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Hermès plagiato da un NFT

Il messaggero greco Hermès, ispiratore del nome della maison francese, consegna la vittoria nella causa per la collezione NFT “Metabirkins”. 

Tra Hermès e Mason Rothschild, l’artista che ha creato la collezione NFT “Metabirkins”, si è giunti ai titoli di coda. 

La famosa Maison francese aveva a suo tempo accusato l’artista di aver sfruttato il nome e l’immagine di Hermès per vendere NFT. 

Mercoledì è arrivata finalmente la sentenza che mette un punto alla diatriba e diventa cruciale per gli NFT. 

Hermès: la collezione NFT incriminata

Mason Rothschild, artista eclettico del panorama NFT e non solo, due anni fa ha lanciato la collezione “Metabirkins”. 

La collezione NFT è stata descritta dallo stesso artista come:

“una raccolta di 100 NFT unici creati con pelliccia sintetica in una gamma di colori contemporanei ed esecuzioni grafiche”.

In sostanza le iconiche borse della casa di moda francese Hermès riprodotte con i colori che piacevano all’artista in formato NFT. 

La collezione ha avuto un successo enorme al punto da portare a casa ad oggi più di 200 ETH ovvero 331.684 dollari americani. 

La casa di moda non ha digerito quanto fatto dall’artista ed ha ritenuto di fare causa. 

La causa Hermès Vs Rothschild

Hermes ha sostenuto che la collezione NFT si giocasse del nome del brand per vendere. 

La citazione in giudizio di Rothschild ha proprio questo impianto giuridico ovvero si punta il dito sulla violazione del marchio.

Secondo l’artista ovviamente il fatto non sussiste poiché gli NFT godrebbero del Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti. 

La giuria non è stata della stessa opinione dell’artista motivando che l’emendamento non esclude la responsabilità.

Per il pool di avvocati che difendevano l’artista, il caso di Rothschild è paragonabile a quanto Andy Warhol ha fatto con la zuppa Campbell o la Coca-Cola. 

L’artista di NFT ha commentato in tribunale:

“Queste immagini e gli NFT che le autenticano non sono borsette. Non portano altro che significato”. 

Non sono stati della stessa opinione gli avvocati di Hermès che hanno ribattuto pesantemente e con fermezza a quanto espresso.  

Per l’accusa, Mason Rothschild è imputato per

“aver rubato la buona volontà nella famosa proprietà intellettuale di Hermes per creare e vendere la sua linea di prodotti”.

Il pericolo è quello che si riscontra nei falsi d’autore, vere e proprie opere d’arte del tutto simili agli originali ma che in realtà non lo sono. 

Questi falsi d’autore spesso vengono venduti a cifre importanti dando la sensazione a chi li compra di avere un originale. 

La possibilità di confondere gli NFT “Metabirkins” con le iconiche borse è alta. 

Inoltre l’URL “Metabirkins” per l’accusa è del tutto simile a quello usato dalla Maison francese pertanto va cambiato. 

L’avvocato di Hermès Oren Warshavsky, sostiene che la campagna di NFT ispirata al brand abbia venduto tanto proprio perché riconducibile alla Maison.

Mercoledì scorso a New York si è posta finalmente la parola fine alla querelle. 

La giuria della grande mela si è espressa in merito alla sentenza Hermès Vs Mason Rothschild per gli NFT “Metabirkins”. 

La giuria ha valutato che Rothschild è responsabile per la violazione del brand francese e la diluizione di quest’ultimo. 

Non solo violazione del marchio ma c’è dell’altro. 

Il primo Emendamento degli Stati Uniti d’America a cui si appellava la difesa è stato un boomerang per l’artista. 

Il primo Emendamento infatti non esula da responsabilità che hanno fatto pendere la bilancia della giustizia su Hermès. 

Alla fine della causa Rothschild è stato condannato in via pecuniaria ad un risarcimento poco inferiore ai guadagni della campagna NFT. 

Hermès dovrà incassare la bellezza di 133.000 dollari americani per danni commerciali e mancati incassi. 

Inoltre, la Maison francese dovrà ricevere 110.000 dollari americani per la violazione del brand e ulteriori 23.000 dollari dovuti a cybersquatting.

La sentenza emessa a New York è importante perché fa da spartiacque per il mondo NFT. 

Tutto è trasformabile in NFT ma la violazione del marchio è sempre dietro l’angolo ed è un confine a cui i tribunali sono molto sensibili. 

George Michael Belardinelli
George Michael Belardinelli
Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata
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