Poseidon DAO presenta Monuverse
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Poseidon DAO presenta Monuverse

By Cryptonomist Editorial Staff - 11 Nov 2022

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Questa settimana Poseidon ha ospitato il progetto Monuverse che oggi, venerdì 11 novembre, lancerà la sua serie di collectible Arch Of Peace.

Monuverse si propone di portare il mondo del Cultural Heritage ad un altro livello, preservando il monumento fisico, ma al contempo rendendolo disponibile a chiunque in qualsiasi momento. 

L’idea di Monuverse, in collaborazione con il Ministero della Cultura italiano, è nata a seguito dell’evento tenutosi dal 31 dicembre 2021 al 2 gennaio 2022, in cui sull’Arco della Pace, monumento simbolo di Milano, è stata proiettata un’opera d’arte digitale, una scultura a 360° progettata dallo studio Ouchhh di codificatori creativi e di intelligenza artificiale.

Il risultato è stata un’esperienza immersiva che ha unito la realtà fisica e virtuale, dando al contempo una nuova vita al monumento storico.

Il Drop

La serie di 7777 NFT, Arch Of Peace, è divisa in 9 categorie, seguendo il cluster di dati dell’evento dello scorso anno. É possibile mintare l’opera:

  • In White List ad un prezzo di 0.07 ETH
  • In PreMint ad un prezzo di 0.09 ETH
  • In Public Mint ad un prezzo di 0.11 ETH

Inoltre, insieme all’NFT, si otterrà anche un avatar del periodo storico di riferimento, in questo caso l’era Napoleonica. I possessori dell’NFT otterranno anche diversi benefit per le prossime edizioni, che verranno fatte su monumenti diversi, scelti di volta in volta dalla community

Monuverse: uno sguardo al futuro

Nel corso dello Space, in cui si è parlato anche di Web3 e del futuro degli NFT e dei principali Metaversi, è stato chiarito anche lo scopo del progetto Monuverse anche nell’ambito della educational e learning experience. Il progetto potrebbe svilupparsi in direzione della creazione di un metaverso proprio o creato in partnership con un metaverso già esistente. Il progetto è aperto anche alla possibilità di creazione di una DAO in futuro.

Per quanto riguarda il Web3 a lungo si è discusso dei limiti e delle potenzialità. Il problema maggiore, secondo Monuverse, è la complessità attualmente presente nei metaversi già esistenti: la user experience non è ancora sufficientemente semplice – a differenza di quella dei social network, presi a riferimento. 

Al fine di ottenere una mass adoption, però, secondo Monuverse, non bisognerà solo velocizzare l’esperienza, ma anche rivoluzionare completamente le grafiche e rendere i metaversi inter-operabili. Non solo: grazie all’AI si potrà usufruire del prodotto virtuale di ottima qualità anche nei telefoni o tramite occhiali di nuova generazione che permetterebbero di combinare la realtà con i modelli 3D

Prendendo sempre a riferimento il mondo dei social network, è difficile pensare un unico metaverso, ma bensì diverse piattaforme, ben targhettizzate, con funzioni e grafiche differenti .

Si è discusso anche dell’utilizzo dei dati degli utenti e della privacy: al momento è quasi impossibile misurare come gli utenti utilizzano il metaverso, ma nel futuro ciò potrebbe essere molto più semplice. Al fine di evitare la rivendita a terzi dei dati da parte delle piattaforme, come già succede nei social, secondo Monuverse, sarebbe interessante pensare degli spazi in cui l’utente è l’owner dei propri dati, la cui eventuale vendita è una propria scelta che permetterebbe di percepire royalty.

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