo detenuto in BTC è irrisorio, quindi l’impatto di queste potenziali perdite potrebbe non essere particolarmente elevato. 

Inoltre, le ricadute indirette della cosiddetta Bitcoin Law sono state positive per il Paese centroamericano, in particolare l’impennata del turismo che di sicuro ha portato guadagni ben superiori alle perdite potenziali generate fino ad ora con l’investimento in BTC. 

Tuttavia, va sottolineato che la Bitcoin Law non necessitava affatto che El Salvador procedesse con investimenti di diverse decine di milioni di dollari in Bitcoin, quindi avrebbe potuto generare ancora più vantaggi qualora tali investimenti non fossero stati fatti. 

Una cosa curiosa in questa vicenda è che la Cina di recente si è offerta di comprare il debito estero del Paese in forte sofferenza. Questo significa che l’attuale politica finanziaria di El Salvador sta indebolendo il Paese, rischiando di costringerlo in qualche modo a “vendersi” a potenze straniere. 

L’exchange FTX

FTX era uno dei maggiori exchange crypto del mondo. 

In realtà gli exchange erano due, separati. 

Uno, FTX.US, era dedicato solo ed esclusivamente al mercato statunitense, ed a quanto pare non ha avuto grossi problemi. Infatti, pare che continui a funzionare come prima. 

Quello problematico invece era quello globale, ftx.com, destinato a clienti di tutto il mondo. Ad un certo punto la gestione dell’exchange globale di FTX è entrata in una pesante crisi di liquidità che ha costretto prima a rallentare e poi a sospendere i prelievi. 

Ieri era circolata la notizia che avessero riattivato i prelievi, ma ancora oggi sul loro sito web compare un evidente avviso che informa che sono sospesi a tempo indeterminato. 

È possibile che abbiano iniziato a smaltire la coda dei prelievi non ancora eseguiti e che erano stati richiesti prima della sospensione definitiva, ma che non abbiano ancora dato il via alla possibilità di richiederne di nuovi. 

Ieri l’exchange ha annunciato ufficialmente di aver raggiunto un accordo con Tron per riattivare i prelievi in TRX, BTT, JST, SUN e HT. 

Poi hanno dovuto specificare che, in base alle leggi delle Bahamas dove ha sede la società, hanno dovuto iniziare facilitando i prelievi di fondi dei clienti bahamensi. 

In seguito hanno ammesso di aver dovuto bloccare la versione giapponese del sito su esplicita richiesta in tal senso delle autorità del Giappone. 

Quindi, in alcuni casi sono stati abilitati dei prelievi, ma a quanto pare non ancora a livello generalizzato. 

El Salvador ha mai depositato Bitcoin su FTX?

Se lo Stato di El Salvador non aveva fondi propri in deposito presso FTX, questo ovviamente non si può dire di altre realtà. 

Stanno emergendo piano piano diverse situazioni di fondi attualmente bloccati sui conti FTX, in alcuni casi anche di diversi milioni di dollari. 

D’altronde non solo FTX era uno dei più grandi exchange crypto al mondo, ma risultava anche essere completamente regolamentato. Se da un lato i clienti USA utilizzavano la versione statunitense ancora operativa, tutti gli altri invece usavano quella internazionale su cui i depositi sono ancora in gran parte bloccati. 

Stando a quanto riferito da Reuters, per risolvere la crisi di liquidità occorrerebbero circa 9,4 miliardi di dollari. 

Il CEO di FTX, Sam Bankman-Fried (SBF), pare stia cercando di chiedere fondi a molte entità crypto, ma per ora non sembra vicino ad arrivare a 9,4 miliardi. È possibile che se non riuscisse a trovare quei fondi l’exchange non sarebbe in grado di restituire a tutti i suoi clienti tutti i fondi che hanno ancora in deposito presso di loro. 

Per ora l’unico accordo che sembra andato a buon fine è quello con Tron, e secondo alcune indiscrezioni si tratterebbe di un accordo di un importo vicino al miliardo di dollari. 

Lo stesso SBF ha dichiarato che il futuro della società dipende da ciò che accadrà la prossima settimana, quindi occorrerà attendere presumibilmente ancora diversi giorni per capire come sta realmente evolvendo questa situazione. 

Binance si è approfittata della situazione di difficoltà di FTX?

Secondo SBF, nonostante Binance si fosse apparentemente offerta di salvare l’exchange rilevandolo, in realtà non avrebbero mai realmente avuto intenzione di andare fino in fondo. 

Anzi, ha dichiarato che in futuro forse rivelerà dei nuovi dettagli a riguardo, commentando con un “ben fatto; hai vinto”. 

A dire il vero, ora che stanno emergendo i numeri del collasso di FTX appare piuttosto chiaro che, anche se avesse veramente voluto, Binance probabilmente non sarebbe stata in grado di salvare FTX senza auto-procurarsi gravi danni. 

Infatti, un portavoce di Binance ha dichiarato che i problemi di FTX erano al di là della loro capacità di aiutarli. Non è un caso che SBF ora stia cercando fondi da diversi attori, perchè probabilmente non c’è nessun singolo investitore che possa sobbarcarsi un tale impegno. Binance non sembra essere interessata a partecipare ad una cordata di salvataggio, ma avrebbe voluto rilevare l’intero exchange tenendoselo per sé. 

Il CEO di Binance, Changpeng CZ Zhao, ha poi anche dichiarato di non aver pianificato a tavolino questa situazione, e che il crollo di FTX non fa comunque bene a nessuno nel settore crypto. Ha anche negato che si tratti di una vittoria per Binance. 

L’impatto sul settore crypto

Secondo una recente analisi di Kaiko, prima del crollo FTX.com aveva una quota di mercato del 7% che verrà semplicemente sostituita. Tuttavia, ora ricostruire la fiducia persa sarà la sfida più difficile per tutto il settore crypto. 

È possibile che il settore prima o poi si riprenderà, perchè si è già più volte dimostrato resiliente, ma il crollo di FTX è stato davvero un duro colpo. 

Il problema è che era ritenuto un exchange affidabile, mentre invece si è scoperto che utilizzava i fondi dei clienti per iniziative rischiose ed a volte improduttive. 

Sebbene in teoria FTX potrebbe ancora avere un futuro, il mercato crypto non dimenticherà mai ciò che è avvenuto. La fiducia negli exchange centralizzati è stata messa in serio dubbio, tanto che ora molti altri exchange, a partire proprio da Binance, hanno deciso di fornire informazioni più trasparenti su come vengono utilizzati, o conservati, i fondi dei loro clienti. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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