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Azioni di Coinbase stranamente in calo

Nelle ultime sedute del Nasdaq l’andamento del prezzo delle azioni Coinbase non ha seguito pedissequamente quello di Bitcoin e dei mercati crypto. 

Dall’inizio dell’anno invece i due andamenti spesso erano risultati simili, ma negli ultimi giorni la situazione per Coinbase è peggiorata. 

Il confronto tra le azioni di Coinbase e Bitcoin

Nel corso del 2023, sia il prezzo delle azioni di Coinbase che quello di BTC hanno fatto registrare tre periodi di crescita. 

Il primo periodo, a gennaio, i due andamenti erano risultati davvero molto simili, ma già durante il secondo c’era stata una significativa differenza. 

Infatti, dopo la metà di marzo il prezzo di Bitcoin aveva raggiunto un nuovo massimo annuale superiore del 19% rispetto a quello di inizio febbraio, mentre il prezzo delle azioni Coinbase aveva fatto segnare il nuovo massimo annuale solamente a +3% rispetto a quello precedente. 

Oltretutto la discesa di fine febbraio ed inizio marzo era stata più ampia per il prezzo di BTC, quindi il titolo Coinbase in teoria partiva da un punto già più alto. 

Il grosso della differenza però c’è stato durante il terzo periodo di crescita, quello di metà aprile. 

Infatti Bitcoin ha fatto registrare un nuovo massimo annuale a +7% rispetto a quello di marzo, mentre invece il livello massimo toccato ad aprile dalle azioni Coinbase è stato addirittura del 16% inferiore. 

Negli ultimi giorni c’è stato un vero e proprio scollamento, con il prezzo di Bitcoin in risalita ed il titolo Coinbase in discesa. 

La discesa del prezzo delle azioni Coinbase

Fino al 25 aprile i due andamenti erano stati simili, anche se con alcune differenze che sono andate ampliandosi nel corso dei mesi. Ma a partire da quel giorno c’è stato un vero e proprio disaccoppiamento. 

Il prezzo di BTC è salito da 27.400$ ad oltre 29.000$, mentre quello delle azioni Coinbase è sceso da 54,8$ a 54,2$. 

Ma perchè in questi ultimi giorni il titolo Coinbase è in calo con Bitcoin ed i mercati crypto in leggera risalita?

La causa potrebbero essere i problemi che l’exchange sta avendo con la SEC. 

I problemi con la SEC

Qualche giorno fa l’exchange statunitense si è rivolto ad un giudice federale chiedendo di costringere l’agenzia governativa che vigila sui mercati finanziari delle security a pubblicare una risposta ad una petizione della stessa Coinbase di luglio 2022. 

All’epoca, infatti, l’exchange chiese se l’industria crypto sarebbe stata regolamentata utilizzando solo le regole già in vigore per gli altri asset finanziari, o se c’era da aspettarsi l’introduzione di regole nuove ad hoc. 

La SEC decise di non rispondere, anche perchè non è l’agenzia a fare le leggi, ma il Congresso. 

Ieri, però, il CEO di Coinbase, Brian Armstrong, ha pubblicato su Twitter una loro “Wells response” alla SEC. 

Questa risposta si riferisce all’avviso ricevuto a marzo dall’exchange, ed emesso dalla SEC per avvertire la società che erano state individuate potenziali violazioni delle leggi statunitensi sulle security. 

La posizione di Coinbase

Secondo l’exchange, la SEC ha sbagliato a non fornire linee guida chiare per le sue recenti azioni in tal senso. Coinbase afferma che tali obiezioni avrebbero dovuto essere poste ad aprile 2021, quando la società si quotò in borsa, e non lasciar fare per poi intervenire quasi due anni dopo. 

In effetti, la SEC dovrebbe proteggere i consumatori e gli investitori, e quindi in questi casi dovrebbe avvertirli il prima possibile. 

Tuttavia, la questione in realtà dal punto di vista strettamente tecnico non riguarda investitori e consumatori, ma il rapporto tra la società Coinbase e le leggi statunitensi.

L’eventuale impatto sugli investitori è una conseguenza indiretta di come evolverà la procedura di ispezione ed analisi della SEC. 

La posizione della SEC

La SEC sostiene che molte criptovalute siano security, e non commodity come Bitcoin, ed è possibile che in diversi casi abbia ragione. 

Le security sono contratti di investimento in cui l’acquirente di un asset può guadagnare rendimenti finanziari solo grazie al lavoro del venditore. 

Questa definizione potrebbe calzare su diversi progetti crypto in cui token vengono messi sul mercato con la promessa di guadagni. 

Gli exchange che listano molti token e criptovalute minori sono più esposti al rischio di venire accusati di aver permesso l’acquisto di security non registrate, perchè è più probabile che progetti crypto con team e community per nulla ampi possano rientrare nella definizione di cui sopra. 

Il problema di Coinbase: questo avrà ripercussioni sulle performance delle azioni?

Pertanto il rischio che Coinbase possa alla fine venir ritenuta colpevole di aver permesso l’acquisto di security non registrate è reale, ed è forse per questo motivo che gli investitori sembra abbiano iniziato a prendere un po’ le distanze dal suo titolo in borsa, nonostante il rimbalzo dei mercati crypto. 

Il fatto che una decina di giorni fa l’exchange ha velatamente minacciato di andarsene dagli USA non ha certo contribuito a placare gli animi. 

Anzi, ha acuito i dubbi degli investitori, che forse temono che l’exchange possa finire per essere in qualche modo bandito dal mercato USA, ovvero il suo mercato principale, come conseguenza del peggior scenario possibile tra tutti quelli che si possono ipotizzare in merito all’evoluzione di questa diatriba. 

Non va però dimenticato che non è la SEC a fare le leggi, ed il Congresso USA potrebbe prendere una posizione completamente diversa. 

L’attuale atteggiamento di Coinbase potrebbe anche servire proprio per cercare di rafforzare la sua azione di lobby politica nei confronti del parlamento statunitense, anche se ad oggi è difficile dire se questa strategia stia pagando oppure no.

Probabilmente la vicenda andrà avanti ancora per diverso tempo, e non è affatto detto che si concluderà con una sconfitta dell’exchange. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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