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Previsione per il prezzo di Bitcoin: c’è chi dice 160.000$

In questi giorni sta circolando una previsione riguardante il prezzo di Bitcoin piuttosto ottimistica. 

Prima di analizzarla è però necessario contestualizzarla, altrimenti è difficile capire perchè va considerata come particolarmente ottimistica. 

La previsione del prezzo basata sui cicli di Bitcoin 

Bitcoin ha un ciclo abbastanza preciso e prevedibile. 

Non si tratta, però, di un ciclo legato al prezzo, o ai mercati, ma di tipo tecnico. È infatti il ciclo della politica monetaria di Bitcoin. 

Tutti i BTC esistenti al mondo (sono circa 19,4 milioni) sono stati creati come premio per i miner. 

Infatti, nel protocollo Bitcoin, che è inviolabile e non modificabile, c’è scritto che inizialmente venivano regalati 50 BTC creati dal nulla a chi riusciva a minare un blocco, e che tale premio sarebbe dimezzato esattamente ogni 210.000 blocchi. 

Nel protocollo c’è anche scritto che più o meno deve venir minato un blocco ogni circa 10 minuti, e grazie alla variazione automatica della difficulty sono più di 14 anni che in media tra un blocco e l’altro passano per l’appunto poco meno di 10 minuti. 

Facendo i calcoli, viene fuori che il premio si dimezza ogni circa 4 anni, e questo è il vero ciclo immutabile e prevedibile di Bitcoin.

Fino ad oggi il tempo trascorso tra un halving e l’altro è stato di poco più di 3 anni e 10 mesi, e con halving si intende proprio il dimezzamento del premio dato ai miner. 

La politica monetaria di Bitcoin

L’halving è l’unica misura di politica monetaria di Bitcoin. 

Inizialmente per ogni blocco minato venivano creati ed emessi 50 BTC, ovvero circa 7.200 BTC al giorno, ma a partire da novembre 2012 sono scesi a 25 a blocco (3.600 al giorno). 

Il secondo halving c’è stato a luglio del 2016, ed ha portato il premio a 12,5 BTC a blocco (1.800 al giorno), mentre l’ultimo halving c’è stato a maggio 2020 e lo ha portato agli attuali 6,25 (900 al giorno). 

Il prossimo halving ci sarà tra aprile e maggio dell’anno prossimo. 

Di questo ritmo, nel 2140 circa non verranno creati più nuovi BTC, e nemmeno Satoshi. Un Satoshi è l’unità più piccola in cui è frazionabile un Bitcoin sulla sua blockchain, e corrisponde ad un centomilionesimo di BTC. 

L’impatto dei miner sul prezzo

Al giorno d’oggi il mining di Bitcoin è un’attività che richiede il consumo di grandi quantità di energia elettrica. 

Dato che i miner incassano BTC, sono di fatto costretti a venderle gran parte per poter acquistare energia elettrica da pagare necessariamente in valuta fiat. 

Questo significa che quando il premio dato ai miner viene dimezzato, si riduce anche in modo significativo la quantità di BTC che i miner possono vendere per finanziare la loro attività. 

In altri termini, l’halving tende ad avere un impatto negativo sull’offerta di BTC sul mercato, tanto che se la domanda rimane costante il prezzo non può fare altro che aumentare. 

Tuttavia, va sottolineato il fatto che non vi è alcuna certezza che la domanda di BTC possa rimanere costante dopo un halving, o addirittura aumentare. 

Bitcoin: la previsione del prezzo per il prossimo halving

Alla luce di ciò non stupisce che siano in molti coloro che credono che dopo l’halving del prossimo anno il prezzo di Bitcoin possa aumentare. 

Tuttavia non bisogna dimenticare nè che il prezzo attuale è inferiore ai 27.000$, nè che il massimo del 2023 si è fermato poco sopra i 31.000$, e che nemmeno il massimo di sempre è riuscito a sfondare il muro dei 70.000$. 

La previsione ottimistica è stata pubblicata dall’analista crypto TechDev su Twitter, ed ipotizza che il prezzo di BTC possa superare i 160.000$. 

A dire il vero TechDev specifica che non si tratta di una vera e propria previsione, ma di una proiezione del prezzo di Bitcoin sulla base dell’interpretazione storica del grafico del prezzo fino ad oggi. 

Tuttavia, tale proiezione è in linea con le previsioni di diversi altri analisti riguardanti la parabola del prezzo di Bitcoin dopo il prossimo halving. 

160.000$ dopo il prossimo halving

C’è una cosa però che non quadra nella proiezione di TechDev. 

Se infatti il prossimo halving avverrà al massimo ad aprile 2024, la proiezione di TechDev invece mostra il raggiungimento dei 160.000$ già a dicembre di quest’anno. 

Infatti, prende in esame il periodo trascorso in passato tra un picco e l’altro, e sulla base di tale storico arriva ad ipotizzare che il prossimo picco potrebbe avvenire a dicembre 2023. 

In realtà, sembra piuttosto difficile che il prezzo di BTC possa far registrare nuovi massimi storici ancor prima del prossimo halving. 

Inoltre, per poter ipotizzare il raggiungimento di cifre tali dai livelli attuali sarebbe necessario ipotizzare che da qui fino a fine anno si gonfi una nuova bolla speculativa. 

L’ipotesi di una bullrun caratterizzata da una vera e propria bolla speculativa già nel corso del 2023 è da molti considerata remota, anche se qualcuno crede sia possibile a causa dell’eventuale crollo del dollaro USA. 

Tuttavia, se si ignorano le tempistiche, il picco massimo mostrato dalla proiezione di TechDev, compreso in un intervallo tra 160.000 e 180.000$, è molto simile a quello di altre previsioni, sebbene successive all’halving. 

Il problema, però, è che la proiezione di TechDev si basa proprio sulle tempistiche, quindi ignorare le tempistiche significa di fatto invalidare la proiezione. 

Quota 100.000$

Se il raggiungimento di quota 160.000$ appare molto ottimistico, dato il precedente massimo storico a 69.000$, sembrerebbe invece un poco meno ottimistico se si prendesse in considerazione quota 100.000$. 

Infatti nel 2021 in molti si aspettavano il raggiungimento di questa quota, che però non è arrivata. 

Il fatto è che nella prima metà del 2021 ci fu una prima potentissima bull run che portò il prezzo di BTC da circa 10.000$ a 64.000$. 

In seguito ci fu una forte correzione, che lo fece scendere a 30.000$, che fu dovuta primariamente al ban cinese del mining e del trading crypto

Venendo a mancare il grosso dei capitali cinesi sui mercati crypto, la seconda bullrun del 2021 non riuscì a portare il prezzo di Bitcoin sopra i 70.000$, e quota 100.000$ non fu nemmeno avvicinata. 

Ora però a partire da giugno potrebbero iniziare a tornare i capitali cinesi sui mercati crypto, dato che Hong Kong ha deciso di concedere agli exchange crypto registrati di poter tornare ad operare in modo lecito. 

Inoltre nei due precedenti bear-market post-bolla il prezzo di Bitcoin era sempre sceso dell’85% rispetto ai massimi, mentre nel 2022 ciò non è avvenuto. 

Se si considerano i 15.500$ toccati a novembre 2022 come il bottom del terzo bear-market post-bolla, curiosamente si scopre che per fare un -85% dal massimo storico questo avrebbe dovuto essere proprio a quota 100.000$. 

Quindi non è affatto assurdo immaginare che i 100.000$ nel 2021 fossero nell’aria, e non siano arrivati solo per la mancanza dei capitali cinesi. E con il ritorno dei capitali cinesi anche quota 160.000$ post-halving non sembra così assurda. 

Rimane, invece, eccessivamente ottimistico considerarla una quota raggiungibile entro fine anno. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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