IOG di Cardano investe $4,5 milioni in un hub di ricerca nell’Università di Edimburgo
IOG di Cardano investe $4,5 milioni in un hub di ricerca nell’Università di Edimburgo
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IOG di Cardano investe $4,5 milioni in un hub di ricerca nell’Università di Edimburgo

By Eliano Martellucci - 18 Nov 2022

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Input Output Global (IOG), il braccio che si dedica allo sviluppo della blockchain di Cardano, ha deciso di investire 4,5 milioni di dollari per instituire un hub di ricerca in collaborazione con l’Università di Edimburgo.

L’obiettivo di IOG è quello di espandere le possibilità e le aree di sviluppo della tecnologia blockchain. La visione del team, guidato dal leader Charles Hoskinson, nonché fondatore di Cardano, si concentra sul trasmettere un approccio accademico legato all’esplorazione di questa “nuova” tecnologia. 

Il programma di Cardano: un progetto ambizioso e lungimirante

Sulla scia dei finanziamenti già concessi alle università di Stanford e Carnegie-Mellon, i fondatori di Cardano Input Output Global (IOG) hanno deciso di investire ulteriormente nel futuro della blockchain. 

Il nuovo centro di ricerca, l’Input Output Research Hub, ha il principale obiettivo di promuovere ed accelerare la ricerca in ambito blockchain attraverso il finanziamento di nuovi progetti. 

L’hub, infatti, consentirà ai ricercatori di proporre nuove soluzioni creative, favorendo una maggiore attenzione del settore alla ricerca fondamentale.

Come duplice obiettivo, si intende facilitare l’apprendimento e l’accesso volto a comprendere il funzionamento di questa tecnologia, per molti ancora un terreno inesplorato.

La decisione di tale investimento rientra nel più ampio programma accademico dell’IOG, progettato per avvicinare il nuovo Web3 alle realtà universitarie, favorendo così una sempre maggiore sinergia tra i due mondi.

L’hub sarà guidato anche da un comitato direttivo, composto da rappresentanti dell’IOG e delle università. Il suo scopo è quello di esaminare le proposte di progetto e allocare i finanziamenti tra quelli più promettenti.

Questa mossa potrebbe essere di cruciale importanza per l’espansione dell’ecosistema Cardano. 

L’inizio dell’era blockchain e il suo sviluppo

La primissima blockchain è stata quella di Bitcoin ed è presente sul mercato dal 2008. 

Il vero salto in avanti è stato portato poi da Vitalik Buterin grazie alla sua creazione. Di fatto, Ethereum rivoluziona il concetto di blockchain, introducendo la prima rete programmabile.

La creazione e la composizione di smart contract ha reso possibile la nascita di nuovi settori, come la finanza decentralizzata (DeFi) e il mercato degli NFT. 

Questi settori, insieme a quelli della GameFi e dei prodotti assicurativi decentralizzati, formano l’ormai noto mondo del Web3.

Alcuni tra questi sono già più sviluppati degli altri, soprattutto quello della DeFi, che è stato oggetto di forte speculazione da parte degli investitori. 

La finanza decentralizzata, infatti, è il risultato dell’evoluzione monetaria unita all’introduzione degli smart contract. Da qui, sono nate nuove piattaforme, le cosiddette dApp (decentralized application).

La vera novità, però, non è soltanto legata all’afflusso di una maggiore ricchezza nel mondo blockchain. 

Sono i nuovi prodotti finanziari ad aver ribaltato il concetto della finanza tradizionale, che pian piano sta subendo il peso della decentralizzazione. 

Nuovi modi di allocare le proprie risorse, diversi canali di guadagno, interessi percepiti in tempo reale e, dulcis in fundo, LA soluzione per tutta quella parte di popolazione definita “unbanked”.

Stiamo parlando di quelle persone che, grazie alla blockchain, ora hanno accesso ad una serie di servizi finanziari, altrimenti lontani anni luce. 

Partendo dalla semplice apertura di una linea di credito, e concludendo alle diverse opportunità e forme di investimento createsi, si arriva ad un nuovo mondo.

Trasparenza, incensurabilità e pieno controllo dei propri fondi: è questo il nuovo movimento che accompagnerà il mondo che conosciamo fino alla prossima rivoluzione. 

Le potenzialità della blockchain: non solo finanza

Basti pensare che la prima applicazione in assoluto della blockchain è stata proprio finanziaria, con l’introduzione di una rete decentralizzata che supportasse l’utilizzo della prima moneta elettronica al mondo, il Bitcoin.

Tutto questo si deve a Satoshi Nakamoto, chiunque lui/lei sia (o loro).  

Nel complesso, però, la blockchain come tecnologia ha ancora tanto da offrire e non tutte le potenzialità sono state ancora sfruttate, o tantomeno scoperte. La strada è ancora lunga, ma quello che è certo è il futuro!

La visione di Cardano

E questo Charles Hoskinson lo sa bene. Fondata nel 2017, Cardano ha sempre avuto un approccio scientifico e meticoloso. Proprio per questo, a differenza di altre blockchain di terza generazione, il suo ecosistema non è ancora del tutto sviluppato.

Complice l’attesa dell’aggiornamento Vasil, di estrema importanza per poter gettare solide basi al miglioramento della scalabilità e dell’efficienza della rete. 

Ecco spiegato perché, a differenza di altre blockchain di terza generazione, Cardano sta crescendo molto lentamente. 

Ora che le fasi principali della roadmap di Cardano sono concluse – tranne l’ultima di Voltaire – ci si può concentrare sulla diffusione di un’idea che ha tutte le carte in regole per diventare uno standard del settore.

A tal proposito, Charles Hoskinson, CEO di IOG e co-fondatore di Cardano, dichiara: 

“IOG sta lavorando con l’Università di Edimburgo da un po’ di tempo ormai, e sono entusiasta che questo nuovo hub di ricerca ci permetterà di continuare a progredire nel nostro settore. Lavorare con le principali istituzioni come quella di Edimburgo, al fine di creare questi hub di ricerca in ambito blockchain, è essenziale per la nostra visione di rendere il rigore accademico uno standard per quest’industria. Il nostro obiettivo finale con quest’hub è quello di permettere allo sviluppo della blockchain di crescere più rapidamente, basandosi sulle nuove scoperte che emergeranno”.

Queste sono le parole di un uomo che ha una visione di insieme ben precisa: lo stesso uomo che tutti hanno conosciuto grazie al famoso whiteboard di Cardano

Lo sviluppo della DeFi in Cardano

Basti pensare che l’ecosistema DeFi di Ethereum ha iniziato a prendere piede nel 2017 e, con gli ATH toccati dal mercato crypto a novembre 2021, ha raggiunto un TVL pari a 110 miliardi di dollari. 

In quel momento, il settore DeFi di Cardano era praticamente privo di valore, mentre ad oggi vanta un TVL di circa $53 milioni.

Paradossalmente, il suo ATH di $326 milioni è stato raggiunto a marzo del 2022. Insomma, neanche lontanamente vicino alle cifre di Ethereum.

La categoria più sviluppata finora è quella dei DEX, il che ha senso, perché permette di creare le basi per la creazione successiva di piattaforme di Lending & Borrowing.

La cosa davvero interessante è che, grazie alla composizione dell’infrastruttura del protocollo Ouroboros, possono essere concepite soluzioni più complesse che su altre blockchain non possono essere sviluppate. 

Ad esempio, grazie anche all’innovativo modello di contabilità EUTXO (Extended Unspent Transaction Output) sarebbe possibile eliminare quasi del tutto il rischio della cosiddetta impermanent loss, derivante dalla partecipazione alle pool di liquidità nei DEX. 

Tra i progetti più interessanti attesi dalla community di Cardano ci sono sicuramente Liqwid e Maladex

Tornando al settore DeFi, a differenza di quello che molti potrebbero pensare, i numeri fanno ben sperare. Cardano ormai è una delle principali blockchain di riferimento, nonché una realtà solida e ben affermata. Questo lo conferma ADA, la crypto nativa della rete, che attualmente si trova in nona posizione tra le criptovalute a più alta capitalizzazione. 

La speranza di un futuro migliore

Il fatto che l’ambito di applicazione blockchain più sviluppato in assoluto sia ancora in “early stage” su questa rete, proietta all’orizzonte una visione di sviluppo sostenibile.

Alla luce delle ultime vicende, come il crollo dell’ecosistema Terra, e il più recente fallimento di FTX, è chiaro che il mercato ha bisogno di una realtà come quella di Cardano. 

Il mercato è ai minimi storici e perde circa l’80% del suo valore complessivo. In questo momento, tutti hanno bisogno di una bella dose di fiducia per far ripartire un mercato che deve ancora donare tanto. 

Eliano Martellucci

Eliano è laureato in Economia e gestione aziendale e sta per concludere gli studi specialistici in Finanza presso l'Università di Trento (UNITN). Si appassiona al mondo crypto e blockchain durante l'estate del 2017 e da lì non lo ha più abbandonato. Ora lavora come editor & SEO specialist in Cryptonomist, scrive articoli ed investe, sia in asset Blue Chip, che in fase iniziale. Inoltre, sta sviluppando il suo ultimo progetto di tesi dal titolo: "Uno studio sulla Sentiment Analysis del mercato crypto attraverso algoritmi di Machine Learning in python".

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