Ripple (XRP) sarebbe tra le tecnologie più ecosostenibili
Ripple (XRP) sarebbe tra le tecnologie più ecosostenibili
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Ripple (XRP) sarebbe tra le tecnologie più ecosostenibili

By Andrea Porcelli - 15 Dic 2022

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Gli esperti di cambiamenti climatici ritengono che Ripple (XRP) Ledger abbia la capacità di distinguere tra crediti di carbonio di bassa qualità e a valore aggiunto. 

In questo ultimo periodo è molto importante, per quanto riguarda l’industria delle blockchain, il concetto di sostenibilità e per questo molte aziende hanno cominciato ad evolversi sotto questo punto di vista. 

Basti pensare a Ethereum che all’inizio di quest’anno, ha abbandonato il suo meccanismo di consenso PoW e si è spostato su un meccanismo PoS più rispettoso dell’ambiente.

Chi si sta muovendo con passi audaci verso la direzione di sostenibilità è anche Ripple. Durante l’annuale conferenza il mese scorso a novembre, i relatori hanno discusso varie soluzioni a tema blockchain per far si che la sostenibilità sia il punto chiave dell’azienda. 

Ken Weber, l’uomo incaricato ai progetti per per la sostenibilità di Ripple, ha spiegato quale ruolo l’azienda può svolgere per migliorare la trasparenza, la responsabilità e la tracciabilità delle emissioni di gas serra.  

La nuova idea di Ripple (XRP) per cambiare il mondo

Mark Herrema, CEO di Newlight, durante la conferenza ha spiegato come l’azienda abbia sfruttato la potenza della blockchain per spingere l’uso di materiali negativi al carbonio per diversi casi d’uso industriali. 

Le società e gli acquirenti istituzionali che cercano di compensare le loro emissioni rimanenti possono acquistare questi crediti. Tuttavia, Mark Herrema spiega che non tutti i crediti sono uguali. Quindi, hanno bisogno di prezzi diversi. Mark vede un futuro in cui i crediti di carbonio sono meno mercificati, più differenziati e a valore aggiunto. Le sue parole:

“Proprio come c’è questa enorme differenziazione tra gli stock, c’è anche quella nelle riduzioni di carbonio. Una delle cose che troviamo molto importanti sulla blockchain, e in particolare sul libro mastro XRP, è la capacità di differenziare e avere un valore individuato per i crediti di carbonio. Penso che sia qualcosa di importante per lo sviluppo del mercato del carbonio.”

L’obiettivo di Ripple è audace ed è quello di eliminare il carbonio di bassa qualità e di superiore impatto per l’ambiente, a ciò si esposto Reilly O’Hara di CarbonCure che ai microfoni della conferenza, ha spiegato:

“Penso che sia qui che Ripple è davvero emerso come leader. Ma 50 gigatonnellate significa che abbiamo bisogno di 10, 50, 100 Ripple e devono investire in diecimila CarbonCures e Newlights. Ci vorranno grandi scommesse e investimenti in modo che entro il 2030-2050, queste tecnologie siano fuori dalla panchina e rimuovano il carbonio dall’atmosfera su larga scala.”

Ripple si conferma al momento una delle grande aziende che combattono per l’ambiente, uno dei grandi passi verso un futuro sostenibile che può far in modo di salvare molte persone. 

Causa Ripple vs SEC: il fondatore di Cardano è preoccupato per gli effetti collaterali

Siamo finalmente arrivati alla fine di una delle battaglie legali che ha segnato il mondo delle crypto: Ripple contro la Securities Exchange Commission (SEC). Il fondatore di Cardano, Charles Hoskinson, ha commentato in merito al potenziale esito della causa e secondo lui potrebbe risultare catastrofico per XRP e per l’intero mercato crypto.

“Ho sentito alcune voci sul fatto che il caso Ripple sarà risolto il 15 dicembre, e questo potrebbe avere implicazioni catastrofiche per il settore, in un modo o nell’altro.
Indipendentemente da ciò che accadrà, si tratta di un ecosistema decentralizzato. Gli Stati Uniti d’America non possono dire se Cardano vivrà o scomparirà, lo farete voi e il mondo intero, questo è lo scopo di un ecosistema decentralizzato.”

Così si è esposto il CEO di Cardano in un’intervista video, destando molte preoccupazioni per l’esito della causa. L’effetto delle dichiarazioni, ha scatenato i partecipanti alla community di Ripple, ma Charles Hoskinson, il CEO di Cardano, ha spiegato che le sue parole sono state mal interpretate e che non sta prevedendo nessuna catastrofe. 

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