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Indonesia: crollo delle entrate fiscali legate a crypto e Bitcoin

Nel 2023 in Indonesia è accaduto qualcosa di strano: si è verificato, infatti, un crollo del 63% delle entrate fiscali derivanti da transazioni in crypto e Bitcoin, nonostante il forte aumento dei prezzi.

Lo riferisce il giornale locale Kontan.co.id citando dati forniti dalla Direzione generale delle imposte (DJP) del Ministero delle Finanze (Kemenkeu). 

Indonesia: il crollo delle tasse crypto non coincide con il rialzo di Bitcoin

Nel 2022 è stato introdotto un nuovo regime fiscale per le criptovalute in Indonesia, ma l’anno successivo si è già verificato un calo del 63% nel 2023 delle entrate generate dal nuovo regime fiscale crypto. 

Nel corso del 2023 infatti sono stati raccolti solamente 467,27 miliardi di rupie indonesiane, pari a 31,7 milioni di dollari. 

Sempre Kontan.co.id riferisce anche che il direttore delle pubbliche relazioni della DJP, Dwi Astuti, ha affermato che i depositi speciali nel 2023 sono stati di soli 127,66 miliardi di rupie. 

Le cause di questa drastica diminuzione non sono state comunicate, ma dato che l’introduzione delle tasse sulle criptovalute nel 2022 causò molte lamentele da parte degli operatori del settore, visto che aveva causato un calo dei volumi delle transazioni crypto in Indonesia, si ipotizza che diversi utenti ed aziende abbiano spostato la loro attività crypto su exchange esteri. 

Le tasse crypto in Indonesia

Il nuovo regime fiscale introdotto a maggio 2022 con il regolamento 68/PMK.03/2022 del Ministero delle Finanze relativo all’imposta sul valore aggiunto e all’imposta sul reddito sul trading di criptovalute, ha imposto agli indonesiani di pagare un’imposta sul reddito dello 0,1% ed un’imposta sul valore aggiunto dello 0,11% su ogni transazione crypto. 

Quindi non si tratta di imposte sulle eventuale plusvalenze, o sulle vendite di criptovalute e Bitcoin, ma su qualsiasi transazione crypto. 

Inoltre anche gli stessi exchange crypto a partire dal 2022 sono tenuti a pagare tasse pari a circa lo 0,04% sulle transazioni. 

Una volta scoperto, nel 2023, che avevano pagato molte tasse sulle transazioni crypto effettuate nel 2022, gli utenti indonesiani facilmente hanno optato per un numero inferiore di transazioni. Potrebbero anche aver spostato la loro attività crypto su piattaforme estere in modo da cercare di nascondere al fisco locale quante più transazioni possibili. 

Fino ad ora la DJP indonesiana afferma di aver raccolto in tutto 1.110 miliardi di rupie di tasse crypto. 

Il contrasto delle entrate fiscali in Indonesia con i prezzi di crypto e Bitcoin

Invece nel resto del mondo, dove non sono tassate le singole transazioni, non solo nel corso del 2023 non è sceso il numero delle transazioni, ma è possibile che sia aumentato il gettito fiscale. 

Infatti dove si pagano tasse sulle plusvalenze, ovvero in quasi tutti il mondo, nel 2022 i prezzi in calo hanno ridotto enormemente sia le plusvalenze che il gettito fiscale. 

Invece nel 2023 con i prezzi in risalita sono aumentate di molto le plusvalenze, e quindi probabilmente anche le entrate fiscali. 

Con un regime fiscale come quello indonesiano di fatto si disincentiva la popolazione ad utilizzare e scambiare criptovalute. 

A questo punto va citato come esempio quello della Germania, dove non solo sono tassate solo le plusvalenze, ma queste sono tassate solo se incassate nei primi 12 mesi dall’acquisto delle criptovalute, perchè per chi le detiene per più di 12 mesi c’è l’esenzione dalla tassazione. 

L’Indonesia e le criptovalute

L’Indonesia è un paese molto popoloso (273 milioni di abitanti), ma non certo crypto-friendly. 

Proprio di fronte all’isola di Sumatra c’è Singapore, che è uno dei principali hub crypto del sudest asiatico. 

In quella zona del mondo ci sono le FIlippine che stanno cercando di sfruttare le criptovalute per attrarre capitali ed aziende, e non distante c’è l’Australia che è un paese decisamente crypto-friendly. 

L’atteggiamento dell’Indonesia pertanto è anomalo, persino per il sudest asiatico. Appartiene quindi ad uno di quei relativamente pochi Paesi al mondo che hanno cercato concretamente di mettere il bastone fra le ruote alla diffusione dell’utilizzo delle criptovalute. 

Da notare che negli ultimi anni la rupia indonesiana (IDR) ha perso un po’ di valore ad esempio rispetto al dollaro americano. 

Dopo il crollo del 2020, ha perso il 7% solamente da aprile ad ottobre 2023, per poi recuperare leggermente nei mesi seguenti. 

In totale si è svalutata del 16% rispetto al dollaro nel giro di meno di 10 anni, quindi con una perdita di valore reale abbastanza costante, anche se contenuta. 

Il tasso di inflazione in Indonesia è assolutamente sotto controllo, quindi l’atteggiamento avverso contro le criptovalute sembra più una decisione politica che un’esigenza. Probabilmente hanno influito negativamente su questa decisione le numerose truffe finanziarie in tema crypto che hanno imperversato nel corso degli anni in giro per il Paese. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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