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Jerome Powell rassicura il settore crypto, ma nel frattempo la Fed alza i tassi di interesse

Jerome Powell, Presidente della Fed, ha preso la sua decisione di alzare i tassi di interesse dello 0,25%: come ha reagito il mercato crypto?

La mossa era stata ampiamente prevista e rappresenta un ulteriore passo avanti nella strategia della Fed per contenere l’inflazione.

Le motivazioni di Jerome Powell e la Fed e l’impatto sulle crypto

L’inflazione è un fenomeno economico che si verifica quando i prezzi dei beni e dei servizi aumentano costantemente nel tempo. 

Quando l’inflazione è elevata, le persone possono avere difficoltà a fare acquisti e le imprese possono avere problemi a gestire i loro costi. La Fed ha il compito di controllare l’inflazione negli Stati Uniti, mantenendo l’economia in una situazione di stabilità.

L’aumento dei tassi di interesse è uno strumento importante che la Fed utilizza per controllare l’inflazione. 

Quando la Fed aumenta i tassi di interesse, rende il denaro più costoso da prendere in prestito, il che significa che le persone e le imprese possono spendere meno. Questo a sua volta può aiutare a ridurre l’inflazione, in quanto disincentiva la domanda di beni e servizi.

La decisione della Fed di alzare i tassi di interesse è stata motivata in parte dall’andamento dell’economia americana. L’economia statunitense è in espansione da diversi anni e la disoccupazione è al suo livello più basso dal 1969. 

Ciò ha portato a un aumento della domanda di beni e servizi e ha fatto salire i prezzi. La Fed sta cercando di evitare che l’inflazione diventi troppo elevata, che potrebbe danneggiare l’economia a lungo termine.

Tuttavia, ci sono anche alcuni rischi associati all’aumento dei tassi di interesse. Ad esempio, l’aumento dei tassi di interesse può rendere più difficile per le imprese prendere in prestito denaro per investimenti e crescita.

Ciò potrebbe ridurre l’espansione economica a lungo termine. Inoltre, l’aumento dei tassi di interesse può rendere i prestiti più costosi per le persone che già lottano per far fronte ai loro debiti.

La Fed sembra essere consapevole di questi rischi e ha agito con cautela nell’alzare i tassi di interesse. 

L’aumento dello 0,25% è relativamente modesto e la Fed ha segnalato che potrebbe essere appropriato aumentare ulteriormente i tassi di interesse in futuro. Ciò potrebbe dipendere dall’andamento dell’economia statunitense e dell’inflazione.

Inoltre, la Fed ha anche annunciato di voler ridurre gradualmente il proprio portafoglio di titoli, che ha accumulato durante la sua politica di stimolo all’economia post-crisi finanziaria.

Ciò potrebbe avere un effetto simile all’aumento dei tassi di interesse, poiché ridurrebbe la quantità di denaro in circolazione.

La decisione della Fed di alzare i tassi di interesse sembra essere stata ben accolta dai mercati finanziari. Tuttavia, gli investitori sembrano aver compreso la necessità di contenere l’inflazione e la Fed ha segnalato di avere un piano chiaro per affrontare la situazione.

Ci sono però, anche alcune preoccupazioni riguardo all’impatto dell’aumento dei tassi di interesse sui pù Paesi in via di sviluppo e sull’economia globale.

Quando gli Stati Uniti aumentano i tassi di interesse, diventa più attraente per gli investitori spostare il proprio denaro negli Stati Uniti, il che potrebbe portare a una debolezza delle valute nei paesi in via di sviluppo. 

Inoltre, un aumento dei tassi di interesse negli Stati Uniti potrebbe aumentare il costo del debito per i paesi che hanno preso in prestito in dollari, rendendo più difficile per loro ripagare il proprio debito.

Per ora il mercato crypto, come ci si aspettava, ha reagito con un improssivo calo dei prezzi. Resta da vedere se tale discesa risulti una correzione fisiologica o l’ultimo momento del bear market. 

Le dichiarazioni del Presidente Jerome Powell

La decisione è stata presa nonostante le recenti tensioni nel sistema bancario, che secondo il presidente della Fed, Jerome Powell, non mettono a rischio i risparmi dei correntisti. 

Powell ha assicurato che il sistema bancario americano è solido, resiliente e ben capitalizzato e che la banca centrale ha gli strumenti per proteggere i depositi e mantenere la sicurezza del sistema bancario.

Tuttavia, le recenti difficoltà emerse in alcune piccole banche hanno spinto la Fed a ipotizzare una pausa nell’aggressiva campagna di rialzi dei tassi di interesse. 

Ma, dopo un “forte consenso”, è stata decisa una mini-stretta per dimostrare l’impegno a combattere l’inflazione che resta “troppo elevata”. 

Powell ha sottolineato che la strada per riportare l’inflazione al 2% è ancora lunga e accidentata e che potrebbero essere necessari ulteriori rialzi del costo del denaro. 

La Fed stima di arrivare alla fine dell’anno con tassi in media del 5,1%, ma potrebbe alzarli anche oltre se necessario. Alla fine del 2024, il costo del denaro è previsto intorno al 4,3%.

La decisione della Fed ha deluso Wall Street, che aveva sperato in una fine del ciclo rialzista. 

Tuttavia, Powell ha spiegato che la crisi bancaria ha un effetto disinflazionistico ancora da decifrare e che potrebbe rallentare l’economia, secondo molti analisti avviata o già in recessione. “La strada per un atterraggio morbido ancora esiste, cerchiamo di trovarla”, ha dichiarato Powell.

La decisione della Fed ha suscitato una forte reazione sul mercato azionario. Dopo l’annuncio, i listini che avevano accolto positivamente la mini-stretta hanno subito una brusca inversione di tendenza, con la speranza di una fine del ciclo rialzista che si è affievolita. 

Tuttavia, Powell ritiene che la crisi bancaria abbia un effetto disinflazionistico che potrebbe rallentare l’economia, ma che potrebbe anche aiutare la Fed a raggiungere il suo obiettivo di contenere l’inflazione.

Nonostante l’attenzione sulla crisi bancaria, la Fed ha anche rivisto leggermente al ribasso le stime per il PIL del 2023 e 2024. Il tasso di disoccupazione, invece, è previsto per quest’anno al 4,5%. In generale, la Fed ritiene che la strada per un atterraggio morbido dell’economia esista ancora e che sia necessario trovarla.

Tuttavia, la crisi delle banche ha portato alla luce alcune lacune nella supervisione del sistema bancario americano. Silicon Valley Bank, con più di 100 miliardi di dollari di asset, era sotto la supervisione della Fed ma ha subito un fallimento che ha sollevato alcune critiche sulla capacità della banca centrale di prevenire tali eventi. 

Powell ha aperto alla possibilità di un’indagine esterna sulla vigilanza della Fed su SVB e ha riconosciuto la necessità di una stretta delle norme e della supervisione delle banche.

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