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La riduzione dei Bitcoin sugli exchange fa bene al prezzo

A partire dal 14 ottobre è iniziato un lungo periodo di riduzione del numero di Bitcoin detenuti sugli exchange che ha contribuito in modo significativo alla risalita del prezzo. 

Quel giorno il prezzo era di circa 27.000$, ovvero perfettamente in linea con il livello attorno a cui aveva lateralizzato per ben sette mesi. 

La riduzione dei Bitcoin (BTC) sugli exchange e l’impatto sul prezzo 

Proprio il 14 ottobre si è verificato un picco di riduzione del numero di BTC sugli exchange: -20.400 in un solo giorno. Era dal primo di luglio che non si verificava nulla di simile. 

Tuttavia a luglio quel picco non fu seguito da altri picchi, mentre il 9 novembre si è verificato un secondo picco ancora più ampio di ben 26.400 BTC netti ritirati dagli exchange in un solo giorno. 

La risalita del prezzo di Bitcoin era iniziata il 16 ottobre, ed il 25 del mese era salito a 34.500$. 

Il 9 novembre era salito a 36.700$, ma il giorno successivo si è verificato un picco di aumento dei BTC sugli exchange: +27.000. Questo picco ha di fatto annullato il picco negativo del giorno prima. Infatti il prezzo nei giorni successivi è sceso fino a 35.500$.

A partire dal 15 novembre però sono stati inanellati venti giorni quasi consecutivi di riduzione dei BTC sugli exchange. Non si è trattato di veri e propri picchi, tanto che la riduzione giornaliera più significativa delle ultime settimane si è verificata il 5 dicembre con -11.000 BTC.

Non è un caso che in quei giorni il prezzo sia salito sopra i 44.000$. 

L’impatto sul prezzo di Bitcoin della contrazione di offerta sugli exchange

Quando si riducono i BTC depositati sugli exchange di fatto si riduce anche l’offerta di BTC sui mercati. Infatti sugli exchange possono essere venduti solo i BTC che sono stati precedentemente depositati e non ancora ritirati, pertanto un aumento dei ritiri diminuisce il numero di BTC vendibili. 

Occorre però specificare che bisogna prendere in considerazione le variazioni nette, e non il solo numero di BTC in uscita dagli exchange. Infatti ogni giorno si verificano sia flussi in uscita che flussi in entrata, e quello che conta è la differenza tra i due. 

Le variazioni nette del numero complessivo di BTC presenti sugli exchange è il parametro che dà veramente conto di quanto stia aumentando o diminuendo l’offerta sui mercati crypto, ed è pertanto un dato di interesse molto maggiore rispetto a quello dei soli deflussi lordi. 

Se l’offerta di BTC sui mercati crypto si riduce, basta che la domanda di acquisto rimanga stabile affinché il prezzo salga. 

L’aumento della domanda

Osservando altri indicatori, come ad esempio i volumi di scambio, si nota che non sembra affatto esserci stato un aumento di domanda negli ultimi mesi. 

Ad esempio prima del 14 ottobre i volumi di scambio giornalieri erano all’incirca di 30 miliardi di dollari, ed a luglio erano di 100 miliardi. 

Il 16 ottobre, giorno della prima risalita, sono stati di 113 miliardi, ovvero nettamente di più rispetto ai giorni precedenti ma in linea con quelli di luglio. A luglio, ad esempio, il prezzo stava lateralizzando attorno ai 30.000$. 

Ad esempio il 21 giugno furono di circa 195 miliardi di dollari, mentre negli ultimi mesi non hanno mai superato i 120. 

In altre parole a partire dal 16 ottobre sono aumentati rispetto a quelli dei due mesi precedenti, ma senza tornare sui livelli di giugno e luglio.

C’è pertanto stato un aumento della domanda di Bitcoin da quando è iniziata la riduzione di BTC sugli exchange, ma non è stato particolarmente significativo. 

Anzi, i giorni in cui il prezzo ha superato i 40.000$ i volumi sono stati attorno agli 80 miliardi di dollari, un valore nettamente inferiore a quelli di luglio. 

Domanda e offerta

Questo significa che l’aumento della domanda di Bitcoin sugli exchange ha contribuito solo in parte all’incremento di valore. 

Anzi, è possibile che la maggior parte l’abbia fatta, soprattutto di recente, la riduzione dell’offerta. Questo si spiega con il fatto che molti di coloro che attualmente sono in guadagno non sono molto propensi a vendere, perchè monetizzare ora significherebbe non guadagnarci tanto. 

Ciò implica necessariamente il fatto che molti ritengano possibile un ulteriore aumento di valore, grazie al quale potrebbe convenire vendere in futuro piuttosto che adesso. 

Per questo motivo l’offerta sugli exchange non aumenta nonostante l’aumento del valore renda più conveniente vendere, in teoria. 

Il calo di oggi

Stanotte però per un breve momento il prezzo di Bitcoin è tornato sotto i 41.000$. 

Già ieri era sceso vicino ai 43.000$, ma stanotte poco dopo la riapertura delle borse cinesi è sceso di colpo da 43.300$ a 40.300$ nel giro di una ventina di minuti. 

In seguito è quasi subito rimbalzato sopra i 42.000$, ed in questo momento sta perdendo il 3,7% rispetto a ieri. 

Da notare che la borsa di Hong Kong oggi ha aperto in forte calo (-2,2% nelle prime due ore), per poi recuperare un po’. In questo momento comunque è ancora a -0,9% rispetto alla chiusura di venerdì. 

La Cina sta avendo alcuni problemi di carattere economico-finanziario, e la borsa di Hong Kong ne sta soffrendo parecchio. 

Basti pensare che non solo è ai minimi annuali del 2023, ma anche che da inizio anno sta perdendo il 18%. Tuttavia non è ancora tornata sui minimi del bear-market dell’anno scorso, tanto che rispetto a novembre 2022 è ancora del 10% sopra. 

Per quanto riguarda Bitcoin potrebbero essere anche i mercati americani a farne muovere il prezzo, soprattutto domani, quando usciranno i dati sull’inflazione, e dopodomani, quando la Fed aggiornerà la sua politica monetaria sui tassi di interesse. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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