HomeCriptovaluteMiningJack Dorsey lancia la prima mining pool di Bitcoin non custodial: Ocean

Jack Dorsey lancia la prima mining pool di Bitcoin non custodial: Ocean

Oggi, Jack Dorsey ha annunciato il lancio dell’iniziativa Ocean per il mining di Bitcoin.

Jack Dorsey è il celeberrimo co-fondatore ed ex-CEO di Twitter, prima che venisse acquistato da Elon Musk. 

Ormai da anni Dorsey si occupa primariamente di Bitcoin, oltre che della sua società finanziaria Block (in precedenza Square). 

Jack Dorsey: il mining di Bitcoin di Ocean

L’iniziativa Ocean non è, però, la classica pool di mining. 

Si tratta effettivamente di una mining pool per Bitcoin, ma è decentralizzata. 

Le pool di mining sono piattaforme in cui molti miner possono mettere in comune le loro potenze di calcolo così da spartirsi gli eventuali introiti in parti proporzionali alla potenza di calcolo che mettono a disposizione della pool. 

Il problema è che in genere queste pool sono di fatto centralizzate, ovvero gestite da un singolo soggetto che in teoria potrebbe anche imporre alla pool stessa nel suo insieme le proprie volontà. 

Onde evitare ciò, è nata l’iniziativa Ocean, che mira proprio a rendere decentralizzate le pool. 

Ocean è pertanto una pool di mining decentralizzata, all’interno della quale non c’è un singolo soggetto che possa prendere decisioni arbitrarie e di fatto imporle a tutti i partecipanti. 

Il problema della decentralizzazione

La decentralizzazione non è soltanto la migliore caratteristica di Bitcoin, oltre alla politica monetaria immutabile, prevedibile e con natura deflattiva. È anche di fatto una criticità. 

Ovvero se dovesse mai venire a mancare la decentralizzazione Bitcoin sarebbe un progetto morto. 

Allo stato attuale esistono al mondo solamente cinque grossi miner, di cui uno non è una pool (Binance). 

In passato è capitato che esistessero anche solo due pool che in totale possedessero più del 50% dell’hashrate, e questo metteva a repentaglio la reale decentralizzazione di Bitcoin. 

Anche attualmente si sta verificando una situazione simile, con le due principali pool (la cinese AntPool e la statunitense Foundry) che insieme hanno circa il 55% dell’hashrate. 

In teoria, se queste due pool si mettessero d’accordo, ed avessero il sostegno di tutti i miner che le costituiscono, potrebbero anche lanciare un attacco di tipo 51% su Bitcoin. 

In realtà, non è mai accaduto nulla di tutto ciò, perchè mettere d’accordo tutti i miner di una pool affinchè attacchino Bitcoin risulta essere praticamente impossibile. 

Per risolvere il problema alla radice c’è però una soluzione: rendere le pool decentralizzate. 

Jack Dorsey e la soluzione di Ocean: fare Bitcoin mining in maniera decentralizzata

Quindi, ciò che fa Ocean è rendere ancora più resiliente il protocollo Bitcoin. 

Trattandosi di una pool decentralizzata, non è possibile per nessuno manipolarla in modo da utilizzarla per attaccare Bitcoin. 

A dire il vero fino ad oggi è sempre stato estremamente difficile gestire una pool di mining in modo realmente decentralizzato, quindi non c’è da stupirsi che tutte le grandi pool siano ancora centralizzate. 

Ma finalmente esiste una soluzione, elaborata dal team di Dorsey e rilasciata sotto forma di una pool realmente decentralizzata. 

Ocean, non solo è una piattaforma decentralizzata che risulta pertanto trasparente, verificabile, controllabile, e senza nulla da nascondere. Risulta essere anche non-custodial, così che i miner che vi partecipano incassano direttamente dalla piattaforma in tempo reale i BTC eventualmente guadagnati. 

Inoltre, è anche permissionless, ovvero chiunque può partecipare senza alcun tipo di ostacoli o limitazioni. 

Ocean si basa sulla pool Eligius, attiva dal 2011. In dodici anni Eligius è riuscita a minare addirittura 11.631 blocchi, incassando in totale 348.326 BTC. 

Risulta anche facile da utilizzare, perchè basta inserire mine.ocean.xyz:3334 nell’interfaccia dell’ASIC ed aggiungere l’indirizzo Bitcoin su cui ricevere gli eventuali incassi. 

L’hashrate

In questo momento l’intera pool Ocean risulta disporre complessivamente di 140 PH/s di hashrate.

Da notare che un mese fa erano meno di 240 TH/s (ovvero 0,24 PH/s), ed ancora l’altro ieri erano solo 8,8 PH/s. 

Quindi dopo il lancio ufficiale di Jack Dorsey è cresciuta davvero molto, anche se non è ancora in grado di competere con le altre grandi mining pool. 

Attualmente l’hashrate medio complessivo al mondo è di circa 490 EH/s, ovvero 490.000 PH/s. Quindi Ocean ha meno dello 0,03% dell’hashrate mondiale. 

Ad esempio le due pool maggiori, AntPool e Foundry, hanno rispettivamente 140 EH/s e 132 Eh/s. In altre parole Ocean ha un millesimo della potenza di calcolo di AntPool. 

Tuttavia questo non esclude che possa minare qualche blocco. Ne viene minato uno ogni circa 10 minuti, ovvero circa 144 al giorno. Ocean dovrebbe quindi in teoria riuscire a minarne in media circa 1,3 al mese. 

Al suo interno c’è un singolo miner con il 22% dell’interno hashrate, ed in totale in questo momento risultano esserci 15 miner. 

In altre parole le sue potenzialità di crescita sono ancora decisamente elevate, soprattutto dato che è probabilmente la pool più trasparente e sicura al mondo per i miner. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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