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Le migliori alternative alla carta di Binance

Da ieri in Europa non è più utilizzabile la Binance card, ovvero la carta di debito Visa alimentabile con il wallet spot di Binance. 

Proprio ieri infatti l’exchange ha inviato un’email a tutti i possessori europei della carta di debito Visa Binance con il quale avvisava che il programma della Binance card emessa da UAB “Finansinės paslaugos, Contis” è terminato. 

Ovviamente aveva avvisato con ampio anticipo, quindi nessun utente è stato colto alla sprovvista, ma dato che era molto usata ora sono in molti a doversi cercare un’alternativa. 

La carta di debito firmata Binance

Nell’email Binance invitava gli utenti a distruggere immediatamente la carta tagliandola attraverso il chip e la banda magnetica, e ricordava che non c’era null’altro da fare. 

Inoltre, sottolineava che nessuna valuta fiat o criptovaluta presente sul conto Binance sarebbe andata perduta, perché il termine del programma non ha avuto alcun effetto sul conto Binance. Si tratta di un evento che impatta solo ed esclusivamente sull’utilizzo della carta.

Il messaggio segnalava anche che sulle FAQ del sito dell’exchange, nella sezione “Supporto clienti Binance (solarisgroup.it)”, si possono trovare informazioni aggiuntive in merito ad esempio ai possibili reclami, o invitava a contattare direttamente Solaris.

Il funzionamento della carta Binance era molto semplice. 

Una volta ottenuta consentiva di effettuare spese in tutto il mondo pagando in valuta fiat su rete Visa. I fondi per i pagamenti venivano prelevati dal wallet spot dell’utente su Binance, ed in particolare dai saldi di alcune specifiche crypto, tra cui Bitcoin, Ethereum e stablecoin. 

Al momento del pagamento i fondi crypto da utilizzare venivano automaticamente venduti in valuta fiat al prezzo di mercato così da poter utilizzare l’incasso per effettuare il pagamento in valuta fiat. 

Le alternative alla carta Binance

A dire il vero sono molti gli exchange o i servizi crypto che offrono carte di debito Visa o Mastercard alimentabili in criptovalute

Ad oggi sono in assoluto uno dei sistemi più utilizzati da chi possiede criptovalute per poter effettuare pagamenti in fiat. 

L’importante, per poterle utilizzare, è avere sufficienti fondi sui wallet che alimentano la carta, assicurandosi che non siano bloccati o immobilizzati e che siano crypto o token effettivamente utilizzabili per il servizio. 

Non tutti gli exchange però offrono questo servizio, tanto che purtroppo sono pochissimi quelli che contemporaneamente consentono transazioni in BTC via Lightning Network, e carte di debito alimentabili in criptovalute. 

Le carte degli exchange

Tra gli exchange più utilizzati per alimentare carte di debito crypto vanno citati in particolar modo Coinbase, Crypto.com e Bybit. 

Quella di Crypto.com è in uso da diversi anni, e sono in molti ad utilizzarla. 

Ultimamente però si sta diffondendo molto l’utilizzo anche di quella di Bybit. 

Coinbase è in assoluto uno degli exchange crypto più usati al mondo, quindi c’è da supporre che in molti utilizzano anche la loro carta. 

Va ricordato che ad inizio 2024 dovrebbe essere lanciata anche quella di Bitget.

Tra gli exchange principali occorre citare anche Bitpanda, mentre tra quelli minori occorre citare Uphold.

Le carte dei servizi crypto: non solo la carta Binance

Non sono però solo gli exchange crypto propriamente detti ad offrire questo servizio. 

Ad esempio al di fuori degli exchange risultano molto utilizzate quella di Nexo e quella di Wirex, che tra l’altro è stata una delle prime in assoluto ad essere lanciate. 

Negli USA sono molto utilizzate anche quella di Venmo e quella di PayPal, che ormai consentono anche di fare trading crypto. 

Altre due carte che in molti consigliano sono quella di Ledger e quella di Plutus. 

Le caratteristiche

È difficile stabilire una classifica di quali possano essere considerate le migliori, perché un tale giudizio risulta essere soggettivo. 

Ad esempio in molti ritengono la carta di Coinbase quella di riferimento attualmente, ma i costi sul cambio da crypto a fiat non sono affatto contenuti, e per questo non sono affatto pochi quelli che ad esempio preferiscono quella di Bybit. 

Quello che conviene fare è analizzare personalmente quali sono le caratteristiche che le rendono maggiormente interessanti, o che costituiscono un problema. 

Per prima cosa bisogna distinguere tra quelle Visa e quelle Mastercard, anche se al giorno d’oggi spesso possono essere utilizzate entrambe senza problemi. 

In secondo luogo occorre verificare se vi siano costi iniziali di ricezione, o costi di mantenimenti. La Binance card ad esempio non ne aveva. 

Tali costi a volte sono indiretti, come ad esempio quando viene chiesto di immobilizzare un certo quantitativo di token per poterle avere. 

Una delle caratteristiche principali da valutare sono le fee e gli spread, ovvero i costi sulle transazioni. 

Se non ci sono costi sul pagamento in fiat, ci sono invece sul cambio da crypto a fiat che avviene in automatico. Ci possono essere due tipologie di costo: le fee e gli spread. 

Le fee sono un costo fisso o in percentuale a transazione, ed in genere sono molto limitati. Il problema spesso invece è lo spread, ovvero la differenza applicata tra il prezzo di vendita delle criptovalute ed il loro valore di mercato. 

Non è facilissimo da individuare, e spesso va calcolato, anche se trattandosi di vendite in valute fiat non è così difficile da calcolare. 

Altra caratteristica da valutare bene sono le limitazioni, perchè quasi tutte le carte ne hanno, soprattutto per i massimali di spesa. 

Inoltre bisogna anche valutare quale criptovalute si possono utilizzare per alimentarle, perchè spesso non si possono usare tutte. Occorre anche sapere se si possono alimentare direttamente con crypto detenute sul wallet spot, o se si possono alimentare solo con valute fiat ottenute vendendo precedentemente criptovalute. 

KYC e custodia

Una caratteristica ineluttabile, invece, è il KYC. 

Ovvero, chiunque emetta carte Visa o Mastercard deve effettuare la verifica dell’identità dell’utente. Questo fa sì che non dovrebbero esistere carte crypto senza KYC. 

Questo fa sì che anche a monte, sull’exchange o il servizio crypto utilizzato per alimentarle, il KYC non dovrebbe essere un problema, tanto farlo prima o farlo dopo fa davvero pochissima differenza. 

Il KYC significa anche controlli AML (anti-riciclaggio), e questo può portare a limitazioni nell’utilizzo di queste carte. 

A ciò va aggiunto che sono pochissimi i wallet non-custodial che consentono l’utilizzo dei fondi per alimentare carte crypto. Ve ne sono, ma dato che le carte obbligano ad effettuare la verifica dell’identità non risultano essere particolarmente vantaggiosi. 

Proprio perchè la stragrande maggioranza delle carte crypto si basa su wallet custodial, e date le limitazioni AML, non conviene tenere troppi fondi sui wallet utilizzati per alimentarle. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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