HomeCriptovaluteCrypto.com ottiene la licenza di Virtual Asset Service Provider in Spagna

Crypto.com ottiene la licenza di Virtual Asset Service Provider in Spagna

Crypto.com ha conquistato la Banca di Spagna, ottenendo la registrazione come Virtual Asset Service Provider (VASP). 

Crypto.com è registrato come Virtual Asset Service Provider (VASP) in Spagna

Poco fa, il crypto-exchange di Crypto.com ha annunciato di aver ottenuto la registrazione come Virtual Asset Service Provider (VASP) – fornitore di servizi di asset virtuali – dalla Banca di Spagna. 

“Siamo entusiasti di condividere il nostro ultimo risultato normativo in Europa! Abbiamo ottenuto la registrazione come fornitore di attività virtuali in Spagna”

In pratica, la piattaforma di criptovalute è riuscita nel suo risultato normativo in Spagna a seguito di una revisione completa della sua conformità alla Direttiva Antiriciclaggio (AMLD) e ad altre leggi sui crimini finanziari, nonché alle misure di salvaguardia degli utenti. 

A tal proposito, Kris Marszalek, CEO di Crypto.com ha commentato: 

“Ricevere la registrazione VASP dalla Banca di Spagna è l’ultima testimonianza del nostro impegno per la conformità e della nostra volontà di collaborare con le autorità di regolamentazione e i funzionari pubblici per far progredire in modo responsabile la tecnologia crypto e blockchain. Non vediamo l’ora di continuare a lavorare con la Banca di Spagna mentre lanciamo i nostri prodotti e servizi sul mercato e forniamo agli utenti l’esperienza di criptovaluta completa, sicura e protetta che desiderano”.

Crypto.com conquista la Spagna e non solo

L’annuncio di oggi si aggiunge a una lista di conquiste da parte di Crypto.com a livello normativo in altri Paesi d’Europa e non solo. 

Infatti, a inizio di questo mese, il crypto-exchange ha annunciato anche di aver ottenuto la licenza di Major Payment Institution (MPI) per i servizi di Digital Payment Token (DPT) direttamente dalla Monetary Authority of Singapore (MAS).

Rimanendo in Europa, invece, Crypto.com ha anche ottenuto la registrazione come Digital Asset Service Provider (DASP) da parte dell’Autorité des marchés financiers (AMF) in Francia. Non solo, Crypto.com è anche registrato in Italia da parte dell’Organismo Agenti e Mediatori (OAM) e in Grecia da parte dell’Hellenic Capital Market Commission. A Cipro, invece, Crypto.com è registrato presso la Securities and Exchange Commission. 

Fuori dal “vecchio continente”, invece, oltre Singapore, la piattaforma di Crypto.com è registrata con la sua attività crypto dalla Financial Conduct Authority (FCA) del Regno Unito, e del Virtual Assets Regulatory Authority (VARA) di Dubai. 

Anche in Corea del Sud, Crypto.com vanta della registrazione dell’Electronic Financial Transaction Act e del Virtual Asset Service Provider. 

In Australia, invece, ha ottenuto l’approvazione della registrazione come Digital Currency Exchange Provider e Independent Remittance Dealer da parte dell’AUSTRAC. Non solo, anche una Australian Financial Services Licence e Australian Credit Licence da parte dell’Australian Securities and Investments Commission (ASIC). 

La situazione del crypto-exchange negli Stati Uniti

Crypto.com fa parte dei crypto-exchange che negli Stati Uniti sono vittime del giro di vite che sta eseguendo la Securities and Exchange Commission (SEC). 

Tra le accuse, ci sono quelle di insider trading e cioè quel trading di proprietà del crypto-exchange che manipola il volume di scambi della piattaforma oppure quella di offrire alcune crypto definite di recente come delle security non registrate. 

Nel suo caso specifico, Crypto.com ha reagito decidendo di lasciare il nome dell’arena sportiva con sede a Los Angeles invariato, mentre la società chiude i suoi scambi istituzionali negli USA. 

Di recente, poi, senza alcuna accusa ufficiale, cinque persone anonime hanno segnalato che Crypto.com gestisce team di trading e di market making proprietari, diventando colpevole di conflitto di interesse. 

A queste accuse, la piattaforma ha risposto specificando che la maggior parte delle sue entrate provengono dalla sua app per i trader retail. 

E poi, anche se non è mai stato reso noto dal suo lancio, i suoi trader e tutti i partecipanti della piattaforma compresi i market maker sono trattati da Crypto.com in modo paritario. 

Crypto.com è stato accusato da cinque persone anonime di gestire team di trading e di market making proprietari

La presente segnalazione lo vede un potenziale colpevole di conflitto di interessi nel settore crypto

Stefania Stimolo
Stefania Stimolo
Laureata in Marketing e Comunicazione, Stefania è un’esploratrice di opportunità innovative. Partendo come Sales Assistant per e-commerce, nel 2016 inizia ad appassionarsi al mondo digitale autonomamente, inizialmente in ambito Network Marketing dove conosce e si appassiona dell’ideale di Bitcoin e tecnologia Blockchain diventandone una divulgatrice come copywriter e traduttrice per progetti ICO e blog, ed organizzando corsi conoscitivi.
RELATED ARTICLES

MOST POPULARS