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Coinbase delisterà BSV, il fork di Bitcoin Cash

Coinbase ha annunciato ufficialmente ai propri utenti che a gennaio 2024 delisterà BSV, la crypto nata dal fork di Bitcoin Cash. 

Chiunque abbia ancora dei BSV custoditi su Coinbase è pregato di prelevarli entro il 9 gennaio. 

La crypto BSV

Bitcoin Satoshi’s Vision, meglio conosciuto come BSV, è un fork di Bitcoin Cash. 

Bitcoin Cash, ovvero BCH, è a sua volta un fork del Bitcoin originale (BTC). 

Bitcoin Cash nacque ad agosto del 2017 con l’obiettivo di abbattere le fee ampliando la dimensione dei blocchi. 

In effetti i blocchi della blockchain di BCH sono decisamente più grandi di quelli di Bitcoin, consentendo così di smaltire molto più velocemente la coda delle transazioni in attesa di conferma. 

Infatti, ultimamente quasi sempre il costo medio delle fee per singola transazione su BCH è inferiore ad un centesimo di dollaro, mentre per Bitcoin è praticamente sempre superiore a 1$. 

Nonostante ciò, però, da quando si sta diffondendo Lightning Network, che consente transazioni in BTC a costi irrisori, BCH ha un po’ perso di appeal. 

Inoltre già a novembre del 2018 da BCH si staccò il progetto BSV con un ulteriore fork. L’obiettivo era sempre lo stesso, ovvero aumentare di molto la dimensione dei blocchi per poter avere transazioni ancora più basse. 

Fino a luglio il costo medio delle fee per singola transazione sulla blockchain di BSV era inferiore a mezzo centesimo di dollaro, anche se poi negli ultimi mesi è risalito fino a tre centesimi. D’altronde negli ultimi giorni BCH ha avuto un picco a sette centesimi. 

La parabola discendente di BSV: Coinbase delista il token del fork di Bitcoin Cash

BSV si chiama Bitcoin Satoshi’s Visione perché, pur non essendo Bitcoin, è un progetto promosso da Craig Wright, autoproclamatosi Satoshi Nakamoto. 

A dire il vero ormai nella community crypto quasi nessuno crede che Wright sia l’unico vero Nakamoto, anche perchè dopo ancora molti anni dalla sua presa di posizione non è ancora riuscito a dimostrare chiaramente di esserlo, nonostante se lo fosse realmente sarebbe facilissimo dimostrarlo. 

Oltretutto anche Bitcoin Cash, da cui è nato, è ormai da anni in parabola discendente, e tutto ciò ha portato ad una diffusa perdita di interesse per BSV. 

BSV ha esordito sui mercati crypto a novembre del 2018 ad un prezzo di circa 70$. Pochi giorni dopo era salito a 100$, ed a giugno dell’anno successivo sfiorò i 240$. 

Il massimo storico lo ha fatto registrare durante l’ultima grande bullrun, il 16 aprile 2021, ad un prezzo di addirittura 491$. 

Da allora però non ha praticamente fatto altro che scendere. 

Già a luglio del 2021 stesso era sceso a poco più di 100$, e ad inizio 2022 scese anche sotto gli 80$. 

Dopodichè le cose andarono ancora peggio, perché scese a 50$ con l’implosione di Terra/Luna, e addirittura a 24$ con il fallimento di Celsius a giugno 2022. 

È vero che successivamente si è ripreso, fino ai circa 50$ attuali, ma si tratta di una cifra addirittura inferiore a quella iniziale di novembre 2018. 

Il volume di scambio complessivo su tutti gli exchange mappati nelle ultime 24 ore è stato inferiore ai 46 milioni di dollari, ovvero più o meno come quelli di Algorand, e meno della metà di Optimism (OP). 

La parabola discendente di BCH

A dire il vero anche Bitcoin Cash non se la passa benissimo. 

Ha esordito sui mercati crypto ad agosto 2017, ad un prezzo di circa 400$. 

Dato che era in atto la penultima grande bullrun, a fine anno fece registrare il suo massimo storico ad oltre 4.300$. 

Da allora non è mai più riuscito a ritornare su quei livelli. Infatti dopo essere sceso a 80$ poco dopo la nascita di BSV, nel 2021 riuscì a tornare solamente a 1.500$.

Oltretutto in seguito è sceso molto, arrivando a 100$ dopo il fallimento di Celsius. 

Ad inizio 2023 scese anche sotto i 100$, ma poi a giugno con un poderoso spike si riportò a 300$. 

Il prezzo attuale di 240$ è comunque di molto inferiore anche al prezzo iniziale del 2017. 

Se BSV è a -90% dai massimi, BCH è a -94%, anche se la sua capitalizzazione di mercato attuale è di quasi cinque volte superiore a quella del suo fork. Inoltre il volume di scambio giornaliero di BCH è più di tre volte maggiore a quello di BSV. 

Ovviamente nessuno di questi due progetti ha nulla a che fare con il vero Bitcoin. 

Coinbase: le ragioni del delisting di BSV, il fork di Bitcoin Cash

Coinbase non ha ancora ufficializzato le ragioni del delisting di BSV. 

È possibile che si tratti semplicemente di scarso interesse da parte dei suoi clienti, dato che le coppie di scambio in BSV su Coinbase hanno volumi davvero irrisori. 

Ad esempio il volume di scambio della coppia BCH/USD è di circa 6 milioni di dollari. Se questi sono molti di meno dei 463 milioni di dollari della coppia BTC/USD, sono comunque molti di più di quelli praticamente inesistenti di BSV. 

Dati questi numeri sembra improbabile che Coinbase finisca per delistare anche BCH, anche perchè sul delisting di BSV potrebbe incidere anche il ruolo che ha avuto negli anni Craig Wright nel promuovere il progetto. 

In assenza di volumi di scambio significativi, l’exchange potrebbe aver deciso di non volere avere più nulla a che fare con questo progetto, forse anche per dare un chiaro segnale alla community crypto che non vuole supportarlo in alcun modo. 

Inoltre bisogna fare attenzione alla scadenza, perchè tutti i BSV ancora presenti su Coinbase al 10 gennaio 2024 verranno venduti in automatico. Per questo occorre prelevarli tutti prima. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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