L’exchange crypto Gemini accusato di aver mentito ai clienti
L’exchange crypto Gemini accusato di aver mentito ai clienti
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L’exchange crypto Gemini accusato di aver mentito ai clienti

By Marco Cavicchioli - 1 Feb 2023

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Le conseguenze del fallimento di FTX continuano a creare problemi nel settore crypto, in particolare agli exchange. Tra quelli principali a farne le spese maggiori sembra essere Gemini. 

Il programma crypto Earn di Gemini

Nello specifico il problema per Gemini è il suo programma Earn, già sospeso proprio all’indomani del fallimento di FTX. 

Questo problema nacque a causa della sospensione dei prelievi da parte di Genesis Global Capital. 

Si tratta pertanto della classica reazione a catena, partita probabilmente già a maggio 2022 con il depeg della stablecoin UST, che fece implodere l’ecosistema Terra/Luna, e che poi a sua volta gettò le basi per il fallimento di FTX con conseguente sospensione dei prelievi di Genesis. 

Gemini tuttavia non ha mai sospeso i prelievi per mancanza di liquidità, e ad oggi risulta ancora solvente, tranne proprio che per il programma Earn sospeso a novembre. 

Le accuse all’exchange crypto Gemini

L’exchange crypto infatti è stato accusato di aver mentito ai propri clienti proprio in merito alle caratteristiche di questo programma di investimento. 

Gemini aveva fatto intendere che gli investimenti nel programma Earn fossero sicuri grazie ad una sorta di assicurazione, mentre invece in seguito si è rivelato che il servizio si appoggiava ad un fornitore esterno non sicuro (Genesis). 

Le accuse sono state riportate da Axios, secondo cui Gemini avrebbe erroneamente fatto intendere che i fondi messi in Earn fossero protetti dall’assicurazione FDIC. 

FDIC, ovvero Federal Deposit Insurance Corp, è un’agenzia governativa statunitense che fornisce assicurazioni sui depositi delle banche fino a 250.000 dollari per depositante.

Affermare che i fondi sono protetti grazie all’assicurazione FDIC equivale a dire che fino a 250.000$ di deposito si avrebbe diritto all’intero rimborso della cifra anche in caso di fallimento. 

È invece emerso che i fondi depositati sul programma Earn non fossero assicurati, e per questo motivo Gemini è stata accusata di aver mentito. 

A quanto pare però l’exchange non ha mai espressamente affermato che l’assicurazione FDIC valesse anche per il programma Earn, ma secondo quanto dichiarato da Axios alle domande dei loro clienti in merito alla sicurezza dei fondi depositati su Earn alcune delle risposte di Gemini enfatizzavano proprio i collegamenti con la Federal Deposit Insurance Corporation.

ll problema, come sottolinea Axios, è che alcuni clienti non compresero che l’assicurazione FDIC in realtà non aveva nulla a che fare con i fondi del programma Earn, ma con quelli depositati sui conti di trading. Infatti alcuni clienti hanno esplicitamente affermato che le risposte di Gemini avevano fatto credere a loro che tutti i fondi depositati su Gemini fossero assicurati dall’agenzia governativa. 

I fondi dei clienti in Earn

Quindi i problemi per Gemini in questo momento sono due: i fondi dei loro clienti ancora bloccati sul programma Earn, e le accuse di aver mentito. 

Allo stato attuale delle conoscenze non risulterebbe però che per queste accuse l’exchange crypto sia sotto inchiesta dalle autorità, mentre invece risulta sotto indagine da parte della SEC per aver offerto una security non registrata. 

Da notare però che la legge statunitense proibisce esplicitamente di insinuare che un prodotto non assicurato sia assicurato dalla FDIC, quindi si ipotizza che possa essere lo stesso sotto indagine anche se non ancora ufficialmente. La società per ora si è rifiutata di rispondere a domande specifiche a riguardo. 

Ci sono comunque ancora circa 340.000 clienti del programma Earn che hanno quasi 1 miliardo di dollari ancora bloccati sulla piattaforma, e non è ancora chiaro se li potranno mai riavere indietro.

Infatti Genesis è ora in bancarotta, quindi è difficile immaginare che possa riuscire a coprire l’ammanco in tempi rapidi. Inoltre trattandosi di un miliardo di dollari non è nemmeno facile immaginare che possa coprirlo Gemini con fondi propri. 

Tuttavia lo stesso exchange pochi giorni fa ha comunicato via email ai propri clienti che sta lavorando per cercare di sbloccare i loro fondi, dopo essere stato denunciato da alcuni clienti del programma Earn negli stessi giorni. 

A tal proposito Gemini ha affermato che gli investitori che depositavano fondi su Earn avrebbero dovuto sapere che iscrivendosi al programma di fatto accettavano che i loro fondi sarebbero stati affidati in custodia a terzi, e che stavano affrontando un rischio di perdita totale. 

Le mezze menzogne

Quando si cerca di convincere un investitore ad investire i propri fondi su un prodotto finanziario ad alto rischio bisognerebbe assicurarsi di avergli fornito in modo chiaro e comprensibile tutte le informazioni utili per valutare correttamente il livello di rischio. 

Anche nel caso in cui tali offerte non venissero proposte fornendo vere e proprie informazioni false, o menzogne, l’eventuale mancanza di una corretta e completa informazione andrebbe comunque considerata una pratica disonesta. 

Questo ragionamento dovrebbe valere anche nel caso in cui le informazioni fossero formalmente corrette e complete, ma non chiare, ovvero di difficile comprensione per un utente non necessariamente esperto. 

Chi non fosse in grado di fornire un’informazione così chiara ad utenti non esperti farebbe meglio a limitarsi a fornire servizi finanziari solo ad utenti esperti, che in genere sono già al corrente di problematiche simili a quelle relative al programma Earn di Gemini. 

Spesso infatti per gli investitori dilettanti occasionali è estremamente difficile comprendere bene ed a fondo le articolate caratteristiche di prodotti finanziari complessi, tanto che risulta molto facile confonderli per fare intendere loro ad esempio che il livello di rischio non sia così tanto alto quanto in realtà è. 

A rigor di logica pertanto è assolutamente possibile che le autorità statunitensi ora se la prendano con Gemini per non aver offerto un buon servizio ai suoi clienti retail meno esperti. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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