Il fondatore del crypto exchange FTX rilascia interessanti dichiarazioni al DealBook Summit
Il fondatore del crypto exchange FTX rilascia interessanti dichiarazioni al DealBook Summit
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Il fondatore del crypto exchange FTX rilascia interessanti dichiarazioni al DealBook Summit

By Alessia Pannone - 2 Dic 2022

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Ce lo siamo chiesto tutti: il fondatore dell’exchange di crypto FTX, Sam Bankman-Fried (SBF), parlerà o no? Questa è stata la grande domanda nella mente dei partecipanti al DealBook Summit di mercoledì.

Alla fine, il magnate delle criptovalute caduto ha mantenuto la sua promessa nella sua prima apparizione pubblica dopo il crollo di FTX, il suo exchange commerciale. Andrew Ross Sorkin del Times lo ha interrogato per oltre un’ora in un’intervista che ha generato titoli e tweet in tutto il mondo.

DealBook, come ogni anno, ha tenuto la sua conferenza a New York, una giornata densa di discussioni ad alto livello con leader del mondo della politica, degli affari e della cultura. Tra cui, oltre SBF, abbiamo visto: Janet Yellen, segretario al Tesoro degli Stati Uniti; Mark Zuckerberg, CEO, Meta; Mike Pence, ex Vicepresidente degli Stati Uniti e altri ancora. 

Tutto ciò che SBF, fondatore di FTX, ha detto al DealBook Summit 

SBF, come è noto, ha affrontato molte domande, e ne ha schivate anche tante altre, al DealBook Summit di New York. In particolare, dopo la conferenza, ha scritto sul suo account Twitter quanto segue: 

“Espansione su DealBook: quando ho depositato, sono abbastanza sicuro che FTX US fosse solvibile e che tutti i clienti statunitensi potessero essere integri. Che io sappia, lo è ancora oggi. Mi aspettavo che accadesse. Sono sorpreso che non sia così. Non sono sicuro del motivo per cui i prelievi negli Stati Uniti sono stati disattivati.” 

Nello specifico, al CEO di FTX sono state chieste spiegazioni in merito a come come la sua attività sia fallita il mese scorso. C’è curiosità, molta, intorno al tema, perché il crollo di FTX ha rappresentato un tracollo multimiliardario che potrebbe richiedere anni per risolversi nei tribunali fallimentari. 

Inoltre, il calvario dell’exchange FTX ha anche spazzato via gran parte della ricchezza personale di SBF, passando da miliardi a milioni nel giro di ventiquattrore. Mentre SBF parlava, è stato sempre più evidente il fatto che le fortune perdute non sarebbero state recuperate. Finché, alla fine, ha ammesso di aver combinato un disastro. 

Inoltre, Sam Bankman-Fried ha detto che non ha mescolato consapevolmente i fondi dei clienti FTX con quelli di Alameda Research, il braccio commerciale dell’exchange, che fungeva da market maker su FTX, facilitando le transazioni dei clienti e facendo le proprie scommesse con leva molto rischiose.

Ciò viene riportato anche nell’account Twitter ufficiale di Blockworks, in cui si legge: 

“SBF: ‘Non ho consapevolmente mescolato fondi’.”

Altre dichiarazioni del fondatore dell’exchange di crypto FTX: ammissioni e discolpe

SBF, nella lunga intervista in cui è stato messo sotto la luce dei riflettori per la prima volta dopo il crollo di FTX, ha fatto importanti dichiarazioni tra ammissioni di colpevolezza per quanto accaduto e giustificazioni in merito alle sue azioni. 

Nello specifico, ha negato di aver commesso consapevolmente una frode, dicendo che non ha mai provato a commettere frodi ai danni di qualcuno. Inoltre, ha affermato di non essersi reso conto della situazione pericolosa in cui si trovavano le aziende, finché non è stato troppo tardi. 

Fin qui, dunque, SBF sembra un innocente vittima lui stesso del crollo del suo exchange. Se non che dopo ha ammesso che sono stati commessi grossi errori, tra cui una gestione del rischio scadente se non inesistente e nessuna supervisione per proteggere i conti dei clienti.

Tuttavia, ha riconosciuto di aver sempre detto la verità: 

“Non conosco le volte in cui ho mentito. Sono stato sincero quanto so di essere.” 

Inoltre, ha sottolineato che le donazioni politiche che aveva fatto, di cui i documenti mostravano somme che ammontano a $40 milioni, non erano intese come un tentativo di acquistare l’accesso ai legislatori.

Considerazioni in merito al crollo di FTX e all’inverno crypto: vediamone alcune 

Non solo SBF ha rilasciato dichiarazioni in merito al crollo di FTX e alle conseguenze da esso provocate: turbolenze di mercato, prezzi delle monete in discesa e società in difficoltà. Un inverno crittografico a tutti gli effetti. 

Infatti, sull’account Twitter di Bitcoin Archive si legge:

“Il crollo di FTX non diminuirà l’ambizione del Regno Unito di diventare un centro globale di criptovalute – Segretario economico del Regno Unito.”

Dunque, apparenti buone notizie almeno dal Regno Unito che, seppur in un momento di grande difficoltà per il mondo blockchain, non si lascia affatto scoraggiare e continua ancora a credere nella potenza delle criptovalute. 

Anche Larry Fink, amministratore delegato di BlackRock, al DealBook summit ha parlato a proposito del crollo di FTX, non trattenendosi affatto. Infatti, ha affermato che secondo lui i dirigenti potrebbero essere colpevoli di una sorta di comportamento scorretto di grande conseguenza. 

Inoltre, ha dichiarato che i venture capitalist, che hanno contribuito a finanziare l’exchange, hanno almeno una parte della colpa. A quanto pare, anche BlackRock aveva investito ingenti somme in FTX, 24 milioni di dollari per l’esattezza. 

Fink ha anche predetto che la caduta di FTX avrebbe indotto le società di capitale di rischio a ripensare a dove avrebbero investito i loro soldi. 

“Non andrà a tutte queste cose che ci hanno fornito una buona utilità per ottenere il cibo più velocemente o trovare un taxi prima. Penso che sarà una scienza molto più dura e richiederà molta più comprensione tecnica”.

Infine, anche Janet Yellen, segretario al Tesoro degli Stati Uniti, ha detto la sua in merito a tutto ciò che è recentemente accaduto nell’universo delle criptovalute. 

In particolare, Yellen ha chiesto una maggiore regolamentazione del settore delle criptovalute, etichettando il crollo di FTX di Mr. Bankman-Fried un “momento Lehman” per l’industria e ribadendo il suo scetticismo nei confronti dell’industria.

“Penso che tutto ciò che abbiamo vissuto nelle ultime due settimane, ma anche prima, dica che questo è un settore che ha davvero bisogno di una regolamentazione adeguata, e non è così”. 

Inoltre, Yellen ha aggiunto che è stata una fortuna che i problemi non si siano riversati sul settore finanziario tradizionale. Poiché, a suo giudizio, le criptovalute sono abbastanza grandi da causare danni sostanziali agli investitori e, in particolare, alle persone che non sono molto ben informate sui rischi che stanno assumendo. 

Alessia Pannone

Laureata in scienze della comunicazione e attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in editoria e scrittura. Scrittrice di articoli in ottica SEO, con cura per l’indicizzazione nei motori di ricerca, in totale o parziale autonomia.

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