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Bitcoin: regolamentazione più permissiva in futuro?

La regolamentazione di Bitcoin, e dei mercati crypto in generale, sembra essere al giorno d’oggi uno dei principali ostacoli che ne limitano l’adozione di massa. 

Non solo vi sono alcuni Paesi che di fatto ne vietano la compravendita o l’utilizzo, ma anche in alcuni di quelli in cui non vi sono divieti vi sono degli ostacoli normativi. 

Ad esempio la nuova regolamentazione MiCA dell’Unione Europea non le vieta, ma ne limita fortemente l’utilizzo in modo libero e senza particolari problemi. 

La questione diventa importante soprattutto in quei paesi in cui c’è un mercato ampio e profondo per le criptovalute, in primis USA e Cina. 

La regolamentazione Bitcoin in USA

Negli Stati Uniti d’America si sta discutendo molto su come regolamentare l’utilizzo e lo scambio delle criptovalute. 

Per ora sembra che governo e Parlamento si stiano orientando genericamente verso una regolamentazione abbastanza permissiva, più di quella europea, ma non tutti sono d’accordo. 

Va detto che l’anno prossimo ci sono le elezioni per la presidenza, quindi molti politici stanno già iniziando ad affilare le armi soprattutto in vista delle primarie. 

Per questo motivo alcuni, come la senatrice Elizabeth Warren, stanno addirittura organizzando la loro campagna elettorale prendendo di mira le criptovalute. Warren ad esempio ha proposto di creare una sorta di “esercito anti-crypto” per combattere le criptovalute, e potrebbe raccogliere alcuni consensi. 

Tuttavia non sembra che la maggioranza della classe politica statunitense stia con Elizabeth Warren. 

Anzi, c’è chi la pensa esattamente al contrario. 

Il candidato Presidente Robert F. Kennedy Jr. su Bitcoin

Robert F. Kennedy Jr. è figlio di Bob Kennedy, fratello del presidente John assassinato nel 1963, a sua volta assassinato nel 1968. 

Appartiene al Partito Democratico, come il padre Bob e lo zio John, ma anche come la stessa senatrice Warren. Questo dimostra che anche all’interno del Partito Democratico vi sono posizioni molto differenti. 

Infatti ieri Robert F. Kennedy Jr. ha dichiarato pubblicamente sul suo profilo Twitter ufficiale che le criptovalute come Bitcoin offrono una via di fuga dai problemi causati dalla politica monetaria della Fed. 

Kennedy ce l’ha con la Fed sia per la politica enormemente espansiva del 2020/2021, sia per l’intenzione di creare una sua CBDC. Inoltre, afferma che il governo degli USA, anch’esso democratico, voglia distruggere il settore crypto in combutta con i banchieri. 

Per Kennedy le CBDC sono uno strumento di controllo che riduce la libertà e la privacy degli americani, mentre Bitcoin combatte gli errori di politica monetaria delle banche centrali. 

Kennedy è un fortissimo sostenitore delle libertà personali, tanto da aver preso posizioni radicali ad esempio durante la pandemia e soprattutto il lockdown. 

Le sue posizioni contro i vaccini gli hanno attirato molte critiche, e per ora non è ancora riuscito a capitalizzare in qualche modo a livello elettorale. 

Il fatto è che si è candidato a sostituire Biden come candidato democratico alle elezioni presidenziali del prossimo anno. 

Sebbene ad oggi sia difficile immaginare che i democratici possano candidare qualcun altro che non sia l’attuale presidente, di fatto non è completamente impossibile nè che Kennedy riesca a scalzare Biden sostituendolo come candidato democratico, né che possa battere il candidato repubblicano il prossimo anno e diventare il prossimo presidente USA. 

Da notare però che, per ora, non ha ancora mai ottenuto alcun significativo risultato a livello elettorale, quindi sembra decisamente improbabile che possa battere Biden o il candidato repubblicano. 

La situazione in Cina

La situazione in Cina in teoria è chiara, dal punto di vista della regolamentazione crypto: è proibito comprare e vendere criptovalute. 

Questo in teoria avrebbe dovuto bloccare del tutto il mercato crypto cinese, che invece a quanto pare non si è bloccato affatto. Semplicemente i cinesi hanno trovato il modo di comprare e vendere criptovalute su exchange esteri. 

Da qualche tempo a questa parte circola l’ipotesi che la CIna possa rivedere questo blocco. Sebbene sia ancora solo una vaga ipotesi, dato che molto raramente il governo cinese ammette di essersi sbagliato, c’è un dettaglio che l’ha riportata alla ribalta proprio ieri. 

Infatti il fondatore di Tron, Justin Sun, ha riferito su Twitter che sulla versione cinese di Tik Tok sono comparsi gli aggiornamenti in tempo reale dei prezzi di Bitcoin. 

Douyin (così si chiama la versione cinese di Tik Tok) è a tutti gli effetti Tik Tok, ma rivolto agli utenti cinesi. Anzi, dato che l’app è della società cinese ByteDance, forse sarebbe meglio dire che Tik Tok è la versione internazionale di Douyin. 

Pare che Douyin abbia più di 700 milioni di utenti, ed essendo in cinese è utilizzata primariamente proprio dai cinesi. 

Sebbene ByteDance sia un’azienda privata, di fatto Douyin è sempre sotto osservazione da parte del governo cinese, che già più volte è intervenuto per imporre modifiche o controlli. 

Quindi la decisione di aggiungere gli aggiornamenti in tempo reale dei prezzi di Bitcoin non necessariamente è stata presa di comune accordo con le autorità cinesi, ma in teoria ByteDance non l’avrebbe dovuta prendere se avesse saputo che in questo modo rischiava la chiusura. 

Quindi resta da capire se sia una sorta di sfida alle autorità, dato che la popolazione cinese non pare favorevole ai blocchi imposti dal governo sulle criptovalute, oppure se sia una decisione in qualche modo consentita dalle autorità stesse. Qualora queste non si opponessero, lo si potrebbe interpretare come un segno di un qualche tipo di cambiamento in atto in Cina per quanto riguarda l’atteggiamento governativo nei confronti del settore crypto. 

La regolamentazione su crypto e Bitcoin diverrà più permissiva?

È difficile affermare che esistono segnali chiari del fatto che la regolamentazione nei confronti delle criptovalute in futuro diverrà più permissiva, ma perlomeno per quanto riguarda Bitcoin sembra vi siano possibilità che gli Stati lo accettino come un asset comune, soprattutto sui mercati finanziari. 

Con il bear-market del 2022 che sembra ormai alle spalle, i detrattori delle criptovalute potrebbero ridursi un po’, e magari con l’andare del tempo i sostenitori di Bitcoin potrebbero tornare ad aumentare. 

Forse ci vorranno anni, ma per quanto riguarda Bitcoin in futuro le regole statali potrebbero in effetti in qualche modo risultare relativamente permissive. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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