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Bitcoin SV: il tweet di Satoshi Nakamoto fa volare BSV

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Lo scorso lunedì la figura di Satoshi Nakamoto, creatore di Bitcoin, ha fatto nuovamente capolino su X con un tweet, scatenando di nuovo un dibattito sulla sua reale identità. In particolare Christen Ager-Hanssen, ex CEO di nChain, una società di ricerca sulla blockchain, ha portato le prove relative al fatto che Nakamoto non sarebbe Craig Wright.

Come conseguenza al tweet, Bitcoin SV, ovvero una crypto derivata da Bitcoin Cash, ha registrato una considerevole impennata di valore, con un +7,86% nelle 24 ore e un +26,33% nei 7 giorni (oggi scambiata a $42,44), superando non solo BTC ma anche ETH.

Sulla scia di notizie simili e di eventi come la fake news riguardante l’approvazione degli ETH spot su BTC, anche altri token ispirati a Bitcoin traggono un vantaggio: la prevendita di Bitcoin Minetrix, per esempio, ha superato $1,7 milioni anche perché, con il nuovo concetto di stake-to-mine, rende il mining di BTC accessibile a tutti.

Satoshi Nakamoto ricompare e solleva un polverone

La figura di Satoshi Nakamoto è diventata quasi “leggendaria”: l’anonimo creatore di Bitcoin ha sempre avuto un’aura di fascino attorno a sé, proprio perché la sua identità è ancora sconosciuta.

Le speculazioni sulla sua reale identità sono state tante a partire dal 2008, quando è stato pubblicato il whitepaper di BTC: sono stati molti i nomi fatti, tra i quali è entrato anche quello di Elon Musk. 

Dopo un lungo silenzio, che durava dal 2018, lunedì scorso un account X con il nome di @satoshi è ricomparso con un tweet che dichiarava: “Bitcoin è una macchina predicativa. Nei prossimi mesi esploreremo diversi aspetti non esplicitamente contenuti nel whitepaper. Questi aspetti sono tutti parte di Bitcoin e sono importanti. Alcune di queste idee sono state accennate nei primi anni; ora è il momento di estrapolarle e spiegarle”.

La ricomparsa di Nakamoto ha scatenato nuovamente delle speculazioni sulla sua vera identità: tra tutte, è spiccata la voce di Christen Ager-Hanssen, ex CEO di nChain, una società di ricerca sulla blockchain, che ha affermato che “l’account è stato rilevato da Craig Wright”, che in precedenza aveva ripetutamente affermato di essere Satoshi Nakamoto. 

Lo stesso Ager-Hanssen ha sostenuto che il precedente proprietario dell’account, ovvero Andy Rowe, fosse un fanboy di Craig Wright. Sempre lunedì proprio Andy Rowe è intervenuto su Xon per chiarire che non è lui Satoshi Nakamoto.

Ager-Hanssen ha le prove: Craig Wright non è Satoshi

Secondo Ager-Hanssen, però, Craig Wright non è Satoshi, e porta anche delle prove, che andranno ad ampliare il suo report in merito alla questione: una vera e propria “investigazione”.

Secondo lui, infatti, Wright avrebbe “effettuato accesso a un sito di domande e risposte (StackExchange), chiedendo quale software Satoshi avesse utilizzato per preparare il white paper.” Di conseguenza, perché Wright, se è Satoshi, avrebbe dovuto fare una domanda simile?

Potrebbe sorgere il dubbio che, in realtà, Wright stesse cercando delle informazioni riguardanti il suo comportamento passato, per mantenere la stessa linea. Ma Ager-Hanseen, a chi porta questa giustificazione, controbatte dicendo di avere un report molto più ampio in mano: anche per questo ha introdotto l’hashtag #faketoshi.

Il tweet di Nakamoto fa salire Bitcoin SV

Il tweet di Satoshi Nakamoto non ha solo riacceso il dibattito in merito alla sua identità, ma ha anche portato la crypto Bitcoin SV, derivata da Bitcoin Cash, a salire con un +7,86% nelle 24 ore e un +26,33% nei 7 giorni (oggi scambiata a $42,44). Attualmente il massimo storico della coin è di 489,75 dollari.

L’offerta circolante complessiva per la coin ha avuto un aumento dello 0,21% (oggi è a oltre 19,6 milioni di coin), ovvero circa il 91,74% della sua offerta massima di 21 milioni di token. Inoltre BSV è 47esima in classifica per market cap, pari a oltre $811 milioni.

Bitcoin SV è una crypto che si è separata da BCH a novembre del 2018 e che è collegata in maniera diretta con la saga dell’identità di Satoshi Nakamoto. Creata da un gruppo guidato da Wright, ha come obiettivo principale quello di ripristinare il protocollo originale di Bitcoin, in quanto il team sostiene che il whitepaper abbia una visione più ambiziosa per la tecnologia rispetto a quella di Bitcoin.

A trarre vantaggio da questa situazione ci sono anche altri progetti legati a Bitcoin perché a lui ispirati, l’ultimo è Bitcoin Minetrix, un progetto stake-to-mine, che ha attualmente superato $1,7 milioni in prevendita.

Bitcoin Minetrix: con lo stake-to-mine tutti possono fare mining di BTC

Anche Bitcoin Minetrix cerca di offrire qualcosa in più rispetto al classico Bitcoin: per esattezza, il progetto introduce lo stake-to-mine, ovvero permette a tutti di diventare miner di Bitcoin, semplicemente acquistando i token BTCMTX in prevendita (per un minimo di $10).

Basta mettere in stake i token BTCMTX, dopo la fine della prevendita, per generare potere di cloud mining e hashrate e ottenere ricompense in BTC: un’idea vincente, dato che finora la prevendita ha superato abbondantemente $1,7 milioni.

Bitcoin Minetrix usa il cloud mining, un settore caratterizzato purtroppo da molte truffe, che però trasforma in un ambiente sicuro anche grazie alla verifica di Coinsult: i token BTCMTX, di tipo ERC-20, non sono negoziabili e vengono sottoposti a burning in cambio di tempo di mining. 

Il progetto, costruito sulla blockchain di Ethereum, è denominato stake-to-mine anche perché è possibile mettere in stake i token, così da far guadagnare anche ulteriori premi agli utenti, grazie a un APY interessante. 

In questo momento la prevendita è nella fase 1 di 10, con un BTCMTX venduto a $0,011, un valore che andrà ad aumentare nelle fasi successive del 10% di volta in volta e raggiungerà alla fine $0,0119. 

Anche questo progetto sembra incontrare le previsioni positive degli esperti, che ritengano possa fare anche 100x dopo il listing, in vista dell’approvazione degli ETF spot su Bitcoin e dell’halving del 2024.

*Questo articolo è stato pagato. Cryptonomist non ha scritto l’articolo né testato la piattaforma.

Massimo De Vincenti
Massimo De Vincenti
Laureato in Economics and Business presso l’Università Luiss di Roma, Massimo ha conseguito anche un Master in Amministrazione, Finanza e Controllo. Trader e analista esperto nel campo delle criptovalute e della finanza decentralizzata, è consulente tecnologico appassionato di innovazione ed evoluzione digitale, relatore anche per seminari o approfondimenti tematici nell'ambito fintech e crypto.
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