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El Salvador: i Bitcoin bond arriveranno nel 2023?
El Salvador: i Bitcoin bond arriveranno nel 2023?
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El Salvador: i Bitcoin bond arriveranno nel 2023?

By Marco Cavicchioli - 4 Feb 2023

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Continua la telenovela dei Bitcoin bond che dovrebbe emettere El Salvador per finanziare la costruzione di Bitcoin City

El Salvador: il mancato lancio dei Bitcoin bond

L’annuncio del progetto di lanciare questi bond avvenne a novembre 2021, in piena bolla. 

In teoria avrebbero dovuto essere messi sul mercato a marzo dello stesso anno, ma il lancio alla fine saltò, nonostante venne dichiarato che c’erano 500 milioni di dollari di richieste. 

In realtà l’obiettivo di El Salvador era quello di raccogliere un miliardo di dollari, da destinare in parte alla realizzazione di Bitcoin City, in parte invece al mero acquisto di BTC. 

In effetti raccogliere dollari a marzo 2022 ed investirli in BTC non sarebbe stata una buona idea, dato quello che è accaduto dopo, quindi è possibile che abbiano deciso di rimandare il lancio dei bond in modo da attendere tempi migliori per acquistare Bitcoin. 

Tali tempi potrebbero essere arrivati, ora, quindi non stupisce che proprio a febbraio 2023 sembra che vogliano finalmente lanciarli. 

Il debito pubblico di El Salvador e l’emissione dei Bitcoin bond

Inoltre, c’era un potenziale grosso problema, legato proprio al debito pubblico del paese, che è stato risolto solo a fine gennaio. 

Il Paese ha un debito pubblico che pur non essendo eccessivamente elevato in rapporto al PIL (83%) non è comunque affatto semplice da sostenere. 

Con la crisi del 2020 dovuta alla pandemia schizzò in un solo anno dal 73% al 92% del PIL, anche a causa della riduzione del PIL stesso. 

Non deve essere stato semplice far fronte ad una così rapida ed importante impennata del rapporto tra debito e PIL, ma già l’anno successivo scese all’84%. 

Quindi non è ancora tornato ai livelli pre-pandemia, ma è già sceso parecchio, anche grazie al rimbalzo del PIL nel 2021. 

Dato che anche i bond sono a tutti gli effetti debito pubblico, e visto che diverse istituzioni finanziarie internazionali, come il Fondo Monetario Internazionale (FMI), hanno espresso parere negativo sulle strategie finanziarie del Paese, è possibile che il governo abbia dovuto rallentare un po’ in modo da poter prima dare un chiaro segnale della sostenibilità del suo debito. 

Non bisogna dimenticare infatti che tra i creditori di El Salvador c’è anche proprio l’FMI, che quindi ha voce in capitolo. 

Ora che la situazione sembra essersi addolcita, le probabilità che possa finalmente emettere i Bitcoin bond, detti anche Volcano bond, sembrano essere maggiori. 

Il lancio nel 2023?

Qualche giorno fa Bloomberg ha pubblicato un articolo in cui si ipotizza che il lancio dei Bitcoin bond di El Salvador possa avvenire nel corso di quest’anno. 

In particolare Bloomberg scrive che l’exchange crypto Bitfinex si aspetta che il token dell’obbligazione sia lanciato proprio nel corso di quest’anno.

Le obbligazioni infatti dovrebbero essere lanciate in formato tokenizzato, con i token creati dalla società specializzata Blockstream. I token del bond dovrebbero essere listati su Bitfinex in modo da poter essere acquistati dagli investitori. 

A dicembre dell’anno scorso il Parlamento di El Salvador ha approvato ufficialmente un’apposita legge che consente al Paese di emettere il primo bond. 

Secondo il CTO di Bitfinex, Paolo Ardoino, in questo momento dovrebbe esserci una domanda di mercato sufficiente per consentire a El Salvador di raccogliere l’intero miliardo di dollari che intende incassare dall’emissione del bond.

Tuttavia c’è ancora un passaggio burocratico da effettuare prima di poter effettivamente lanciare l’obbligazione, ovvero la creazione di un’autorità di regolamentazione dei titoli digitali, così da poter redigere il prospetto informativo per i potenziali investitori. 

Inoltre, Bitfinex deve ancora ottenere dall’autorità di regolamentazione locale la licenza per poter offrire lo scambio di security, e questo dovrebbe avvenire una volta che la sua sede di El Salvador diverrà operativa.

Sebbene Ardoino affermi che sono sulla buona strada per far accadere le cose in modo tempestivo, sembra che ci voglia ancora un po’ prima che il Bitcoin bond possa essere lanciato. 

Bitcoin in El Salvador

Dopo l’adozione di Bitcoin come valuta a corso legale, a fianco del dollaro USA, El Salvador sta cercando di diventare una sorta di hub crypto dell’America Latina. 

Infatti in America Centrale, dove è situato il piccolo Stato di El Salvador, attualmente non ci sono veri e propri hub crypto. Tuttavia potrebbe soffrire un’eventuale competizione con il Messico, ovvero uno Stato molto più grande e potente in cui da tempo iniziano ad intravedersi segnali di interessamento al mondo crypto. 

Il Messico però per ora non ha fatto alcun passo concreto per cercare di diventare un hub crypto, mentre El Salvador sì. 

Non bisogna però dimenticare che l’America Centrale è attigua, e molto simile, al Sudamerica. In Sudamerica ci sono in particolare due nazioni in cui le criptovalute potrebbero attrarre molto interesse, ovvero Brasile ed Argentina. 

Anzi in Brasile ci sono già molte persone interessate, ma la nazione non ha alcun hub crypto sul suo territorio. 

In Argentina la diffusione delle criptovalute è minore, ma dati gli enormi problemi che hanno con la loro valuta locale, è possibile che prima o poi l’interesse degli argentini si impenni. 

Senza dimenticare il Venezuela, dove è fallito l’esperimento della prima “criptovaluta” di Stato, e la vicina Colombia. 

Quindi le possibilità che El Salvador possa diventare l’hub crypto per eccellenza dell’America Latina ci sono, tanto che l’adozione di Bitcoin come valuta a corso legale ha già portati benefici da questo punto di vista. 

Sono infatti aumentati sia i turisti che si recano nel Paese, grazie anche al fatto di poter pagare comodamente in BTC con fee minime grazie all’utilizzo di Lightning Network, sia le attività imprenditoriali che stanno aprendo sedi nel paese, Bitfinex in primis. 

L’importanza di un quadro normativo favorevole

Il fatto è che essendo a tutti gli effetti Bitcoin valuta a corso legale, in El Salvador per forza di cose il quadro normativo è favorevole al suo utilizzo. Questo di fatto implica anche un quadro favorevole nei confronti dell’utilizzo di strumenti simili, come Ethereum e per certi versi le stablecoin. 

La stessa idea di creare Bitcoin City rivela piuttosto chiaramente le intenzioni del governo salvadoregno, ovvero quello di rendere il proprio territorio decisamente favorevole alle persone ed alle aziende che vogliono usare Bitcoin, e gli altri asset crypto. 

Dato che in America Latina non vi è ancora alcun vero e proprio hub crypto, e visto che le criptovalute iniziano a diffondersi in tutto il continente, la scommessa del presidente Bukele potrebbe alla fine rivelarsi un’ottima idea, soprattutto se effettivamente molte imprese crypto decideranno di operare anche con sedi territoriali situate fisicamente in El Salvador. 

In altri termini sembra che il Paese stia costruendo volontariamente, ed appositamente, un ambiente favorevole al settore crypto, così da attrarre aziende ed individui, aprendo di fatto un intero nuovo mondo di opportunità economiche che storicamente invece scarseggiano. 

El Salvador infatti non è solo un Paese povero (111° al mondo per PIL pro-capite, su 196 Paesi totali), ma ha anche alle spalle una storia recente fatta di violenze, soprusi, corruzione, dittatura, da cui non vede l’ora finalmente di uscire. 

In effetti nel corso dell’ultimo decennio ha fatto già molta strada per uscire fuori da quella condizione al limite dell’accettabile per un Paese dell’America Latina, e diventare un hub crypto potrebbe finalmente dargli la grande occasione anche per uscire dalla povertà, qualora molte aziende crypto aprissero sedi fisiche ed attive sul suo territorio. 

Si tratta comunque di un percorso molto lento ed incidentato, ma la via ormai sembra aperta. In assenza di forti competitor in quell’area del mondo le probabilità che possa farcela sono decisamente maggiori di zero. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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