PayPal: i servizi e brevetti nel mondo crypto per aumentare l’adozione (?)
PayPal: i servizi e brevetti nel mondo crypto per aumentare l’adozione (?)
Criptovalute

PayPal: i servizi e brevetti nel mondo crypto per aumentare l’adozione (?)

By Alessia Pannone - 13 Nov 2022

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PayPal, il servizio di pagamento più rapido, semplice e sicuro, consente già da tempo di acquistare crypto come Bitcoin, Ethereum, Bitcoin Cash (BCH) e Litecoin (LTC) e di inviarli a portafogli altrove.

Inoltre, sta costruendo il proprio portafoglio crittografico, sul quale sta lavorando per poterlo rilasciare al più presto a disposizione dei suoi utenti. 

Dunque, ecco un altro gigante della finanza classica che fa spazio all’universo delle criptovalute. 

Nello specifico, pare che l’applicazione del marchio PayPal menzioni “crypto” diciotto volte. 

A cominciare da “software scaricabile per inviare, ricevere, accettare, acquistare, vendere, archiviare, trasmettere, scambiare valuta digitale, valuta virtuale, criptovaluta, stablecoin, asset digitali e blockchain, asset digitalizzati, token digitali, token crittografici e token di utilità.”

PayPal per l’utilizzo delle crypto: cos’è e come funziona 

A giugno del 2022 PayPal ha dato l’ufficialità: si parte dagli USA, poi si vedrà. PayPal ha aperto definitivamente le porte del proprio sistema di pagamento alle criptovalute, consentendo così l’exchange delle stesse o l’utilizzo di alcune monete particolari per la regolarizzazione di pagamenti.

Ad esempio, gli utenti che hanno un portafoglio su Coinbase o su Binance potranno utilizzare quest’ultimo come deposito, abilitando il trasferimento delle valute sul proprio conto PayPal, per poi utilizzare le stesse in base al bisogno. 

Sono tre le manovre che il gruppo PayPal ha messo nelle mani dei propri utenti: trasferire crypto supportate su PayPal, spostare crypto da PayPal a indirizzi esterni (inclusi exchange e wallet hardware) e inviare crypto a famiglie o amici su PayPal in pochi secondi, senza costi di transazione. 

Tutto è partito da utenti selezionati, per poi aprire all’intera platea dell’utenza USA. PayPal è stata chiara, le crypto contemplate nella prima fase sono state Bitcoin, Ethereum, Bitcoin Cash e Litecoin.

Ad ogni modo, prima di poter accedere al nuovo servizio, l’utente dovrà effettuare un riconoscimento tramite documento di identità, passaggio che andrà completato una sola volta e che consentirà la piena regolarità delle transazioni.

Non solo PayPal, anche Visa e Western Union entrano nel settore crypto 

Già di per sé, l’entrata di PayPal nel settore blockchain è inevitabilmente una pietra miliare per la storia delle criptovalute. 

Queste ultime cercano, infatti, continuamente ponti tra l’economia reale ed i wallet dei risparmiatori, immaginando nuovi servizi di pagamento e nuovi prodotti aperti ad accettare questo tipo di valuta. 

PayPal, universalmente riconosciuto per le transazioni digitali, apre questo nuovo fronte negli stessi mesi in cui ha iniziato ad immaginare una valuta propria ed ha investigato le virtù della blockchain, prima di addentrarsi con le novità odierne. 

In generale, finora negli Stati Uniti sono state depositate tre volte più domande di marchio NFT rispetto a tutto il 2021 e per il più ampio spazio delle valute digitali e delle criptovalute, il 2022 ha visto oltre 4.300 domande di marchio negli Stati Uniti, rispetto alle 3.500 del 2021. 

Tutto ciò in contrapposizione con il forte scetticismo sulle criptovalute durante l’attuale mercato ribassista. Infatti, nonostante il lungo inverno delle criptovalute, i depositi di marchi di criptovalute sono in corso da un po’ di tempo. 

Questo è quanto sottolinea l’avvocato dei marchi Mike Kondoudis su Twitter, incluso da Viking Cruises e dal rivenditore di cosmetici Ulta la scorsa settimana. 

Pare che, solo nel mese di ottobre, i documenti Web3 e NFT sono emersi da marchi diversi come il produttore di strumenti musicali Fender, i giganti del cibo Del Monte e Kraft, la catena di hamburger Inn-N-Out, il produttore di snack Takis, l’azienda di vini e liquori Moët Hennessy e altre ancora. 

A tutto questo si aggiungono i giganti dei servizi finanziari, Visa, PayPal e Western Union, che sono stati tra le aziende importanti che hanno presentato nuove domande di marchio. 

Queste coinvolgono prodotti e servizi crittografici e correlati a Web3 proprio la scorsa settimana.

Visa: la carta crypto, il portafoglio crittografico e i progetti sul metaverso

Come noto, Visa ha già la sua carta in collaborazione con Crypto.com (Crypto.com VISA Card), la quale permette agli utenti di pagare convertendo le crypto sul proprio conto nella valuta locale. 

Il servizio che Visa offre in favore delle crypto dà modo agli utenti di spendere il proprio fondo senza dover pagare per forza in crypto e riduce anche il livello di unbanked, cioè di coloro che non hanno un conto in banca. 

Inoltre, la Crypto.com VISA card è universalmente riconosciuta da tutti i rivenditori, in quanto Visa rappresenta uno dei fornitori di servizi di pagamento più diffusi al mondo.
Ora, Visa ha intenzione di allargare i suoi orizzonti nel mondo blockchain. 

Infatti, secondo i documenti di Visa, pare che l’azienda stia valutando un portafoglio di criptovaluta, descrivendolo come “un software per consentire agli utenti di visualizzare, accedere, archiviare, monitorare, gestire, scambiare, inviare, ricevere, trasmettere e scambiare valuta digitale, valuta virtuale, criptovaluta, risorse digitali e blockchain e token non fungibili (NFT).”

Inoltre, da alcune fonti trapela che Visa potrebbe anche aprire un negozio nel metaverso, poiché sta valutando di fornire ambienti virtuali in cui gli utenti possono interagire per scopi ricreativi, di svago o di intrattenimento accessibili nel mondo virtuale. 

Western Union mira a diventare più grande con l’utilizzo delle crypto 

La Western Union è un’azienda statunitense di servizi finanziari e di comunicazioni, di proprietà della First Data Corporation. Uno dei servizi più importanti dell’azienda è il trasferimento di denaro tra persone o aziende; oltre a ciò, offre anche una vasta gamma di servizi commerciali. 

Recentemente, anche Western Union ha aperto le sue porte al mondo crypto, cercando anch’essa di fornire pagamenti digitali, inclusa la gestione e il mantenimento della valuta digitale e dei portafogli elettronici. 

Come gli altri, Western Union ha dichiarato di pianificare “software scaricabile per la generazione di chiavi crittografiche per ricevere e spendere criptovaluta”.

Alessia Pannone

Laureata in scienze della comunicazione e attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in editoria e scrittura. Scrittrice di articoli in ottica SEO, con cura per l’indicizzazione nei motori di ricerca, in totale o parziale autonomia.

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