HomeBlockchainRegolamentazioneChainalysis: le aziende crypto devono prepararsi al MiCA

Chainalysis: le aziende crypto devono prepararsi al MiCA

Il cosiddetto MiCA (Market in Crypto Assets) è la nuova regolamentazione crypto dell’Unione Europea. 

È già stata approvata in via definitiva, ma entrerà concretamente in vigore solo l’anno prossimo. 

Tuttavia a quanto pare le aziende crypto che volessero lavorare nei Paesi UE farebbero meglio ad iniziare già da ora ad attrezzarsi per diventare conformi alla nuova regolamentazione. 

MiCA: le dichiarazioni di Chainalysis sul quadro normativo crypto in UE

Chainalysis è una delle maggiori società al mondo di analisi su blockchain. 

È fondata addirittura nel 2014, ovvero l’anno della chiusura di Mt.Gox, ed è quindi la prima società al mondo ad aver iniziato a fare tracciamento di Bitcoin on-chain. 

Ha sede a New York City, ed offre software per analizzare le transazioni pubbliche su blockchain, tanto che tra i suoi clienti ha anche l’FBI. 

Oltre ad essere esperti di analisi e tracciamento on-chain, ormai in Chainalysis hanno sviluppato anche una certa esperienza per quanto riguarda la conformità normativa delle operazioni in criptovalute, e visto che collaborano con molte attività hanno sviluppato competenze specifiche anche nell’analisi della conformità normativa stessa delle aziende crypto. 

Come riferisce news.cnyes.com, durante un recente webinar la responsabile della politica europea di Chainalysis, Janet Ho, ha affermato che le aziende crypto dovrebbero iniziare a prepararsi fin da ora all’entrata in vigore del MiCA, anche se tale regolamentazione non sarà implementata fino alla fine del prossimo anno. 

Infatti secondo Ho in alcuni casi potrebbero essere necessari dai quattro ai cinque mesi per ottenere una licenza MiCA. 

Inoltre, Ho invita a non considerare la conformità normativa come un onere, perchè sottolinea che ci sono vantaggi nell’essere autorizzati. Il punto è che, una volta ottenuta la licenza, si può espandere la propria attività all’interno dell’Unione Europea, perchè il MiCA consentirà alle imprese di trasferire le loro pratiche ad altri paesi dell’UE senza ulteriore autorizzazione. 

Oltretutto ha anche ipotizzato che il MiCA potrebbe diventare una sorta di standard nel campo della regolamentazione crypto, quindi ottenere la licenza per operare nella UE potrebbe aiutare anche ad operare in altri Paesi. 

Il resto del mondo

Fino ad ora sono davvero pochi i Paesi che si sono dotati di una regolamentazione chiara e specifica per chi opera nel settore crypto. 

Questo aiuta moltissimo gli operatori professionali, ed in particolare le start-up, dato che in assenza di una regolamentazione certa i rischi di non risultare conformi aumentano di molto. 

Per ora la UE non ha ancora una regolamentazione crypto attiva, ma ormai è solo questione di tempo, perchè il testo definitivo delle norme è già stato approvato, e di sicuro entrerà in vigore il prossimo anno. 

Altri Paesi che sono ancora più avanti sono sicuramente la Svizzera, dove una regolamentazione tale c’è già ormai da anni, e soprattutto gli Emirati Arabi Uniti (UAE), dove si trova Dubai. 

Gli UAE sono arrivati dopo la Svizzera, ma stanno riuscendo ad attrarre molte aziende crypto. 

Anche in Cina sembra che si stiano muovendo in questa direzione, partendo da Hong Kong che è una regione amministrativa speciale della Cina. 

Per ora non esiste ancora una regolamentazione crypto chiara e specifica, ma pare che ad Hong Kong ci stiano lavorando, tanto che potrebbe non volerci più molto prima che entri in vigore. 

Il problema principale però è negli USA, dove società quotate in borsa come COinbase sono sotto attacco dalle autorità perchè accusate di non aver rispettato norme non chiare e non specifiche. 

Addirittura la stessa agenzia governativa che accusa Coinbase (la SEC) non è ancora stata in grado di fornire una risposta certa e chiara su quali siano le norme che l’exchange americano è tenuto a rispettare, e soprattutto cosa dovrebbe fare di concreto per rispettarle. 

A dire il vero il parlamento USA (il Congresso) sta lavorando ad una regolamentazione crypto, ma per ora questi lavori sembrano essersi arenati a causa di uno scontro di fondo tra governo democratico e Congresso repubblicano. 

Se però le elezioni presidenziali del prossimo anno dovesse vincerle un candidato repubblicano, e se il Congresso dovesse rimanere a maggioranza repubblicana, potrebbero semplicemente utilizzare il testo del MiCA come base per sviluppare in tempi rapidi una nuova normativa crypto valida anche per gli USA. 

L’importanza del MiCA

Nell’Unione Europea il MiCA rischia di avere un’importanza notevole nell’evoluzione del settore crypto europeo. 

Infatti di colpo rende possibile a chiunque entrare in questo settore, anche alle istituzioni o a quei soggetti che sono tenuti ad altissimi standard di conformità normativa, come ad esempio le banche. 

Quando entrerà in vigore a tutti gli effetti potrebbe spalancare le porte del settore crypto a tutti quei grandi operatori che per ora sono rimaste alla porta per paura di problemi o ritorsioni dal punto di vista legale. 

Qualora l’entrata in vigore del MiCA, nell’anno del quarto halving di Bitcoin, dovesse produrre un boom di attenzione nei confronti del settore crypto, è lecito attendersi che nel 2025, quando entrerà in carica il nuovo governo USA, anche gli Stati Uniti d’America possano decidere di intraprendere una strada simile. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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