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Crypto scam: SafeMoon dichiara fallimento

Quando fu lanciato il progetto crypto SafeMoon, nel 2021, in molti sospettavano che fosse uno scam. 

Era il periodo d’oro delle memecoin e delle shitcoin, e sembrava proprio che anche SafeMoon fosse semplicemente una shitcoin. 

Il crollo del prezzo di SafeMoon fino al crypto scam

SafeMoon esordì sui mercati crypto a 0,3 milionesimi di dollaro, e dopo solamente un mese toccò il suo massimo storico a quasi 14 milionesimi di dollaro. In altre parole fece un +1.400% in quattro settimane dopo il lancio. Dopodichè praticamente non ha fatto altro che scendere. 

Sembra proprio a tutti gli effetti un banale schema pump&dump, tanto che già a fine 2021 il prezzo era tornato a 1 milionesimo di dollaro, ed a giugno 2022 si era praticamente azzerato. 

Il prezzo attuale di 0,004 milionesimi di dollaro è del 99,97% inferiore al massimo storico, ma anche del 98% inferiore a quello di lancio. 

Si tratta a tutti gli effetti di un progetto fallito il cui prezzo è completamente crollato, e questo è un esito comune a un po’ tutti i progetti di pump&dump. 

A ciò va aggiunto che a fine 2021 venne fatto un tentativo di salvataggio con il lancio di un nuovo token, SFM, chiamato SafeMoon V2, che però ha fatto più o meno la stessa fine del primo. 

Il prezzo di lancio fu di 1,6 millesimi di dollaro, saliti 1 7,2 a gennaio 2022. Da lì in poi anche il prezzo di SFM praticamente non ha fatto altro che scendere. 

Attualmente è precipitato a 0,003 millesimi di dollaro, ovvero -99,5% dai massimi di gennaio 2022. 

In altre parole il team di SafeMoon ha praticamente lanciato ben due token fallimentari sui mercati crypto nel giro di un anno. 

Il fallimento rivela il crypto scam di SafeMoon

La notizia di ieri è che SafeMoon ha ufficialmente chiesto il fallimento.

Oltretutto non ha chiesto il classico Chapter 11 della normativa fallimentare statunitense, che consente di ristrutturare il debito per cercare di ripartire, ma il Chapter 7. 

Il Chapter 7 prevede soltanto la liquidazione di tutti i beni per poter rimborsare ai creditori quanto più possibile, con l’inevitabile conseguenza della chiusura definitiva dell’attività. 

La società si chiama SafeMoon US ed ha sede a Pleasant Grove, nello Utah. Dichiara di avere meno di 100 creditori, ma più di dieci milioni di dollari di asset. Inoltre dichiara di avere meno di 500.000$ di passività. 

La richiesta di Chapter 7 è stata firmata dal Chief Restructuring Officer Kenneth Ehrler. Da notare che invece i membri chiave dell’azienda sono già stati arrestati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti per presunta frode, dopo che la SEC aveva accusato il fondatore Kyle Nagy, il CEO John Karony e il CTO Thomas Smith di aver violato le leggi sulle security. 

Il motivo ufficiale della richiesta del fallimento sembra essere l’incapacità dell’azienda di continuare a pagare i salari dei dipendenti.

La truffa

la SEC ha accusato i membri del team di aver “solamente” violato le norme sulla vendita di security, ma il Dipartimento di Giustizia li ha fatti arrestare a tutti gli effetti per presunta frode. 

Sebbene in teoria si debba attendere la sentenza definitiva del tribunale per affermare con certezza che si è trattato di una truffa a tutti gli effetti, in realtà tutto fa pensare che la si possa intendere come tale già ora. 

Anzi, a dire il vero in molti credevano che lo fosse fin dall’inizio, solo che al tempo c’erano solo indizi e non prove certe. 

Ora le prove ci sono, e manca solo la formalizzazione definitiva della magistratura a riguardo. 

Il progetto SafeMoon veniva descritto dai suoi fondatori e promotori come una rete ed una piattaforma di prodotti Web3 innovativi per mettersi in contatto con una fiorente community di sostenitori e promotori del cambiamento.

In realtà queste erano solo parole atte a convincere la gente ad acquistare i loro token, dato che oltre ai token ed agli strumenti per utilizzarli non c’era assolutamente nulla. 

Per questo motivo c’è sempre stato il sospetto che si trattasse di una truffa, perchè vendere un token affermando che sia la criptovaluta di una community, quando in realtà non c’è alcuna community ed alcuna piattaforma per gestirne una, significa a tutti gli effetti mentire. 

E le truffe sono proprio raggiri che utilizzano menzogne per convincere le persone a dare del denaro ai truffatori in cambio di nulla. 

Purtroppo il team di SafeMoon convinse molti promotori a promuovere la vendita dei loro token, quindi le persone coinvolte nella presunta frode sono molte di più di quelle che fino ad ora sono state arrestate. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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