HomeCriptovaluteLa Slovenia emerge come la capitale globale degli appassionati crypto: tutti i...

La Slovenia emerge come la capitale globale degli appassionati crypto: tutti i dettagli

I dati recenti parlano chiaro: la Slovenia è la capitale degli appassionati crypto in tutto il mondo. 

Nello specifico, questo risultato emerge da uno studio condotto da Marketplace Fairness, il quale ha analizzato l’intensità delle ricerche su dieci diverse criptovalute, piattaforme di exchange e tecnologie blockchain. 

L’obiettivo dello studio era individuare le nazioni in cui l’entusiasmo per le criptovalute è più pronunciato a livello globale. Vediamo di seguito tutti i dettagli. 

Slovenia: la capitale mondiale degli amanti delle crypto, perché? 

Come anticipato, la Slovenia è emersa come il paese con il più importante interesse verso le criptovalute. In particolare, le due principali crypto, Bitcoin ed Ethereum, generano una sorprendente somma mensile di oltre 118.000 ricerche.

Questa cifra, quando rapportata alla popolazione slovena di circa 2,1 milioni di abitanti, rivela che gli sloveni effettuano ricerche a un ritmo straordinario di 6.195 per ogni 100.000 residenti, il valore più elevato tra tutti i paesi considerati.

L’Irlanda si posiziona come il secondo paese con un forte interesse verso le criptovalute, soprattutto per quanto riguarda Bitcoin, oggetto di quasi 150.000 ricerche mensili.

Considerando una popolazione di cinque milioni, gli irlandesi effettuano più di 210.000 ricerche mensili su questi termini, con una frequenza di 4.193 per 100.000 abitanti.

Poi, gli Stati Uniti occupano il terzo posto con il maggior numero di ricerche sulle criptovalute. 

Bitcoin genera un volume medio di ricerche mensili di quasi 10 milioni, mentre Ethereum ne riceve circa 1,2 milioni.

Complessivamente, il totale delle ricerche negli Stati Uniti raggiunge i 12.734.750, equivalente a 3.715 ricerche mensili per ogni 100.000 residenti.

L’Estonia segue come il quarto paese più interessato alle criptovalute, con Bitcoin che registra più di 36.000 ricerche al mese. Ciò contribuisce a un totale di ricerche mensili di circa 48.000, pari a 3.626 per ogni 100.000 estoni.

Gli altri paesi più attivi nelle ricerche crypto: Bermuda, Canada e non solo 

Andando avanti, nella classifica del quinto e sesto posto, Bermuda e Canada dimostrano un interesse molto simile nelle criptovalute, con una media di ricerca di 3.402 e 3.373 ogni 100.000 abitanti. In entrambi questi paesi, come nella maggior parte dei casi, le principali ricerche riguardano Bitcoin ed Ethereum.

L’Australia si posiziona al settimo posto con un notevole interesse, con oltre 610.000 ricerche mensili su Bitcoin e quasi 100.000 su Ethereum.

La media complessiva delle ricerche mensili su criptovalute, exchange e piattaforme blockchain analizzate raggiunge 882.500, pari a 3.331 per ogni 100.000 residenti.

Il Regno Unito si piazza all’ottavo posto per l’interesse verso le criptovalute, con una media di ricerca per i termini analizzati di 2.211.380. Nonostante sia la seconda cifra assoluta, il Regno Unito effettua ricerche a un ritmo mensile di 3.277 per 100.000 residenti.

Infine, Finlandia e Lussemburgo chiudono la top ten, con un totale mensile di ricerche rispettivamente di 2.994 e 2.981 per 100.000 abitanti.

Il potere d’acquisto degli investitori in crypto raggiunge un massimo di sei mesi: cosa significa per il mercato? 

Un interessante sviluppo segnalato da Santiment, il tracker di dati on-chain, riguarda l’accumulo di USDT, la stablecoin di Tether, da parte degli investitori in criptovalute. Come sottolineato da Santiment, il totale degli USDT detenuti sulle piattaforme di exchange ha recentemente registrato un notevole incremento.

In particolare, la percentuale totale degli USDT in possesso sui principali exchange è passata dal 17,6% dell’offerta circolante della stablecoin a un notevole 24,7%. Questo aumento del 7,1% evidenzia un crescente interesse degli investitori a rientrare nel mercato, suggerendo la possibilità di un rialzo dei prezzi.

Come spesso accade, sono le grandi balene che hanno guidato questa tendenza di accumulo. Nello stesso periodo, i primi 10 portafogli più grandi hanno visto le loro partecipazioni combinate aumentare da 7,23 miliardi di dollari a oltre 9,42 miliardi di dollari.

L’aumento delle partecipazioni in stablecoin da parte degli investitori solitamente indica la disponibilità ad acquistare asset digitali e riflette il loro attuale potere d’acquisto. Poiché la quantità di USDT detenuta sulle piattaforme di exchange ha raggiunto il massimo degli ultimi sei mesi, ciò potrebbe suggerire l’inizio di un possibile rally di mercato nel corso del 2023.

In genere, dopo aver accumulato una considerevole quantità di stablecoin, gli investitori in criptovalute aspettano il momento opportuno per reinvestire. Questo avviene spesso in concomitanza con un significativo crollo di mercato, che porta l’intero settore in territorio negativo.

A quel punto, gli investitori cercano di rientrare nei mercati quando le valute sembrano essere in ribasso. Solitamente, questo è il momento in cui il mercato trova un supporto e i prezzi iniziano a risalire poco tempo dopo.

Inizialmente, queste stablecoin vengono principalmente allocate nelle principali criptovalute come Bitcoin (BTC) ed Ethereum (ETH).

Successivamente, quando si accumulano profitti sufficienti, gli investitori tendono a spostarsi verso le monete con capitalizzazione di mercato più piccola, spiegando il ritardo tipico degli altcoin nel seguire il trend di ripresa di Bitcoin.

Alessia Pannone
Alessia Pannone
Laureata in scienze della comunicazione e attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in editoria e scrittura. Scrittrice di articoli in ottica SEO, con cura per l’indicizzazione nei motori di ricerca, in totale o parziale autonomia.
RELATED ARTICLES

MOST POPULARS